ESCLUSIVA TJ - Due sopravvissuti al caos di P.zza San Carlo: "Borse mal controllate agli ingressi, vendita di bottiglie all'interno, soccorsi scarsi. Poteva entrare anche un kamikaze"

ESCLUSIVA TJ - Due sopravvissuti al caos di P.zza San Carlo: "Borse mal controllate agli ingressi, vendita di bottiglie all'interno, soccorsi scarsi. Poteva entrare anche un kamikaze"
martedì 6 giugno 2017, 19:25Primo piano
di Giovanni Spinazzola

Il caos di Piazza San Carlo a Torino, a tre giorni di distanza, continua a restare ben impresso negli occhi di tutti, soprattutto dei protagonisti che hanno visto letteralmente "la morte in faccia". La Redazione di TuttoJuve.com ha contattato, in esclusiva, due "sopravvissuti" alla notte di terrore del 3 giugno scorso, Dario De Rosa e Marco Leonardo Ruggiero, entrambi giunti dalla provincia di Napoli per vivere in piazza le emozioni di una finale di Champions League. 

Come giudicate l'organizzazione dell'evento? Il maxischermo era ben visibile da tutti? La sicurezza dei tifosi in piazza era garantita?

Dario: "Giudico l'organizzazione dell'evento assolutamente inadeguata rispetto alla mole di persone presenti in piazza, circa 30000 persone, un solo maxischermo con una buona qualità di visione ma montato troppo basso, anche io tra le prime file avevo difficoltà in alcune occasioni; nel 2015 ve ne erano 2. La sicurezza non era assolutamente garantita, soprattutto per tutte le persone non vicine alle via di fuga, praticamente impossibile per loro poter essere soccorse in caso di malore da paramedici, tutti ammassati senza lo spazio per poter fare neanche una foto".

Marco: "Mi dispiace dirlo ma l’organizzazione è stata molto superficiale dal mio punto di vista in quanto, come ormai tutti sappiamo, non è stata garantita a pieno la sicurezza di tifosi che volevano semplicemente partecipare ad una festa. Il maxischermo rendeva impossibile un’ottima visione della partita in quanto, essendocene soltanto uno, questa poteva essere vista soltanto se si era ben posizionati di fronte e dunque non ai lati della piazza; anzi, a dirla tutta, nemmeno per vie centrali la visione era ottima in quanto è stato montato non ad una giusta altezza".

Com'era la situazione delle vie di fuga? Ve n'erano abbastanza per far defluire gli oltre 30mila tifosi presenti?

Dario: "Le vie di fuga erano le 4 o poco più entrate della piazza, più un possibile riparo nei porticati adiacenti, pochi rispetto alle persone presenti, ostacolate da transenne e non indicate con segnali. Sono venuto a conoscenza della altre vie di fuga solo il giorno dopo, ritornato in piazza ormai vuota. C'erano persone arrampicate sulla statua, sui pali, seduti su ringhiere che portavano al parcheggio sotterraneo (ceduta e causa di una ragazza in coma) quindi non tutto perfettamente transennato".

Marco: "Assolutamente no. Praticamente non è esistito un adeguato piano di fuga. Ognuno scappava dove lo portava l’agitazione e dove gli sembrava più congeniale. Nessuno, e sottolineo nessuno, almeno per quanto mi riguarda, ci ha indicato come comportarci e come e dove muoverci".

Il numero di poliziotti e mezzi di soccorso presenti in piazza era adeguato per poter gestire una qualsiasi situazione di emergenza e pericolo?

Dario: "Ad ogni entrata erano 2 addetti ai controlli di borse, pochi per la mole di persone che si apprestava ad entrare; c'era una fila molto lunga ma scorrevolissima, in quanto il controllo consisteva in una veloce tastata della borsa; se questa era grande, ti chiedevano di aprirla; se medio-piccola "chiedevano" circa la presenza di bottiglie in vetro. In caso di riposta negativa ti facevano passare. C'erano altri agenti che controllavano la zona, ma in caso di pericolo, malore o altro, era IMPOSSIBILE essere raggiunti da paramedici e polizia".

