LA JUVE IN GOL - CLAUDIO ZULIANI - IL SENSO DEL VAR
Per chi si stesse chiedendo quale sia l’utilità del Var e del conseguente “Open Var”, la risposta è semplice: creare posti di lavoro. Altre idee non me ne vengono. Probabilmente si dovevano sostituire i vecchi arbitri d’area che erano rimasti nel limbo in tutti questi anni. La loro inutilità dal punto di vista dell’aiuto al direttore di gara era stata acclarata sul campo e la loro figura eliminata dalla contesa. Ecco la sala Var che impegna, non solo un varista e un aiuto varista, ma pure una squadra di tecnici a supporto e l’utilizzo di uno studio-regia che costa denari ai contribuenti del pallone. Provocazione? Mica tanto. All’inizio dei tempi (2017) L’introduzione della tecnologia, chiamata a gran voce come panacea per tutti i mali derivanti dagli scudetti consecutivi della Juventus, aveva un comito ben preciso: risolvere i macro-episodi. Non è la moviola in campo, tuonavano gli espertoni, ma sarà d’aiuto per risolvere il chiaro ed evidente errore. Se per la linea di porta è più semplice, anche se la goal line technology una volta ha fallito perché non funzionante, per il fuorigioco sembrava aver eliminato qualsiasi discussione. E invece no.
A parte il fatto che semiautomatico implica la non totale dipendenza dalla macchina e la consapevolezza che dietro le linee e le proiezioni i sia la mano dell’uomo che decide da quale frame partire per determinare l’off-side, si è totalmente disattesa la regola ispiratrice. Un giocatore si trova in fuorigioco (fuori dal gioco) se pescato oltre la linea del penultimo giocatore avversario e quindi approfitta di questa situazione di vantaggio. Se si trova in linea con il suddetto difensore e il suo talloncino o nasino o capello va al di là di un millimetro, che diavolo di vantaggio è questo dico io. Il Var sana un chiaro ed evidente errore? NO. A maggior ragione per l’intensità dei contatti che si percepiscono solo in live e dal terreno di gioco. Il Var vive di fotogrammi e fermo immagini che non rendono assolutamente l’idea di quello che è capitato sul campo e che solo l’arbitro può sentire. Stesso discorso per il fallo di mano dove la proiezione e la prospettiva sono spesso ingannatrici di quello che avviene nella realtà. Il finale tutto da ridere riguarda i calci di rigore dove abbiamo visto interventi dalla sala VAR contro ogni logica del sentore comune e della visione delle immagini chiare al mondo tranne che a lor signori. In conclusione: il VAR è servito per eliminare i chiari ed evidenti errori arbitrali? NO, è servito per dare più posti di lavoro a giudici e tecnici del settore.
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