ESCLUSIVA TJ - L'inferno di Piazza San Carlo, la testimonianza di Alessia: "Pensavo di rimanere lì sotto e pregavo"
Sabato sera, quando è scoppiato l'inferno in Piazza San Carlo, non ha neanche fatto in tempo ad accorgersi cosa stava accadendo che si è ritrovata travolta dalla calca. Lei è Alessia Domenino, 23 anni, studentessa all'Università di Torino. Lei, grande tifosa juventina, è una delle 1527 persone rimaste ferite nel salotto di Torino, sabato sera, mentre assisteva alla finale di Champions League in uno dei maxi-schermi predisposti dal Comune. Tuttojuve.com ha raccolto la sua testimonianza e le sue immagini.
Una sera di festa e di sport si è trasformata in pochi attimi in incubo e disperazione. Ci puoi ricostruire cosa è accaduto?
"Mi stavo guardando la partita, tranquillamente, con i miei amici e poco dopo il terzo gol del Real, così all'improvviso, ho solo visto una mandria di persone venire nella mia direzione e, in un attimo, mi sono ritrovata a terra, schiacciata da altre persone. Pensavo davvero di rimanere lì sotto e pregavo che prima o poi tutto questo potesse finire. Tutti che urlavano. Per fortuna, qualcuno, poi, mi ha tirata su e me la sono cavata con poco: qualche graffio, un po' di pelle sbucciata e qualche botta presa qua e là. Rispetto ad altri, mi è ancora andata di lusso. Mi sono ritrovata nella piazza, a pochi passi dai portici, da sola, non riuscivo a trovare i miei amici, né tantomeno chiamarli, causa rete intasata. C'era gente che piangeva, che urlava nomi di amici, figli, fidanzati, tutti feriti. Chi ancora correva di qua e di là. Alla fine, sono riuscita a rintracciarli e ci siamo rifugiati al bar San Carlo".
Il panico e la paura ha preso il sopravvento. Avete davvero temuto il peggio?
"Fino a quel momento è stato tutto tranquillo. Dalla mia posizione non ho sentito pressoché nulla, ho, appunto, solo visto un fiume di gente venire verso di me. Pensavo ci fosse stata qualche rappresaglia e la polizia avesse iniziato a caricare. Sinceramente, non sono andata a pensare subito ad un attentato, proprio perché non ho nè visto, nè sentito niente. Con un fuggi fuggi così generale, poi, non sapevo neanche io a cosa pensare, ero sicura che stesse accadendo qualcosa di più grave. Ma non capivo cosa".
L'organizzazione di questo evento è stata aspramente criticata. Cosa ci puoi dire a riguardo?
"Non posso far altro che confermare. Già solo per entrare nella piazza, c'erano delle transenne con un piccolo spiraglio, che nemmeno in due si riusciva passare. Inoltre, non era permesso l'ingresso di bottiglie di vetro e a terra, in ogni spazio libero, c'erano 2, 3, 4 bottiglie o addirittura degli assembramenti. Per la questione sicurezza anche, non ne parliamo. Troppe, troppe persone. Se qualcuno, al centro della piazza, si fosse sentito male? Come sarebbe stato raggiunto? E in quanto tempo? Poi, controlli inesistenti e polizia poco presente, almeno, quando sono arrivata io, era così".
Un domani riprenderesti in considerazione l'idea di guardare in un luogo affollato la tua squadra del cuore?
"Io sono sempre stata una persona non da luoghi affollati, per un qualsiasi evento. Questa volta, i miei amici mi hanno convinta ad andare con loro. Sinceramente, a prescindere dall'accaduto, la prossima volta, me ne sto a casa, come ho sempre fatto. Si trovassero soluzioni alternative, come ha fatto il Real, aprendo lo stadio, posso essere la prima ad andare, ma in piazza, così, evito".
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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