ESCLUSIVA TJ - Xavier Jacobelli: "Alla tecnologia si oppongono Blatter, Nicchi e Braschi: buona ragione per pensare che funzioni"

ESCLUSIVA TJ - Xavier Jacobelli: "Alla tecnologia si oppongono Blatter, Nicchi e Braschi: buona ragione per pensare che  funzioni"
© foto di Antonio Vitiello
lunedì 24 febbraio 2014, 21:10Primo piano
di Redazione TuttoJuve

La redazione di tuttojuve.com ha raccolto, in esclusiva, il punto di vista del noto giornalista Xavier Jacobelli per quanto riguarda l’introduzione della moviola in campo e gli striscioni apparsi allo Juventus Stadium che hanno scatenato la polemica.

“All’uso della tecnologia si oppongono Blatter, Nicchi e Braschi: questa è una buona ragione per pensare che la moviola in campo funzioni. Non se ne può più di chi nega l’evidenza, come per esempio Braschi che quest’oggi ha dichiarato pubblicamente che nemmeno Ventura aveva visto il fallo di Pirlo su El Kaddouri. Non è certo un allenatore che deve occuparsi di monitorare certi episodi, è compito dell’arbitro di porta, altrimenti a cosa servirebbe il giudice di linea? Credo a niente, se non a far confusione come è stato dimostrato anche ieri a Torino. Rizzoli ha arbitrato male, con sviste che hanno penalizzato entrambi i club. Il problema è riconoscere che, a causa di un pessimo arbitraggio, la partita è stata condizionata. Quando i vertici arbitrali inizieranno ad ammettere i tanti errori commessi, anziché arrampicarsi sugli specchi e dire che il calcio italiano dispone dei migliori direttori tecnici degli ultimi 50 anni, forse la situazione migliorerà. C’è bisogno di un calcio senza Braschi e senza Nicchi, sicuramente chiunque arrivi al loro posto, non potrà fare peggio di loro.

Gli striscioni apparsi ieri a Torino sono inaccettabili, barbari, incivili ed indecenti. Per non parlare dei cori che inneggiano ai barbari del Liverpool e che insultano le vittime dell’Heysel. Episodi vergognosi che solo in questo Paese possono essere tollerati. Mi auguro che ci saranno dei provvedimenti. Le premesse degli ultimi anni erano che grazie alle telecamere a circuito chiuso, ai tornelli, alla tessera del tifoso, al divieto di trasferta, ai biglietti nominativi, tutto questo non sarebbe mai accaduto perché i responsabili sarebbero stati individuati. Che li individuino allora! Quando si vede uno striscione osceno come quello che abbiamo visto ieri sul Grande Torino, che era la squadra più forte del mondo, scomparso a Superga il 4 maggio del 1949, come si fa nel 2014 ad avere ancora il coraggio di scrivere queste cose: è disumano. Chi ha esposto certi striscioni ha scatenato lo sdegno di tutti i tifosi: juventini e granata.

Il 23 maggio 2013 la UEFA ha emanato, alla vigilia della finale di Champions a Londra, precise norme contro il razzismo negli stadi. In Italia sono riusciti ad approvare queste norme, a cambiarle in corsa, ad inventarsi la formula, che è il massimo dell’ipocrisia, dei cori di discriminazione territoriale. C’è sempre questa abitudine di non dire mai come stanno le cose. La verità è che ogni coro che insulti gli altri è incivile. Chi intona certi cori deve essere sbattuto fuori dagli stadi Italiani. Perché il nostro Paese non copia il modello inglese? Ieri sera ho visto Beretta accanto a Lotito per manifestargli solidarietà in occasione della contestazione dei tifosi della Lazio che hanno il diritto di protestare e lo fanno in modo civile. Ma quante volte Beretta è andato in curva a sentire con le proprie orecchie quello che intonano i tifosi e quanto ci metterà il Presidente della Lega di Serie A a dire finalmente ai suoi come agire concretamente? Perché lo Stato, che è chiamato a risolvere questi problemi che sono evidentemente di ordine pubblico non interviene? Queste sono le domande che ci poniamo. Vediamo se cambierà qualcosa con il nuovo governo.”