ESCLUSIVA TJ - Paolo Bergamo: "Caduta El Kaddouri innaturale, errore giustificabile. Calvarese inesperto. Arbitri non condizionati in prossime gare Juve"

ESCLUSIVA TJ - Paolo Bergamo: "Caduta El Kaddouri innaturale, errore giustificabile. Calvarese inesperto. Arbitri non condizionati in prossime gare Juve"TuttoJuve.com
© foto di Federico De Luca
mercoledì 26 febbraio 2014, 17:00Primo piano
di Redazione TuttoJuve
fonte Intervista realizzata da Francesca Simonelli

Dopo le polemiche che hanno caratterizzato il post gara tra Juventus e Torino, la redazione di TuttoJuve.com ha contattato in esclusiva Paolo Bergamo, ex direttore di gara, nonché designatore arbitrale di Serie A e B, che ha espresso la propria opinione in merito agli errori di Rizzoli.

“Il mio parere è ben preciso. Riguardo al calcio di rigore non dato, era una situazione molto difficile che in campo poteva anche sfuggire, perché la caduta di El Kaddouri è stata abbastanza innaturale. Purtroppo Rizzoli non è stato aiutato dal giudice di linea Calvarese, che non ha certamente l’esperienza giusta per una gara come Juventus-Torino, per cui l’errore secondo me è giustificabile, nel senso che in campo era difficile valutare questa situazione. Va anche detto che il rigore si è visto non dalla prima ripresa televisiva, ma ci sono volute 2 o 3 ripetizioni da angolazioni diverse per poterlo individuare. Purtroppo spesso ci si dimentica che in campo l’arbitro ha un solo punto di vista, mentre le tv hanno la fortuna di avere almeno 25 apparecchi per ogni stadio. La decisione che invece ritengo sia più criticabile è la mancata espulsione di Vidal, non tanto per il fallo di mano al limite dell’area, quanto per l’entrata su Darmian, che era chiaramente da ammonizione, ma che l’arbitro ha evidentemente giudicato in maniera diversa.”

Può spiegare da cosa viene ingannato, in questi casi, l’arbitro in campo?

“Rizzoli è il nostro numero 1, quindi sul rigore aveva anche la posizione giusta per giudicare, ma l’intervento è stato molto particolare, perché Pirlo ha toccato la gamba dell’avversario, che a sua volta si è sgambettato per conto suo. Naturalmente era fallo, però era molto difficile da vedere. Ripeto, l’arbitro non è stato aiutato dal giudice di linea, cosa che invece non accade in campo internazionale. Quando uno come Rizzoli, Rocchi o Orsato arbitra fuori dall’Italia, ha come giudici di linea arbitri internazionali, è questa la grande differenza. In Italia c’è un ibrido, una situazione assolutamente anomala voluta dal presidente Nicchi, che ha deciso di avere gli arbitri di porta, cosa che nessuno in Europa aveva messo in pratica, e nonostante in Italia non ci siano le forze per avere due giudici di linea dello stesso livello. Nel derby della Mole, ad esempio, c’era da una parte Rocchi, numero 2 in Italia, e dall’altra Calvarese, che ha arbitrato una quindicina di partite in serie A e non ha ancora dimostrato di essere all’altezza dei grandi match”.

Lei sarebbe favorevole alla moviola in campo?

“Dovremmo iniziare a maturare con un meccanismo tecnico che faccia vedere se la palla entra o meno in porta. Per quanto riguarda la moviola in campo, i tempi stanno diventando favorevoli, ma bisognerà anche regolamentarla, capire quando e come usarla, chi deve controllare l’apparecchio a bordo campo. Comunque credo che ormai si debba trovare il modo per introdurre le apparecchiature elettroniche, perché è indispensabile dare più certezza ai risultati”.

Crede che le polemiche intorno alla Juve possano in qualche modo condizionare gli arbitri che dovranno dirigere le prossime gare dei bianconeri con Trabzonspor e Milan?

“Io non credo a queste dietrologie, perché gli arbitri sono i primi a non voler sbagliare. Lo stesso Rizzoli sarà rammaricato di aver fatto questi errori. Io sono sicurissimo il direttore di gara scelto per domenica sarà di prima fila, molto motivato e preoccupato della partita. Ma, mi creda, dietrologie gli arbitri non ne hanno mai fatte e non credo assolutamente che qualcuno possa andare in campo condizionato da queste situazioni. Al livello internazionale, poi, la cosa è ancora più certa, perchè ci sono meno pressioni e gli arbitri hanno una maggiore serenità di giudizio. Quello che capita in Italia, purtroppo succede solo qui. Le pressioni che gli arbitri subiscono nel nostro Paese sono soltanto nostre, in campo internazionale proprio non esistono”.