Asso pigliatutto
Lo Stadium è un gioco di luci e la Juve un asso pigliatutto che non sbaglia partenza davanti alla sua gente, sorpresa dall’Udinese lo scorso anno. I bianconeri hanno aggredito la partita fin da subito col chiaro intento di evitare ruzzoloni modello prima giornata dello scorso anno. Se la, questa Juve avrà sempre questa presenza agonistica, soprattutto quella mostrata nella prima frazione di gioco, sarà complicato fare punti allo Stadium perché la qualità di Madama è in ogni fase del gioco: Bonucci e Dani Alves impreziosiscono l’avvio di manovra, in mezzo al campo Khedira, in attesa degli illustri rientri di Pjanic e Marchisio, pulisce e raccoglie palloni in ogni zona del campo. Ed è anche dalle fasce che emerge la qualità del gioco, quando la coppia Dani Alves-Alex Sandro, fa piovere cross di altissima qualità e pericolo. Senza contare la capacità dei due tenere bassi i rispettivi avversari. Stavolta, la Juve non fa sconti e si sbarazza della Fiorentina, e lo fa grazie alla sua nuova stella, mister novanta milioni. Gonzalo Higuain, otto minuti e mezzo dopo aver rilevato Mandzukic, riacciuffa per i capelli una vittoria che la regina del campionato stava colpevolmente gettando al vento.
Un colpo da maestro, che fa sognare i suoi nuovi tifosi e imbestialire quelli vecchi. Ma è del nuovo padrone dell’arena bianconera la prima vittoria. Un gol che mette a tacere, si spera definitivamente, tutte le stupide accuse di "peso" rivolte all'argentino numero nove, accusato di aver qualche chilo di troppo. Stessa storia che fu con Tevez: ma poi sappiamo tutti come andò a finire.
Dopo un primo tempo a tutto gas, chiuso in vantaggio grazie alle cavalcate strepitose in mezzo al campo di un rigenerato Kwadwo Asamoah, culminata con l'incornata di Khedira su assist di Chiellini. Il vantaggio con cui i bianconeri chiudono il primo tempo è infatti più che meritato. La Fiorentina è troppo bassa, ripiegata su se stessa, preoccupata soltanto di non prenderle. Nella Juve tutto gira bene: la difesa inizialmente non soffre mai, a centrocampo ben si disimpegna, Lemina è cresciuto rispetto alla sua prima stagione italiana e ai viola fanno paura gli inserimenti dell’audace Asamoah. Dybala è dentro quasi tutte le azioni e ci prova con un paio di conclusioni eccezionali che non trovano la porta.
Max sarà impegnato nei prossimi giorni a dover risolvere il "problema" di una difesa un pò troppo distratta che negli ultimi tempi tende a subire un pò troppo, la BBC ci ha abituati fin troppo bene, anche in Nazionale; calano il ritmo e l'attenzione e ciò favorisce la rimonta della Fiorentina firmata da Kalinic al primo e unico tiro nello specchio. A Paulo Sousa, che esulta sullo stile di Conte, non par vero aver raddrizzato la baracca alla prima occasione. Ma ecco che a prendersi tutta la scena è proprio lui, l'uomo più atteso: il Pipita risolve la questione a modo suo, sfruttando una minima leggerezza della difesa violacea. Una zampata perfetta, da cecchino esperto. La conferma che a Torino come a Madrid o a Napoli, Gonzalo sa fare la differenza. Alla Viola dunque,a resta una sola e magra consolazione: nessuno aveva segnato allo Stadium, gli ultimi erano stati proprio i fiorentini con Ilicic il 13 dicembre scorso.
Da ieri sera sono tornati a calcare l'erba dello Stadium la foga, il talento, il ritmo sempre elevato, e la fame di una vera e propria armata bianconera.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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