FACCIAMO IL PIENO DI ENTUSIASMO

FACCIAMO IL PIENO DI ENTUSIASMOTuttoJuve.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
mercoledì 31 maggio 2017, 21:45Primo piano
di Caterina Baffoni

Più di ogni "semplice" statistica che spiega chiaramente perché la Juventus possa o non possa sperare nella vittoria della Champions League, c'è da tener presenta una forte consapevolezza che aleggia sopra le teste dei bianconeri da molto tempo: essere sulla strada giusta per fare qualcosa di importante in Europa e tornare a lottare per recitare un ruolo di protagonista in questa fase finale della massima competizione europea. E' vero, il calcio è ciò che di più lontano esiste da una scienza esatta, ma noi amanti del calcio sappiamo bene che i numeri e i valori in campo possono essere stravolti in qualsiasi momento e da qualsiasi squadra. Ci sono però delle tendenze, che possono far ben sperare e guardare con ottimismo al futuro bianconero. Tra queste, ce ne sono alcune che certamente riguardano in modo diretto la Juventus e il suo cammino in Champions League, ma soprattutto vi è da considerare la forza e la gran consapevolezza di sè che questi giocatori hanno acquisito.  Ogni individuo può dare una spinta o svolta alla propria vita, permettendosi di trovare nuove motivazioni per farlo. Il primo passo è prenderne coscienza ovviamente. Eppure ogni volta che ci spingiamo verso il nuovo e verso un nuovo traguardo tendiamo a fermarci, e come un nastro cinematografico che si riavvolge, di getto elenchiamo paure, timori e pensieri negativi di un brutto e magari recente passato. Tranquilli: è insito nella natura umana, il più delle volte "birichina". Dunque, proviamo a prenderla in contropiede!

Non a caso la nostra tendenza, sbagliata, ci porta involontariamente a paragonare Madama a quella del 1996 o peggio: a quella di due anni fa contro il Barcellona. E questo, per i seguenti motivi: la prima fu vista e vissuta come una sorpresa, e la seconda idem per le modalità con cui si è giunti in quel di Berlino. Nel presente, c’è invece una consolidata sequenza di successi e consapevolezza della propria padronanza e potenza del campo come mai era accaduto in precedenza. E' tutto diverso, e questa è senz'altro una valevole costatazione da prendere in considerazione.

Ma vi dirò di più: abbiamo perso tre finali consecutive nel 1997, nel 1998 e nel 2003, e sempre avevamo appena conquistato lo scudetto. La Juve ha alzato la Coppa nel 1985 e nel 1996, cioè in stagioni in cui il campionato italiano le era sfuggito. Calma. Riprendete fiato e proseguiamo. Se nel '96 la prima differenza è quella che viene evidenziata, emergono tuttavia delle somiglianze che incoraggiano e non poco. Come in qualsiasi descrizione per qualsiasi evento, la natura umana ci porta a prendere in considerazione e a ricordare prima di tutto gli aspetti negativi, e poi quelli positivi. Ci avete mai fatto caso? Proviamo almeno per una sola volta, allora, a vederla diversamente. Riavvolgiamo il nastro della nostra memoria e puntiamo i piedi sugli aspetti positivi rivolgendoci a ciò che ci incoraggia e che ci sprona a pensare positivo e a crederci fino alla fine. 

Perchè? Perchè anche allora arrivammo eliminando una spagnola nei quarti, una francese nel turno successivo e poi all’epilogo superammo l’Ajax che, come il Real oggi, deteneva il trofeo. Scaramanticamente, si può dire.

Diciamocela tutta: quella di Max Allegri è una squadra che può ignorare i riferimenti negativi del passato, perchè come ha ribadito pochi giorni fa lui stesso l'ansia e la paura "son proprio una brutta 'hosa!". Stiamo parlando di un gruppo che ha vinto sei titoli consecutivi in Italia, tre coppe Italia, due supercoppe italiane ed è arrivata per ben due volte nei tre anni della gestione allegriana alla finale di Coppa Campioni. Una robusta ipoteca sulla consapevolezza acquisita delle proprie capacità e potenzialità, c'è. È una Signora che ha l’abitudine anche mentale alle battaglie decisive. Poi certo, è quanto mai giusto sottolineare che il Real conosca meglio l’atmosfera della Champions, dato che è alla terza finale nelle ultime quattro edizioni. Fatto sta che sono tutte considerazioni che al calcio d’inizio te le scordi, perchè quando fischia l'inizio, lì sì che conteranno solo la testa, le gambe e soprattutto il cuore. Perchè "quando fischia l'inizio, inizia quel sogno che sei..."