DANILO: "Ecco perché ho scelto la maglia numero 6. Neymar il più difficile da marcare, sulla fascia da capitano e il ruolo..."
Il difensore della Juventus Danilo ha risposto oggi alle domande dei Junior Reporter. Ecco quanto sintetizzato da TuttoJuve.com:
Consigli per la difesa?
"Secondo me la cosa più importante per i difensori e i portieri è la comunicazione, bisogna parlare sempre e non lasciare gli avversari liberi".
Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero con i tuoi figli?
"Quello che ha 8 anni non ama molto il calcio ma gli piace giocare alla Playstation, ama leggere e scrivere. L'altro invece è tutto il giorno con il pallone".
Cosa fai dopo un errore?
"Gli errori capiteranno sempre, è impossibile giocare a calcio senza sbagliare. Bisogna pensare subito all'azione successiva per non sbagliare ancora".
Hai dei riti scaramantici?
"Faccio degli esercizi di respirazione, poi mi tocco tre volte la fronte e do un bacio a un dito".
L'attaccante più difficile da marcare?
"Neymar, è mio compagno in Brasile ma ci siamo affrontati quando ero al Real Madrid ed è sempre stato difficile".
Cosa ne pensi del calcio femminile?
"È un patrimonio culturale di ogni Paese, è molto importante. Sta crescendo sempre di più e mi fa piacere vederlo, conoscere le ragazze e la loro storia. Hanno lasciato tante cose indietro per la loro carriera, secondo me è un calcio che merita ancora più investimenti".
Quando è nata la tua passione per il calcio?
"Secondo me quando ero ancora nella pancia di mia mamma, non ricordo un momento in cui non abbia amato il calcio".
Un consiglio per superare gli infortuni?
"Non pensare troppo in avanti, vivi giorno dopo giorno altrimenti diventa pesante. Così diventa più leggero".
Consigli per avere più coraggio?
"Non deve mai mancare la concentrazione, io parlo tanto in campo e quando arrivo a casa non voglio ascoltare nemmeno la mia voce perché ho parlato troppo. Quello mi aiuta tanto in campo".
Consigli per essere un capitano migliore?
"Bisogna essere sempre al servizio della squadra, quando pensi di mollare o di non farcela devi pensare ai tuoi compagni e che devi dare speranza e motivazione a loro".
Che squadra tifavi da bambino?
"Il Flamengo in Brasile".
A che età è stato definito il tuo ruolo?
"A 10-11 anni giocavo in porta ma mi avevano detto che non sarei cresciuto tanto in altezza. Poi ho giocato anche terzino, secondo me serve giocare bene a calcio e non farsi definire da un ruolo".
Perché hai scelto la maglia numero 6?
"Mi fa piacere rispondere a questa domanda. In primis perché è stata indossata da Scirea che è stato uno storico capitano della Juventus e poi perché è un numero che può indossare chiunque a prescindere dal ruolo".
Cosa farai dopo aver smesso con il calcio?
"Bisogna iniziare a prepararsi prima, sicuramente voglio fare l'università, psicologia, e poi magari potrei anche allenare".
Perché proprio il difensore?
"Perché sono quelli che hanno di più il pallone, a me piace guidare la squadra anche col pallone".
La tua prima partita in Italia?
"Sono entrato in campo contro il Napoli e dopo 11 secondi ho segnato, pensa un po'…".
Il ruolo di capitano?
"Sento la responsabilità, essere il capitano di una squadra come la Juventus ti dà tanta responsabilità, ti guardano da tutto il mondo".
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