ESCLUSIVA TJ - Evelina Christillin: "Rischio fair play se Allegri rescinde, lo vorrei ancora sulla panchina della Juve. Superlega? Parole a sproposito. E su Dybala..."

ESCLUSIVA TJ - Evelina Christillin: "Rischio fair play se Allegri rescinde, lo vorrei ancora sulla panchina della Juve. Superlega? Parole a sproposito. E su Dybala..."TuttoJuve.com
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
venerdì 17 maggio 2019, 11:30Primo piano
di Mirko Di Natale

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, la manager torinese membro aggiuntivo Uefa del consiglio Fifa - nonché tifosissima doc bianconera -, Evelina Christillin, per parlare della sua Juventus e non solo: 

Il tema principale, ovviamente, è il summit che si è tenuto e che si terrà ancora tra il presidente Agnelli e il mister Massimiliano Allegri. Che idea si è fatta di questa vicenda?

"Ho parlato con il presidente Agnelli nella giornata di ieri, l'ho informato su quanto fosse successo nel consiglio federale ma non ho voluto chiedere nulla di quanto sta accadendo. Da gentiluomo a gentildonna inglese, abbiamo parlato d'altro (sorride ndr). A mio parere, non è giusto dare addosso ad un allenatore come Allegri che da quando è con noi ha vinto una media di due titoli all'anno. Sicuramente uscire in quel modo con l'Ajax dispiace, ma non gli si può imputare lo scarso rendimento. Nessuno mi farà cambiare idea sui meriti personali che attribuisco a lui".

Lo vorrebbe ancora vedere sulla panchina della Juventus?

"C'è una questione di cui non si parla molto, da donna di numeri provo a metterla in evidenza. Se non sbaglio, Allegri guadagna 7.5 milioni all'anno a cui va aggiunto il compenso del proprio staff. Ad occhio e croce, ballano una ventina di milioni. Nel caso in cui si dovesse rescindere prima della fine del contratto, sarebbe un importante minusvalenza e non mi sembra che l'ultimo bilancio della Juventus sia fortemente in attivo. Il rischio sarebbe quello di finire nelle grinfie del fair play finanziario voluto dalla Uefa. E' una mia considerazione personale che rilevo, la voglia di cambiare dopo tanti ci potrebbe anche essere ma dipendesse da me vorrei che restasse ancora sulla panchina bianconera".

Eppure i tifosi bianconeri, almeno una parte, che non sono contenti del tecnico toscano nonostante le tante vittorie in questi ultimi anni.

"Forse noi tifosi siamo stati abituati troppo bene a vincer facile. Soprattutto quest'anno, dove in campo italiano c'è stata davvero poca competizione. Quella è stata considerata una pratica già archiviata, ma non è così scontato vincere la Serie A. Lo scorso anno siamo stati testa a testa con il Napoli fino alle ultime giornate, il giudizio era di un campionato più difficile e più avvincente mentre il vantaggio accumulato quest'anno ha fatto cambiare opinione un po' a tutti. Ingiustamente. Perché sarebbe stato straordinario vincere l'ottavo titolo di fila in quel modo, ricordando che mai nessuno ci è riuscito in Italia".

E nemmeno acquistare il migliore giocatore al mondo capita tutti gli anni.

"Ronaldo il suo lo ha fatto più che lodevolmente. E' stato un colpo geniale non solo in meriti sportivi, ma anche per quello turistico e culturale e posso affermarlo visto che mi occupo della città di Torino. Il suo acquisto ha dato lustro a tutto il movimento calcistico italiano, è arrivato in una sede prestigiosa e non in una cittadina di campagna ed ecco perché lo considero un colpo gobbo (sorride ndr). Non gli si può certo imputare di aver disatteso le aspettative, ma non può tutto esser perfetto. Bisogna sempre focalizzarsi e giudicare il lungo cammino, non la singola sconfitta".

In termini economici, si aspetta un colpo o una rivoluzione? Si parla, nel caso in cui dovesse rimanere Allegri, di cinque nuovi innesti.

"Io più che cercare un altro allenatore, opterei per una rivoluzione o un restyling della nostra rosa. La nostra difesa inizia ad avere la sua età e i suoi acciacchi, bisognerebbe fare due monumenti a Giorgio Chiellini per la sua stagione fantastica e gli auguro di ripetersi nei prossimi anni anche se non è sicuro che potrebbe ripetersi. Con il ritiro di Barzagli e Rugani un po' inferiore alle aspettative, quel reparto andrebbe un po' rivisto. Il settore che ha più sofferto è senza ombra di dubbio il centrrocampo, perché qui non si parla in prospettiva ma di attualità. Sì ci sono stati tanti infortuni, ma un rinnovamento dell'ossatura principale andrebbe fatto".

Potrebbe essere un ritorno al passato per quel reparto, visto che si fa il nome di Paul Pogba.

"Ho piena fiducia in Fabio Paratici che difficilmente sbaglia un colpo, tra l'altro proprio ieri abbiamo deciso in consiglio federale le date per la prossima sessione estiva ed invernale di calciomercato. Secondo me c'è una idea di dove intervenire e c'è piena consapevolezza di quel che si potrà fare".

Al centro del progetto potrebbe non esserci più Paulo Dybala. Che ne pensa?

"Ho letto le dichiarazioni del fratello manager, dice che 'Paulo non è più interessato a rimanere alla Juventus e che non ha più stimoli a giocare in Italia'. Mi dispiace perché è un giocatore di grande classe ed è molto giovane, ma devo effettivamente notare che il suo rendimento non è stato all'altezza delle sue capacità. Forse ha sofferto l'arrivo di Ronaldo, ma se ha deciso di andare andrà".

Il senso dunque è: nella Juventus i campioni sono di passaggio.

"Sì, negli ultimi anni il senso di giocatore bandiera è evaporato. In questi giorni si parla proprio di De Rossi, noi abbiamo avuto Del Piero e Buffon che hanno lasciato dei ricordi bellissimi e indelebili. Oggi ne parlavo con Gianluca Zambrotta che è in consiglio federale, quello della Serie B fu un anno davvero particolare. In greco si dice 'pánta rheî', ovvero tutto scorre e fa parte un po' di questo mondo. L'altra sera ho assistito alle dichiarazioni di Llorente in cui dice che rimpiange l'Italia, è andato e sta facendo molto bene in Inghilterra".

Mi citava Buffon e Del Piero, ma c'è anche Claudio Marchisio che avrebbe sicuramente meritato qualcosa in più.

"Ormai il mondo ha fretta, forse siamo tutti meno sensibili e abbiamo meno tempo e attenzione in queste situazioni".

Che cosa ci può raccontare della Superlega? Non abbiamo per niente una idea precisa sul ciò che si vorrebbe fare.

"Si è parlato tanto di Superlega e spesso sono state dette cose a sproposito. Non è stato ancora presentato nessun tipo di progetto da parte della Uefa, lo posso affermare con assoluta tranquillità. Non ho idea se di questo ne è stato discusso nel comitato interno, rimangono tutte indiscrezioni. Oggi il presidente Ceferin illustrerà, per la prima volta, le 55 federazioni nazionali e per l'Italia saranno presenti il presidente Gravina e il direttore generale Brunelli. Aspettiamo che almeno dica qualcosa, così come farà Andrea Agnelli, perché fino ad ora c'è stato rumore per nulla. Squilibrio? Prima di dire che non si giocheranno i campionati nazionali il sabato e la domenica bisogna stare attenti, non so dove lo abbiano letto. Capisco la sensibilità su questo argomento, ma vedremo quel che si dirà".

Si ringrazia Evelina Christillin per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.