L'IMBOSCATA - Corona ha tirato un "pacco" alla Rai. De Girolamo: non ci siamo. Fagioli & C., serviva mano più pesante. Scoppia il caso Gravina. I pm di Torino e la Juve: ci risiamo. Intreccio Inter - Oaktree - Lega: vicenda da seguire...

L'IMBOSCATA - Corona ha tirato un "pacco" alla Rai. De Girolamo: non ci siamo. Fagioli & C., serviva mano più pesante. Scoppia il caso Gravina.  I pm di Torino e la Juve: ci risiamo. Intreccio Inter - Oaktree - Lega: vicenda da seguire...
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venerdì 20 ottobre 2023, 00:34Il punto
di Andrea Bosco
Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.

di Andrea Bosco 

Nunzia De Girolamo: non ci siamo. E non tanto per gli ascolti della trasmissione di Rai 3 (comunque in leggero aumento dopo l'ultima puntata di “Avanti popolo“) Il problema è il rapporto tra il conduttore di un programma e gli ospiti. 

Martedì scorso a “Avanti popolo“ c'era Fabrizio Corona. Che con millanta  “soffietti“ aveva annunciato clamorose rivelazioni sul caso dei calciatori beccati a scommettere.  Risultato: fuffa.  Le  solite interviste (?)  con il “delatore“ di turno incappucciato  in perfetto “Ranucci style“ che tra frasi smozzicate, voce alterata e  riprese dalla pessima qualità,  hanno offerto il “nulla“.  Un giocatore della Roma che guarda in tribuna una corsa di cavalli (roba lecita)  con il solito “bravo“ che lo filma alle spalle. E poi Max Allegri che  gioca al casinò: anche questo lecito. Eccoli gli sgoob di Corona.  Conta solo lo share, ormai? Se conta, Corona ha tirato un “pacco“: aveva promesso il 15%. Ha fatto il 4,3,  anche se la  folla dei “guardoni“ durante la sua comparsata ha fatto alzare gli ascolti.   

Non mi indigna che Fabrizio Corona abbia beccato per l'ospitata, 34.000 euro (soldi del contribuente) dalla Rai. Corona è stato invitato.  Era De Girolamo che avrebbe dovuto assicurarsi che il “nulla“  confezionato da Corona, avesse qualche  “gamba“.

De Girolamo: neppure per l'approccio,  ci siamo. Se Corona fa il “ganassa“ e spiega di essere il più grande “investigatore“ del mondo, chi se ne frega. Se Corona  spiega di non essere “un infame“ è comprensibile: uno che è stato in galera per sette anni della galera ha appreso anche il “linguaggio“. La  cosa intollerabile è che Corona abbia fatto il “regista“ della trasmissione. Pretendendo come il compianto Funari di essere inquadrato in primo piano con il suo mascellone alla Ridge.  Corona “predicatore“  si è letteralmente infilato dentro alla telecamera, De Girolamo compiacente e compiaciuta.

Che  credibilità può avere una trasmissione dove alla fine, dandosi del “ tu “, conduttrice e ospite si abbracciano? Zero. Una conduttrice dovrebbe avere in mano il “timone“. Interrompendo l'interlocutore logorroico. Anche Fagnani (“Belve“) alla fine si è abbracciata con Antonio Conte, ma Fagnani non ha mai perso la rotta. I tempi cambiano: Enzo Biagi neppure sua figlia Bice  avrebbe abbracciato  in trasmissione. E se la  avesse intervistata , probabilmente le avrebbe dato del “lei“. Non tutti hanno la classe e la professionalità di Giovanna Pancheri  di Sky. Non tutti hanno il fascino di Lilli  Crudelia Gruber. Non tutti hanno il “tempo”  (dell'intervista ) di Giovanni Minoli che fu tacitiano anche con l'Avvocato. Ci  vuole poco per contenere un Corona: lo si interrompe. Come avrebbe fatto Lucia Annunziata.  Si sarebbe evitato  che la trasmissione (che avrebbe dovuto essere sulla piaga dei calciatori che scommettono)  si trasformasse  in un “Fabrizio Corona Show“. Che , intendiamoci: sa come si manipolano i media. E guarda al proprio “particulare“.  Corona campa facendosi i “cazzi“ del prossimo. Chiese a Trezeguet 25.000 euro per non pubblicare foto imbarazzanti dell'attaccante della Juventus. Fini condannato per estorsione. Oggi ha pagato il suo debito  con la giustizia. Ma mai una parola di pentimento. L'uomo è così. 

“Io sono un criminale“, ha  ripetuto più volte. Beh, i giocatori finiti nell'inchiesta di Torino, sono stati certamente  scorretti, magari stupidi,  certamente hanno commesso  illeciti. Ma non spetta ad un pregiudicato dare, su di loro, giudizi. Certo che a Rai 3 devo essere disperati se come “ultima boccia“  si sono rivolti a uno come Corona. 

