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L'analisi di Alessio: "Juventus naviga a vista, non c'è senso di appartenenza. Napoli può rappresentare un nuovo inizio"

L'analisi di Alessio: "Juventus naviga a vista, non c'è senso di appartenenza. Napoli può rappresentare un nuovo inizio"TuttoJuve.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Oggi alle 17:00Primo piano
di Mirko Di Natale
Angelo Alessio, ex centrocampista e allenatore bianconero, analizza il ko con il Genoa e parla di cosa non sta funzionando in questo momento

"Il Genoa ha aggredito la Juve sin dall'inizio, è una squadra che si deve salvare e quindi ha cercato di giocarsela fin da subito. E ha fatto una grande partita. La Juve, invece, non solo non ha fatto valere la superiorità tecnica, ma è stata travolta dall'aggressività degli avversari. La sconfitta è stata meritata". Pensieri e parole di Angelo Alessio, ex calciatore e allenatore bianconero, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ha analizzato gli ultimi avvicendamenti in casa Juventus e non solo:

La Juventus, a distanza di un anno, è di nuovo al punto di partenza. A tuo parere, questa squadra è più forte di quella dell'anno scorso?

"No, onestamente non è migliorata. Anche se sono arrivati diversi giocatori nuovi dal mercato estivo. Va bene qualche infortunio di troppo, ma il tasso tecnico non si è alzato. La Juve, presa singolarmente, è anche una buona squadra, però non so per quale motivo non riesce a trovare la giusta continuità. C'è un po' di tutto tra errori individuali e di reparto, la valutazione generale è senz'altro negativa".

Col Napoli può essere la partita della svolta, in caso di vittoria?

"Il Napoli potrebbe rappresentare un nuovo inizio, però la Juventus è chiamata a fare una grande prestazione. I partenopei sono in un ottimo momento e stanno segnando tanto, ma dobbiamo guardare prima in casa nostra. Sono i giocatori che devono scendere in campo per dare una risposta concreta, onestamente da fuori non ti viene da dire che questa è una squadra tosta. Non c'è una coesione, è una Juve che va a corrente alternata".

Il fatto che non ci sia un gruppo storico di italiani, come c'era ai tuoi tempi, può incidere su quest'ultima parte del discorso?

"Nì, sicuramente incide il fatto che molti giocatori non riescano ancora a capir bene l'italiano. Nella mia Juve è vero che c'erano giocatori che sapevano già come muoversi quando le cose non funzionavano, ma è brutto fare paragoni ed è anche inutile in questa circostanza. Oggi i ragazzi dovranno trovare il senso di appartenenza e un posto all'interno del progetto. Da fuori la sensazione è che invece si navighi a vista, senza una vera e propria meta. Vincere o perdere sembra non far troppa differenza per loro, quasi come se si accontentassero di quello che succede".

E, ovviamente, tutto questo periodo sta portando delle riflessioni in panchina. Stamattina c'è stato un confronto tra Giovanni Carnevali e la squadra, con i bianconeri che andranno in ritiro. Se per caso i risultati non dovessero arrivare, chi vedresti meglio dopo Luciano Spalletti?

"Questi sono discorsi giornalistici, ma il pensiero bisogna allargarlo e non è che un risultato negativo può cambiare radicalmente il progetto. Oggi la Juventus è a sei punti dal quarto posto, siamo solo a fine ottobre e la situazione può sempre cambiare. Poi se le cose non dovessero andare, sarà la dirigenza a parlare col mister e a prendere la miglior decisione".

Sai già dove sto per andare a parare, visto che l'ultimo scenario è da tenere in considerazione e le voci su Antonio Conte si sprecano.

"Sto leggendo molti nomi accostati nelle ultime ore, ma nel momento in cui hai deciso di cambiare negli ultimi anni non è andata bene. Anzi, la situazione è sempre più peggiorata. Dico soltanto che le parti in causa faranno le giuste valutazioni e staremo a vedere quel che succederà".

Si ringrazia Angelo Alessio per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.