QUI BOLOGNA - Mihajlovic: "Juve esempio da seguire. Campionato strano, domani..."

23.01.2021 14:15 di Giovanni Spinazzola Twitter:    Vedi letture
QUI BOLOGNA - Mihajlovic: "Juve esempio da seguire. Campionato strano, domani..."
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Sinisa Mihajlovic, tecnico del Bologna, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro la Juve. 

In che ruolo utilizzerà Barrow domani?
"Barrow può giocare sia a destra che al centro, ma anche dall'atra parte... questo se dovesse giocare, naturalmente".

La scolarizzazione di Barrow centravanti sta comunque andando avanti?
"Si, perché noi dobbiamo migliorare i nostri giocatori anche individualmente, per poi migliorare tutta la squadra. Non lo stiamo facendo solo con lui, ma con tutti".

Avendo a disposizioni diversi giocatori c'è la possibilità che uno tra Palacio e Barrow resti in panchina domani?
"Si, come è possibile che giochino entrambi. Nulla di nuovo".

Chi batteva meglio le punizioni tra lei e Pirlo?
"Se lo chiedete a me dico io, visti i numeri. Io ho giocato meno partite di lui e abbiamo fatto lo stesso numero di gol in A, anche se uno dei suoi era autorete, ma siccome lui è italiano gli hanno dato gol. Quindi penso di essere stato io migliore".

Quel giorno che lei ha fatto la lezione a Coverciano tra gli alunni c'era Pirlo... Si sarebbe aspettato di vederlo di li a poco su quella panchina?
"Sono contento per lui. Il problema è che lui ora sa tutti i miei segreti quindi domani dovrò cambiare qualcosa perché io sono uno che quando parla sono sincero e non ho la presunzione di essermi inventato nulla. Cerco di dire sempre quello che penso senza nascondere nulla ed è stato così anche in quella circostanza, tant'è che Pirlo subito dopo mi mandò un messaggio per ringraziarmi della lezione. Per forza di cose, quindi, dovrò cambiare qualcosa domani".

Quest'anno la Juve ha vinto 3-0 a Barcellona, ma per la prima volta guardando le gare in Serie A dà la sensazione di essere abbordabile. Cosa ne pensa?
"Questo è un campionato strano, quindi anche la Juve può sbagliare qualche partita in più. Ma è pur sempre la squadra che ha vinto 9 scudetti, ha grandissimi giocatori. Noi andiamo la per fare la partita e non cambieremo la nostra mentalità. Sono fiducioso, come sempre, perché io nemmeno quando giocavo pensavo di entrare in campo per perdere. Io sono sempre convinto di poter vincere e cerco di convincere anche i miei ragazzi. Ho parlato con la squadra per chiarire che non andiamo a Torino in gita, anche se è una città bella e piacevole... domani abbiamo qualcosa di più importante a cui pensare".

Domani sarà la seconda partita dall'inizio dell'anno in cui non ci sarà tra i convocati nessun ragazzo della Primavera. Com'è cambiato l'atteggiamento della squadra durante la settimana da quando vi allenate quasi al completo?
"Intanto voglio fare i complimenti ai ragazzi della Primavera perché penso che a loro sia servito molto allenarsi con noi. Tant'è che anche ieri hanno fatto bene, hanno vinto 2-0 con due gol di Vergani e Rabbi. Sono giocatori che sono migliorati rispetto a 3 mesi fa proprio perchè allenandosi con noi hanno alzato l'asticella. Per noi all'inizio non era così facile perché allenandoci con tanti Primavera, non essendo abituati, perdevamo un po' di intensità e qualità. Ora con 20 giocatori a disposizione, le cose cambiano. Ho fatto i complimenti ai ragazzi per come si sono allenati in settimana, per l'intensità, per lo spirito di gruppo che hanno messo in campo. C'è concorrenza, tutti vogliono fare del loro meglio e questo è bellissimo. Colgo l'occasione per ringraziare Mbaye e Medel che nonostante siano infortunati hanno chiesto di venire con noi a Torino. Questo dice quanto il gruppo sia unito e quanto tutti abbiano voglia di fare bene. Ogni tanto gli ricordo che quando si fanno sempre le stesse cose si ottengono gli stessi risultati. Settimana scorsa ho chiesto umiltà, coraggio e determinazione, come quando ci siamo salvati, e loro l'hanno messo in campo. Visto che è scientificamente dimostrato che una vittoria rimane impressa nel cervello 7 volte in più rispetto a una sconfitta, sono sicuro che domani sapremo ripeterci. Domani voglio rivedere lo stesso atteggiamento, aggiungendo i dettagli a tutto quello che abbiamo fatto precedentemente".

