Balzarini: "Spalletti, parole che sanno di resa. O lo esoneri ora o lo difendi pubblicamente"

Balzarini: "Spalletti, parole che sanno di resa. O lo esoneri ora o lo difendi pubblicamente"TuttoJuve.com
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di Daniele Petroselli
"Viene da pensare che siamo di fronte ad un uomo, prima che ad un allenatore, che le ha provate tutte anche dal punto di vista tattico"

Dopo la decisione della società di mandare in ritiro la squadra di Luciano Spalletti, ecco che è arrivato su Youtube il commento del giornalista Gianni Balzarini: "Mi viene in mente oggi Marcello Lippi, quando allenava un'altra squadra, l'Inter, e che dopo una sconfitta, se non sbaglio, a Reggio Calabria, disse 'se fossi nel Presidente, prenderei tutti a calci nel culo, me compreso, e manderei via tutti'. L'idea che ti viene è che questa Juve sia come una tovaglia da scuotere e togliere tutto quello che c'è sopra, tutto, tranne uno, Vicario, lo dico ancora. Vicario, non poteva fare nulla sui gol, perché di fatto sono due autogol, quelli dell'Inter ufficiali, questi qua secondo le nuove regole non lo sono più, ma praticamente sono stati autogol, e quindi se anche razionalmente si arriva a questo tipo di discorso, per quanto mi riguarda, la situazione è effettivamente molto grave. Vuol dire che c'è gente, ci sono persone che non hanno veramente la più lontana idea di cosa voglia dire giocare per la Juventus, persone che si sono afflosciate completamente, annegando anche nella loro mediamente non alta qualità tecnica".

E ha continuato: "Contro il Genoa non si è visto nemmeno la garra, e questo è stato sottolineato dallo stesso Luciano Spalletti alla fine, quando ha detto 'rimaniamo sorpresi che possano accadere certe cose, non abbiamo capito che il calcio è cambiato, che non si va più tanto di fioretto in sostanza, ma si va di forza, di mentalità, di voglia'. L'azione del 2 a 0 che nasce da quella leggerezza e pochezza di Kalulu in quel momento, che pensa di poter intervenire a due all'ora su un pallone spiovente anziché magari appoggiare all'indietro a Vicario, oppure di doverci mettere quella velocità e quella determinazione per poterlo tirare in alto è emblematica. Il Genoa aveva fame, la Juve nemmeno sete".

Sul tecnico, Balzarini ha aggiunto: "C'è poi un'altra frase che mi ha colpito, quando dice 'ci proviamo in allenamento ma anche in allenamento non riusciamo a metterci quella roba lì e poi in partita naturalmente si vede. Io non so in sostanza cosa devo fare per metterci dentro sta roba'. Sono parole molto pesanti queste, sanno quasi di resa. Anche Spalletti dice 'mi arrendo' e viene da pensare così, viene da pensare che siamo di fronte ad un uomo, prima che ad un allenatore, che le ha provate tutte anche dal punto di vista tattico, ma qui ragazzi la tattica, ogni discorso sulla tattica crolla. Perché la tattica funziona se c'è la testa che la fa funzionare, se c'è l'applicazione per farla funzionare. Qui non c'è niente di tutto questo, tu puoi giocare in qualunque modo, con qualunque modulo, ma se non c'è la testa di interpretarlo e se non c'è soprattutto la voglia di interpretarlo, qualunque modulo fallisce e allora siamo di fronte ad un uomo che sta denunciando lo status delle cose molto grave e una sorta di impotenza".

E ha concluso dicendo: "Cosa deve fare una società di fronte a queste dichiarazioni? Ci sono due vie, o l'esonero, o, questo al prescindere da provvedimenti da prendere contro dei giocatori, oppure alzare la voce, o l'esoneri, o se lo difendi alzi la voce, ti fai sentire, dici pubblicamente 'questo allenatore non si tocca'. Quindi o si prendono dei provvedimenti nei confronti dell'allenatore oggi, domani, dopodomani e chi se ne frega se si gioca ogni tre giorni, a questo punto, perché aspettare la sosta vuol dire rischiare di inanellare altre due brutte figure in campionato, oltre a quella in Europa, oppure se si vuole correre questo rischio si comincia ad alzare la voce, hai visto mai che alzando la voce i giocatori vengono responsabilizzati. La Juve sta creando una sua mentalità negativa, una sua cultura negativa, tutto è possibile contro questa Juve che una volta faceva spaventare gli avversari solo a pronunciarne il nome, questo è il forte rischio, che adesso la Juve sia una sorta di parco giochi per gli altri".