ESCLUSIVA TJ - Birindelli sul momento Juve: "Non c'è cattiveria e determinazione, accetta passivamente il risultato. Sarri? Deve gestir meglio la comunicazione. E su Dybala..."
La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex calciatore bianconero Alessandro Birindelli per parlare del momento delicato in casa Juve e non solo:
Come hai interpretato la sconfitta del Bentegodi? A tuo avviso ci sono delle difficoltà in casa Juve?
"Evidentemente qualcosa non sta funzionando, non ho l'impressione che la squadra possieda quella cattiveria e quella determinazione che permette di portare a casa i risultati. Ho la sensazione piuttosto che si accetti il risultato del campo in maniera passiva, è una cosa molto brutta perché la caratteristica principale della Juventus è sempre stata quella di non mollare mai e andare oltre ai limiti tecnici. Non era mai capitato".
Al contrario del passato dove invece riuscivi a vincere le partite cosiddette sporche.
"In passato riuscivi a portare a casa il risultato, con Allegri è successo tante volte. E l'eccellenza bianconera è sempre stata la difesa, oggi invece l'avversario riesce sempre a fare gol. Non è un caso che in campionato sono stati subiti 23 gol in 23 partite. Percepisco tanta insicurezza".
Credi che Sarri non sia così bravo, come il suo collega Conte, a tirar fuori quella cattiveria e quella determinazione di cui parlavi in precedenza?
"E' questo ciò che vedo, non vivendo il quotidiano è difficile dire dove poter migliorare. Questa Juve è una squadra che procede sempre con lo stesso ritmo, al 'Bentegodi' è sempre stata molto lenta. Non vedo situazioni preparati nelle azioni di gioco che vengono proposte, sabato sera ho visto solo invenzioni dei singoli come il gol di Ronaldo e la traversa di Douglas Costa. Non è il Sarri di Napoli per intenderci".
Come hai giudicato gli ultimi cambi e le formazioni proposte?
"Penso che non bisogna mai togliere un giocatore in stato di grazia, mi riferisco a Dybala che non può esser messo in discussione. Così gli dai una mazzata a livello mentale, è difficile poi recuperarlo. Il tecnico ha scelto di togliere dal tridente iniziale un giocatore che ha risolto tante partite in questa stagione, l'argentino è stato decisivo quando Ronaldo non stava bene e spesso l'ha trascinata per mano. Lo stato fisico attuale non è dei migliori, Alex Sandro ad esempio sembra il fantasma di quello che è arrivato dal Porto e Pjanic, per lui insostituibile, non può giocare sempre ad altissimo livello".
Questa squadra riuscirà ad alzarsi come ha sempre fatto?
"Penso di sì, perché è sempre stato così nel dna della Juventus. Saprà uscire più forte di prima, ma è dall'inizio dell'anno che non vedo una squadra convinta. L'impressione è che sembra quasi che vada bene tutto, anche la sconfitta. Ho sentito Sarri affermare in conferenza che questa squadra deve cambiare mentalità, è molto strano poiché la Juve l'ha sempre avuta. Questo significa che i vecchi non sono riusciti a trasmettere ai nuovi arrivi la determinazione che serve in campo".
Tornando al mister bianconero, come lo giudichi a livello comunicativo? Alcuni sostengono sia un passo indietro rispetto al suo predecessore.
"A me piace il fatto che sia sempre molto diretto e trasparente nelle risposte fornite, però quando sei allenatore della Juventus devi saper gestire una comunicazione differente rispetto a quanto accadeva ad Empoli o Napoli. Qui ci vuole attenzione, più all'interno del pubblico che con i media. A mio parere espone troppo i singoli a critiche e responsabilità, alla fine è lui che gestisce queste dinamiche. Questo è un difetto che dovrà migliorare".
Si ringrazia Alessandro Birindelli per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
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