Cobolli Gigli: "Spalletti si renda più comprensibile ai giocatori. Altrimenti si punti su Deschamps"
A Radio Bianconera, nel corso di Fuori di Juve, ha parlato l'ex presidente Giovanni Cobolli Gigli, che ha detto la sua su quanto sta accadendo a Luciano Spalletti e alla squadra: "Non so cosa succeda. Mi pare che in questo momento la società, con l'ad hanno reagito imponendo il ritiro, più che mai giusto .E parole giuste nei confronti dei giocatori. Non è il momento per pensare di cambiare l'allenatore. Lo stile Juve una volta era quello di andare avanti anche nelle difficoltà. I giocatori capiscano che la situazione serie e che è il momento di cambiare. Anche l'allenatore dovrebbe fare qualcosa di diverso, credo abbia un modo di esprimersi sofisticato e poco comprensibile dai giocatori. L'allenatore non si discute come qualità, c'è stato l'episodio della Nazionale dove anche lì è stato un problema di comunicazione, e su quello deve migliorare, rendendosi più comprensibile. Giusto ora il ritiro e poi vediamo che succede con il Napoli".
Senza Spalletti, solo un nome per sostituirlo
E ha continuato: "Napoli è una tappa fondamentale. Ha anche cominciato a giocare bene e ora diventa tutto più complicato. Se ci fosse una prestazione non positiva, sarebbe anche lecito porsi dei dubbi sul tecnico. Il sostituto? Sempre e solo Deschamps. L'anno fatto con lui è stato meraviglioso. Non l'ho tenuto? Lui aveva firmato con Blanc un contratto triennale in cui erano previsti incrementi di salario a ottenimento di determinati risultati. Il consigliere di Deschamps lo ha convinto a chiedere ulteriori incrementi rispetto ai contratti firmati e Blanc ha detto di no. Deschamps se n'è andato e una settimana dopo ha licenziato il suo procuratore e credo abbia rimpianto molto di non essere rimasto. Lascerei da parte Conte, che ha un carattere nebuloso, e punterei su Deschamps, con un contratto triennale, perché merita tutta la fiducia possibile".
Infine sulla società: "Elkann ha sbagliato il managemente negli ultimi anni. In 5 anni cambiati sei allenatori, c'è confusione all'interno del CdA, troppo teleguidato da Elkann. E' una società quotata in Borsa, indipendente, con un consiglio responsabile delle azioni che prende e quindi la posizione dell'azionista di maggioranza deve rimanere tale, non deve entrare nelle scelte del Cda".
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