IL SANTO DELLA DOMENICA - LA SUPER LEGA E LA TEMPESTA IMPERFETTA. LA JUVE E' SOTTO ATTACCO, MA LE PRINCIPALI RISPOSTE ORA DOVRANNO ARRIVARE DAL CAMPO E DAL MERCATO. E SUL FUTURO..

25.04.2021 00:05 di Alessandro Santarelli   Vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA -  LA SUPER LEGA E LA TEMPESTA IMPERFETTA. LA JUVE E' SOTTO ATTACCO, MA LE PRINCIPALI RISPOSTE ORA DOVRANNO ARRIVARE DAL CAMPO E DAL MERCATO. E SUL FUTURO..

La “guerra dei  mondi” alla fine non farà altro che demandare e rimandare quelli che sono i veri problemi del calcio. Adesso è il momento di restare allineati e compatti, di far passare la bufera scatenata dal “bulletto“ Ceferin e dai suoi sodali innamorati del “ calcio del popolo” , per poi provare a tornare attorno ad un tavolo e discutere seriamente di come non far affondare l’universo pallonaro. L’ho detto più volte, il progetto Super lega, cosi come partorito e presentato non mi fa impazzire,anzi non mi piace proprio,  credo inoltre che siano stati sbagliati i modi e i tempi in cui è stato tirato fuori , ma la reazione scatenata dal sig. Ceferin oltre che spropositata, è stata volgare e eccessiva e penso fermamente che non dovrà restare lettera morta. Ma in fondo in questi giorni, invece che provare a spiegare e far capire, si è pensato solo ad attaccare e sparare senza approfondire gli eventuali punti a favori e quelli contrari, come una buona informazione dovrebbe fare.

Si è creato un vero e proprio cartello “anti” che ha coinvolto i grandi giornali ( due in particolare controllati dallo stesso editore ) con una campagna che ha portato a definire Andrea Agnelli e Beppe Marotta come un Giuda ( sparato in prima pagina) alimentando un fuoco senza mai entrare nel cuore della questione. Dopodiche tutti, ma proprio tutti ( citazione del buon Fabio Paratici) hanno cominciato a parlare sentendosi legittimati anche ad offendere e schernire senza capire neppure ciò di cui stavano ragionando.

Chiaro è che i toni utilizzati da Ceferin e soci fanno capire che il nervo toccato, da quella che amo definire provocazione Super lega, è un nervo scoperto, perché qui cari amici, si va ben oltre la difesa del calcio del  “popolo” qui sono in ballo interessi e potere.

Attenzione, la situazione non è semplice. Il “capetto” dell’Uefa, adesso sommerso dall’hastag Ceferin out, si è circondato nel frattempo da personaggi che non vedono di buon occhio la Juve, vedi il signor Boniek, e dunque in un’ottica futura una mediazione dovrà essere necessaria anche perché ad oggi dopo la marcia indietro delle inglesi ( e per favore smettiamola con la storia del dietrofront causato dalla rivolta dei tifosi) il cerino acceso è rimasto nella mano di Real e Juve ed in particolar modo del presidente Agnelli, quello che di fatto si è esposto maggiormente. E’ vero però che con il passare delle ore sono cominciate anche ad arrivare le prime critiche verso la riforma della Champions. Calciatori e addetti ai lavori, passata la prima sfuriata, infarcita di demagogia e ipocrisia, sulla Super lega hanno inziato a mettere in risalto la follia della nuova formula, cosi che piano piano  il trono dell’avvocato sloveno ha fatto registrare qualche piccolo sussulto.

La mia sensazione è che alla fine una sorta di Super League si farà, magari premiando maggiormente la meritocrazia, ma mi auguro con un percorso studiato e condiviso da tutti, senza più l’Uefa che fa da padrone e un signore che invece di tutelare gli interessi di un calcio per molti versi alla deriva, dispensa dogmi e perdoni come neppure il Papa si permettebbe di fare     

A fine stagione l’assemblea della Exor deciderà su eventuali cambi al vertice della Juventus, personalmente ad oggi mi auguro che Andrea Agnelli resti al comando, magari con qualche avvicendamento tra i massimi dirigenti, ma adesso il nostro presidente, che pur negli ultimi anni qualcosa ha sbagliato, ha bisogno di tutto il nostro appoggio.

La Juve è sotto attacco, e per una volta il popolo bianconero si deve ritrovare compatto e unito attorno alla maglia. Qualcosa di simile al 2006? No, non credo che i livelli siano quelli, ma l’attacco è sotto gli occhi di tutti. Lo tsunami passerà e a quel punto dovremo vedere sotto l’ondata quello che rimarrà. Per adesso la Juve deve necessariamente conquistare il suo posto nella prossima champions League, mentre sul piano strettamente sportivo la dirigenza dovrà far tesoro degli errori commessi in questi due anni.

I tifosi aspettano giustamente una risposta dopo gli attacchi di questi giorni. Continuo a pensare che le mosse migliori, oltre a quelle in mano agli avvocati, saranno quelle sul campo. Un anno si può anche sbagliare, a patto però che serva per uscirne più forti e decisi.