Detto questo, per quello che vale il mio parere, i 12 mesi (7+5) comminati a  Fagioli dopo la sua autodenuncia e i probabili 18 ( 12+ 6)  per Tonali (aggravante aver giocato sul Milan, sia pure con dei “vincenti“)  sembrano  pochi. E non per volontà di infierire. I calciatori vanno “recuperati“. Anche se non credo basterà uno strizzacervelli. Un segnale forte, però,  doveva essere dato. Non è stato così.

Immagino che Gabriele Gavrna si senta, oggi, sulla graticola. Se l'inchiesta si allargherà (alla Procura resta da  ascoltare il solo Zaniolo che continua  a negare di aver scommesso sul calcio), se i nomi fatti  da Corona (evito di farli perché quei giocatori neppure sono indagati) troveranno sostanza indiziaria, l'impianto del sistema calcio potrebbe andare in crisi.  Con conseguenze devastanti: economiche, sociali, sportive. Probabilmente anche politiche. La Lega di Matteo Salvini ha chiesto le dimissioni di Gravina. Fonti vicine a Fdi hanno auspicato un commissariamento. Io sto con Gravina (incredibile) in questo caso. Non spettava a Gravina e alla Federazione infilarsi nei pc dei giocatori per controllarne la vita. Io le ho chieste, ripetutamente, le dimissioni di Gravina . Ma per la sua incapacità di fare le riforme: incapacità  che ha prodotto  millanta problemi. Non le chiedo per questa vicenda. Ma fa pensare  il sostegno che Gravina ha avuto (l'83%) da Dilettanti (“Un bravo presidente“ ha chiosato  Abete, l'uomo che “decise di non decidere“) Lega Pro, Associazione degli Allenatori. Dimostrando come il gattopardo Gravina, sostenuto da altri gattopardi, sia “incollato“ alla  poltrona.  

Indignato Malagò (“la politica non occupi lo sport“),  indispettito Abodi (“la richiesta di dimissioni non è una richiesta del governo“). E il sospetto che  l'uscita leghista  sia legata ai problemi che continuano a nascere sull'asse Milano -  Cortina per le Olimpiadi invernali del 2006. La pista del bob  che Sala, sindaco di Milano (non essendoci i fondi per restaurare quella ampezzana)  sarebbe disposto a lasciare alla Svizzera o all' Austria, ma non a Torino, come ipotizzato  dal ministro degli esteri Tajani - “Sento  puzza di volontà politica“ ha  chiosato il sindaco che vuole impedire,  dal 2024,  ai milanesi di spostarsi in automobile nelle zone sensibili della città. 

Gravina però dovrebbe occuparsi di un'altra vicenda. I cui contorni non sono chiari. 

Dunque:  il 24 maggio del 2024  scadrà  il prestito che Oaktree Capital Management  nel 2021 aveva garantito a Suning  per una cifra pari a 275 milioni di euro. Essendo creditore, Oaktree (assieme ad altri soggetti) potrebbe intentare causa al gruppo che controlla l'Inter per  essere risarcito. Ma nel frattempo l'Inter ha avuto una buona notizia: il governo cinese ha deciso di stanziare 650 milioni di euro per garantire, nei prossimi dieci anni, alla società di poter  superare le difficoltà finanziarie, ristrutturandola e  rilanciandola. Ma la  questione è un'altra. Oaktree (secondo “Bloomberg“ e “ Il Sole 24 ore“) avrebbe offerto 950 milioni di euro per  i diritti tv  del campionato italiano, se la Lega  realizzerà un canale  autonomo della serie A sottraendosi a Dazn e a  Sky. La Lega punta  a realizzare un miliardo di introiti per la concessione, a fronte di una attuale offerta che non supererebbe gli 880 milioni. La proposta di Oaktree sarebbe (a decrescita) nel corso di 14 anni. Ma la raccolta pubblicitaria (superiore ai 70 milioni di euro all'anno)  rimarrebbe nella disponibilità della Lega di serie A. Modesta considerazione: se Oaktree (che è tra i creditori di Suning, che possiede  l'Inter) acquisirà i diritti tv del campionato italiano si profilerebbe un conflitto di interessi?  

Ancora una cosa,  De Girolamo: se si fa una inchiesta (termine temerario riferito a quella mandata in onda da “Avanti Popolo“) la si fa a 360 gradi. Aver messo allo spiedo il solo Fagioli, non è stato uno spettacolo da  servizio pubblico. Certo Piacenza è facilmente raggiungibile rispetto a Newcastle. E  magari  “Avanti Popolo“, dopo i dobloni sganciati per pagare Corona,  era rimasto con la borsa  vuota . 

La Procura di Torino infine, ha inviato una documentazione a quella di Roma, dove è stato spostato il procedimento che vede imputata la Juventus, auspicando che  (come da contabilità piemontarda)  la cifra da addebitare alla Juve  sia “aumentata“ . Per la serie: non ci fosse la Juventus, quei bravi magistrati della Procura che dalla finestra vedono la  Mole,  sarebbero disoccupati?