IL SANTO DELLA DOMENICA - RIDATEMI, RIDATECI LA NOSTRA JUVE. A PORTO TOCCATO IL FONDO. ADESSO BISOGNA RISALIRE, MA PER FARLO...

21.02.2021 00:05 di Alessandro Santarelli   Vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA - RIDATEMI, RIDATECI LA NOSTRA JUVE. A PORTO TOCCATO IL FONDO. ADESSO BISOGNA RISALIRE, MA PER FARLO...

Ridatemi la mia Juve. Perché io so che c’è, che esiste, che è viva anche in questa strana stagione. Ma per favore ridatemi la mia Juve, quella che scende in campo con la fame di vincere, quella che combatte dal primo all’ultimo minuto, quella che può anche perdere ma mettendo sempre paura all’avversario, quella che banalmente risponde al nostro motto del fino alla fine. Poi possiamo parlare di tutto il resto, ma se non riusciamo a ritrovare la nostra Juve, tutto diventa maledettamente complicato. La brutta settimana che ci stiamo mettendo alle spalle, ha segnato per molti versi il momento più basso degli ultimi anni. Sono arrivate due sconfitte gravi, diverse tra loro eppure simili, che non compromettono irrimediabilmente nulla, ma che mettono molto in discussione.

Se l’approccio sbagliato e il primo tempo regalato di Napoli poteva essere additato alla stanchezza, o all’impossibilità di essere lucidi in ogni partita, quanto accaduto a Porto francamente non ha giustificazioni o alibi. Abbiamo assistito ad un festival degli orrori che difficilmente può essere ricollegato a qualsiasi tipo di situazione. La mia Juve, la nostra Juve, forse è rimasta a Torino e tutto quello che è andato in scena è soltanto un incubo da cui verosimilmente ci risveglieremo dopo la partita di ritorno. Troppo brutto per esser vero, ma talmente brutto da sollevare una serie di riflessioni che ci hanno reso lunghissima la notte post Champions

Questa squadra ha un’anima? Ha un vero leader dentro e fuori lo spogliatoio? Perché non riesce ad aggredire l’avversario e a far paura come un tempo? Le prossime partite di campionato, fino all’appuntamento cruciale del ritorno contro il Porto ci daranno una risposta a tutto quanto. Per adesso abbiamo delle supposizioni, delle mezze verità che portano ad una costruzione estiva autunnale fatta più seguendo il bilancio ( e sfido chiunque a dire che in questo periodo non sia giusto farlo) che non l’assetto tattico, e dei black out ripetuti che non consentono alla squadra di prendere una rotta decisa.

Però attenzione, perché è vero che siamo reduci da tre sconfitte nelle ultime 9 gare ( Champions compresa) ma è altrettanto vero che nell’ultimo frangente di campionato la Juve ha messo insieme 18 punti, gli stessi del Milan e due in meno dell’Inter. Il bicchiere mezzo pieno ci fa vedere che siamo ancora in corsa per tutti e tre gli obiettivi stagionali, quello mezzo vuoto ci racconta di tante, troppe difficoltà ( infortuni compresi) e di un distacco in campionato difficilissimo da colmare

Sia però chiara una cosa: le ultime speranze di giocarci il titolo passano dal ciclo di gare che si aprirà lunedi: Crotone, Verona, Spezia, Lazio Cagliari e Benevento, e aggiungerei pure Torino e Genoa, ci diranno se vedremo ancora la nostra Juventus. Lottare per il primo posto per blindare un quarto che ad oggi ritengo inattaccabile, ma di fronte alla prestazione di Porto ogni dubbio può diventare legittimo. Nessuna tabella e nessuna previsione: solo una richiesta: ridateci la nostra Juventus e tutto diventerà più semplice.