Marco: "Considerate adeguati 30-40 poliziotti per più di 30.000 persone? E’ in grado tale numero di agenti di poter gestire un afflusso così consistente? La realtà è che non sono stati previsti situazioni di emergenza o di pericolo e la cosa, considerati ahimè i tempi che corrono, è grave. A causa di ciò secondo me non è stato previsto nemmeno un adeguato numero di mezzi di soccorso. Mentre ero alla ricerca di mio fratello (caduto a causa della ringhiera crollata e miracolosamente illeso) ho visto una ragazza non respirare e ricevere soccorsi solo dopo diversi minuti. Per fortuna è stata aiutata dalla solidarietà delle persone che pur prese dal panico hanno mantenuto la lucidità giusta per rendersi conto della gravità delle sue condizioni e prestarle tutto l’aiuto che erano in grado di darle".

Gran parte dei feriti in piazza sono stati vittime dei cocci di vetro delle bottiglie di birra. Come hanno fatto ad entrare? Non c'erano controlli preventivi ai varchi di accesso?

Dario: "Come detto prima non vi erano eccessivi controlli all'ingresso, una volta dentro vi erano bar e ristoranti che liberamente vendevano bottiglie di vetro, senza dimenticare la presenza di molti venditori ambulanti con grosse e vistose bacinelle di plastica".

Marco: "Questa domanda merita un’attenta analisi. E’ proprio quello che mi fa più rabbia. Le cose sono andate così: l’ingresso alla piazza era controllato da dei poliziotti che controllavano se qualcuno portasse con sé delle bottiglie di vetro e, in caso affermativo, prontamente queste venivano cestinate. Dunque tutto ok fin qui direte, e lo pensavo anch’io. Solo che una volta entrati in piazza, a pochissimi metri dalle transenne che ne dividevano appunto l’ingresso, c’erano bar e venditori ambulanti che vendevano tranquillamente birra in bottiglie di vetro. Cosa mi significa ciò? Qual è allora il senso di quei controlli?"

Sarebbe potuto entrare in piazza un kamikaze con dell'esplosivo addosso?

Dario: "Sono entrate persone con molti fumogeni, che davano un gran fastidio alla folla, quasi non si respirava, quindi assolutamente si, non perquisivano gli indumenti, quindi in caso di vero attentato saremmo morti tutti, controlli assolutamente insufficienti per il periodo di pericolo attentati che stiamo vivendo". 

Marco: "Questo non te lo so dire sinceramente, perché come ho detto prima dei controlli prima dell’ingresso ci sono stati. Nessuna perquisizione o chissà cosa, che sia chiaro. Fatto sta che sono entrati petardi e fumogeni e questo non lo dico io ma è ben visibile dalle foto e ben noto dai fatti. Dunque non so e non voglio pensare a se un kamikaze sarebbe riuscito ad entrare nella piazza".

Gli ultras hanno avuto privilegi particolari rispetto a voi tifosi "normali"?

Dario: "Ho assistito alla scena più squallida della mia vita; eravamo lì dalle 15, sei ore sotto il sole per accaparrarsi i migliori posti, ed alle 20 si presentano gli ultras, scortato dalla polizia, entrati da un ingresso privilegiato ove solo polizia e giornalisti potevano esserci, posizionati in una recinzione con transenne aggiunte al momento solo per loro. Trattasi di circa 40 individui ai quali non potevi chiedere di abbassare striscioni, o di spostarsi; in presenza di donne e bambini fumavano erba e urinavano nelle bottiglie. Sono stati i primi ad accorgersi del falso allarme e invece di aiutare facevano gli sciacalli rubando borse e portafogli".

Marco: "Io ero ben lontano dalla posizione degli ultras che, ovviamente, è giusto che siano in prima fila. Non riuscivo proprio a vederli e quindi non so se hanno avuto particolari privilegi e sinceramente dopo tutto quello che è accaduto non è la cosa che più mi preoccupa".

Quale può essere, secondo voi, una soluzione in ottica futura?

Dario: "Una futura soluzione potrebbe essere quella di aprire lo Stadium, così come ha fatto il Real per la stessa finale; lo Stadium è casa nostra, 40mila persone sedute con tutti i comfort possibili. In piazza non ho bevuto per tre ore, avevo finito l'acqua e non sapevo come fare. Avrei preferito essere alla Stadium".

Marco: "Innanzitutto spero che ci sia una prossima volta. Una soluzione potrebbe essere semplicemente la predisposizione di più forze dell’ordine con dei piani di emergenza meglio definiti. Poi se in futuro la società decidesse di aprire lo Stadium e permetterci di assistere all’evento in maniera più ordinata e più adeguata che ben venga, credo che nessuno si opporrebbe".