LA LANTERNA VERDE - La rinascita di Moise Kean. Allora non è un brocco?
C’è stato un tempo che, al solo proferire il suo nome, ogni tifoso bianconero rabbrividiva. Ricordo tante partite all’Allianz Stadium in cui, appena entrava in campo, veniva deriso, quasi fosse un imbucato alla festa scoperto con le mani nella marmellata. La carriera bianconera di Moise Kean non è stata affatto facile. Primo classe 2000 ad esordire in Champions League (22 novembre 2016), ha segnato la sua prima rete in bianconero a 17 anni, contro il Bologna. Anche qui primo classe 2000 a riuscire a fare centro in Serie A. Un inizio straordinario che l’ha portato alla ribalta in un lampo. Con la stessa rapidità, è diventato un problema. Dopo il suo peregrinare tra Premier League e Ligue 1, rispettivamente con le casacche di Everton e PSG, nell’agosto del 2021 viene richiamato dalla Vecchia Signora. Gioca poco e, soprattutto, non riesce ad incidere. Viene fischiato sonoramente, in tanti vorrebbero cacciarlo dalla Juventus. Nonostante, sempre bene ricordarlo, sia un classe 2000, Moise Kean non reagisce mai e continua a fare il suo mestiere, a testa bassa e con determinazione. I gol sono pochi (14 totali nelle precedenti due stagioni), lo spazio in campo anche ma, qui sta la sua forza, l’impegno è sempre massimale. Lo si è visto anche contro il Milan. Una furia, un puma pronto ad aggredire. Vero, non vede molto la porta ma, a sua discolpa, c’è anche il fatto che non gioca mai con continuità.
Gli statistici dicono che non segna da 13 partite consecutive. Chi va oltre le statistiche sa che Moise Kean è una risorsa importante per Allegri. Non segnerà moltissimo ma, quando serve un attaccante che combatte su ogni pallone e dà tutto per la squadra, l’azzurro è una garanzia.
Vorrei fare un esempio per capirci. Avete visto come è entrato in campo Luka Jovic? Certo, ci sono delle attenuanti. Il serbo non gioca praticamente mai, come può trovare la condizione in pochi minuti? Bene, è la stessa situazione che, da anni, vive Moise Kean alla Juventus. Viene chiamato in causa solo quando non ci sono alternative valide ma, a differenza di altri come Luka Jovic, Moise Kean sa come rendersi utile. Allora non era un brocco, vero?
Felice per lui. Ora ho una speranza. Che abbia la possibilità di segnare un gol importante, di quelli che ti ricordi per sempre e racconti ai nipotini. Non credo che avrà mai la possibilità di giocare tante partite da titolare ma so che è un attaccante su cui si può sempre fare affidamento. Soprattutto, lo sa Max Allegri. Inoltre, meglio sottolinearlo, il prossimo 28 febbraio compirà 24 anni, non 34… Alcuni giocatori vanno sostenuti e capiti. Moise Kean, a modo suo, è da Juventus, ora non ho più dubbi.
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