Fiumi di parole prima e poi, ma sul campo....
Fiumi di parole, pronunciate, scritte, lette. Saremo anche brutti, sporchi e cattivi, ma questa squadra ha una forza dentro che si può riassumere in un motto, in un grido di battaglia, in tre, semplici, parole: “Fino alla fine”. E' vero: il gioco non è scintillante e di certo si può e si deve migliorare. Ci risulta però, che i trofei, di norma, vengano vinti da chi arriva primo. Ad oggi, non sono ancora stati istituzionalizzati lo scudetto del bel gioco, quello morale, quello della squadra con più giovani in campo, quello con la squadra con più italiani e via dicendo. La gara contro il Napoli è stata piuttosto soporifera per 45 minuti, salvo poi vivacizzarsi nella ripresa. Alla fine della fiera, il pareggio sarebbe stato probabilmente il risultato più equo, ma da qui a dire che il Napoli ha fatto di più, ha fatto meglio e avrebbe meritato anche la vittoria, ce ne passa di acqua sotto i ponti. Cosa avrebbe fatto la squadra di Sarri di tanto straordinario? Tiri nello specchio della porta: 1, ovvero la rete di Callejon. Altre situazioni pericolose nei sedici metri bianconeri? Zero. La formazione partenopea, semmai, ha dimostrato di avere sicuramente un impianto di gioco più collaudato ed oliato ma, nel calcio, se non tiri in porta, difficilmente puoi vincere una gara. Da par suo, la formazione di Allegri, ha patito ancora una volta a centrocampo, dove la manovra spesso tende a rallentare (invece che velocizzarsi), dove si aprono praterie a disposizione degli avversari e si fanno errori di passaggio anche elementari. In una partita così bloccata, le reti non potevano che venire da giocate singole o errori: e qui, la Vecchia Signora è stata più brava.
Resta il fatto che, un giocatore come Higuain, nel momento in cui verrà servito meglio e con più continuità, risulterà davvero devastante in senso assoluto. Se consideriamo che sino ad oggi ha segnato 7 reti (in 11 gare), pur avendo avuto a disposizione pochissimi palloni giocabili, ci rendiamo conto che, quando il motore della squadra andrà a pieni giri, ne vedremo davvero delle belle. Con buona pace del sindaco di Napoli (che ha stemperato parecchio gli animi in settimana, dando prova di saggezza e maturità) e di Maradona, che non perde mai una buona occasione per stare zitto. Sì, la cosa buffa è che proprio lui, primo traditore di una città che lo ha osannato e lo osanna ancora, dia del suo agli altri, portato sull'altare da una città che non ha capito di essere stata presa per i fondelli da colui che tanto venera. Problemi loro. Tra i momenti più belli della serata, ricordiamo l'abbraccio tra Higuain e Sarri, l'applauso dello Stadium ad Emanuele Giaccherini ed il buon senso degli spettatori bianconeri sugli spalti nel momento in cui Callejon ha segnato la rete del momentaneo pareggio facendo emergere la presenza di “infiltrati” partenopei sulle tribune dello Stadium. Ci chiediamo cosa sarebbe successo a Napoli, a parti invertite. Un saluto a Koulibaly, mister 58 milioni di utopia, al quale ricordiamo che l'essere più forti va dimostrato sul campo, perchè è lì che si vince, e non a parole. E infine, un saluto particolare a Reina, ottimo teatrante, pronto per ruoli importanti in sceneggiate napoletane d'altri tempi, anche se, l'esultanza sotto la nord al gol di Callejon, gli è andata di traverso una quindicina di minuti dopo, al minuto '70 o '71 per i più ironici ed amanti della smorfia. E, se i napoletani lo hanno subito attribuito ad Higuain, il significato di quel "71", avremmo buoni motivi per girarlo a chi il gol l'ha subito. Fino alla fine....
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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