DOMINIO

DOMINIO  TuttoJuve.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
giovedì 27 febbraio 2014, 23:20Primo piano
di Mario Cicerone

Al netto di tutte le coincidenze, il diluvio prima della partita e i presagi che ammantavano il cielo di Trebisonda, la Juventus può sorridere. Capricci del destino a parte, la partita è già chiusa nel primo tempo. Conte, mister dai moniti chiari, comanda ritmo senza troppe pause. Il risultato: il Trabzonspor valica poche volte il proprio centrocampo. Il primo tempo bianconero è di ordine iperbolico: azioni e azioni a ripetizione, la Juve fattura due gol e il biglietto d’accesso al turno successivo. La seconda frazione è ordinaria amministrazione. Bene tutti. Note di merito per Isla e Giovinco. Spesso criticati dalle papille più pretenziose, oggi tra i migliori in campo.

Zero indugi, zero perdite di tempo. Velocità e cinismo, spirito letale e guerresco di chi non bada alla bolla di rumori della tana del Trabzonspor. Non che gli avversari ci mettano del proprio, ma il primo tempo della Juventus è chiaro manifesto di intenti. Fanno la partita, i bianconeri, ancor meglio di quanto mostrato tra le mura amiche dello Stadium. Isla becca subito il palo. Ci prova Pogba, ma il suo destro al tritolo è respinto. Peluso segna anche, ma il guardalinee annulla per fuorigioco. I turchi sono storditi dall’arrembaggio italiano. Il vantaggio è pura conclusione inferenziale di una mole di gioco procace: scambio tra Osvaldo e Giovinco, respinta di Onur e ribattuta vincente di sua maestà Vidal. La Juventus non spegne la sua miccia. Osvaldo, ancora lui, insacca il raddoppio da una manciata di metri dalla porta, innescato dall’ispirato Giovinco. Masticata la gioia per il doppio gol, Conte cambia Pogba per Padoin. Lettura tattica arguta, in ottica Milan. Anche il Trabzonspor opera la prima sostituzione: fuori Keles, dentro Yavru. I bianconeri potrebbero fatturare anche tre reti prima del duplice fischio, ma forse peccano di spietatezza davanti alla porta.

Mandirali comincia la ripresa senza Bosingwa: dentro Osmanpasa. Lo spartito non cambia. E allora la Juve non demorde la spinta. Nonostante i due gol in saccoccia, nonostante gli ottavi di finale più che centellinati. Giovinco, il cui impegno meriterebbe una gioia personale, manca la rete due volte davanti ad Onur. Altra lettura tattica di Conte: fuori Caceres, dentro Barzagli. Poco dopo entra anche Pirlo: fuori Marchisio. Peluso avrebbe anche l’occasione per triplicare, ma a porta sguarnita non segna. Il Trabzonspor mostra segnali d’orgoglio nei minuti finali. Ozer ci prova due volte: prima da centrocampo, conclusione sconclusionata, poi dal limite d’area. Ultime note di una partita a tinte uniche. Dominio bianconero, non c’è storia tra le due squadre. Il triplice fischio dice stop. Non solo, ma interseca anche il destino europeo della Juventus a quello della Viola. Sarà una battaglia.