Quanto è distante il Sansone di oggi da quello di un anno fa? Tomiyasu ha due esami enormi davanti, visti gli attacchi di Juve e Milan...
"Sansone si sta allenando bene ed è una risorsa. Non è ancora al 100%, ma lui ha grande voglia ed è un ottimo professionista. Per me è già importante sapere che posso metterlo in campo 20/30' in cui giocherà con qualità. Tomiyasu, invece, può coprire tutti i 4 ruoli. Purtroppo è uno dei diffidati di domani e può essere che contro il Milan non ci sarà. Lui da terzino e centrale da il meglio di sé ma può fare tutto".

La Juve quest'anno da l'impressione che se non recupera subito palla, quando è attaccata, fa più fatica a recuperare...
"Questo succede a tutte le squadra. Gli altri anni si vedeva meno perché forse attaccavano meno. La coperta è corta, se tiri da una parte ti scopri dall'altra. Bisogna vedere cosa chiede l'allenatore. Poi tutte le squadre quando attaccano in tanti, si trova in difficoltà sulle ripartenze avversarie. Succede a tutti. Una squadra che invece fa un pressing difensivo e sta più compatta, partendo in contropiede con due o tre uomini, è più coperta in tutte le fasi".

Mercato: Arnautovic è una pista possibile?
"Io non parlo di giocatori che non alleno. Come profilo mi piace perché viene dalle mie parti, e se viene dalle mie parti è forte per forza".

La difesa delle Juve vanta giocatori come Chiellini e Bonucci: per attaccarli è meglio un giocatore come Palacio o Barrow?
"Quando ti scontri con difese di quel calibro sai che potresti prendere delle botte ma sappiamo che esistono per questo rigori e punizioni. Gli arbitri se c'è un fallo di troppo lo fischiano anche a Chiellini e Bonucci, poi è vero che è più facile fischiarlo a Tomiyasu che a Bonucci. Barrow in mezzo a loro può prendere le botte... Beh se va veloce magari Bonucci non ci arriva a dargliele".

La Juventus oltre che essere un grande Club rappresenta un po' il potere nel calcio italiano. Come l'ha vista quando giocava? Quanto è stato vicino ad allenarli?
"Anni fa con un'altra dirigenza, molto competente in fatto di calcio, hanno fatto qualche errore. Con la nuova dirigenza non c'è niente da dire. La Juve è un modello da seguire sotto tutti i punti di vista. Giocare nella Juve e allenarla dev'essere il massimo per tutti, è un Club che non si discute. E dall'altra parte quando si vince con la Juve è tutto molto più bello. Io purtroppo l'ho fatto solo con il Catania, ci sono stato vicino con il Torino nel derby in cui alla fine ho pareggiato 1-1. Fu quella famosa gara dei 3 cambi in una volta: l'ho fatto solo perché volevo vincerla. Poi ho preso gol, e non ci sono riuscito. Sta di fatto che vincere con la Juve è una grande soddisfazione dal punto di vista professionale. Sono stato esonerato due volte dopo aver perso con la Juve, quando allenavo il Milan e il Torino. E' vero che se un allenatore dev'essere esonerato dopo aver perso con la Juve allora a quanti dovrebbe succedere in Italia... Spero di non perdere domani a questo punti e se perdo, di non essere esonerato".