La grazia dimenticata, Rocchi, De Laurentiis e Ferdico: a chi interessa?

La grazia dimenticata, Rocchi, De Laurentiis e Ferdico: a chi interessa?
Oggi alle 00:01Il punto
di Luigi Schiffo
In passato tutto un altro clima. Milioni di tifosi trattati come se avessero l'anello al naso e il prosciutto sugli occhi.

La cosa straordinaria è che ci sono mezzi di informazione che pensano di  vivere solo nel presente, come se quello che è stato fatto, detto o scritto non rimanesse nella memoria che per altro oggi con i social diventa sempre pronta a farsi viva (con annessi e connessi). In questi ultimi giorni abbiamo assistito a un campionario di narrazioni/non narrazioni che meriterebbe un trattato di sociologia della comunicazione.
Andiamo in ordine cronologico.


LA GRAZIA A BALOGUN
 

Il coro mediatico è stato immediato: “Che scandalo! E’ la prima volta che succede che un giocatore espulso non salti la partita successiva! Che gravissima interferenza di Trump! Che pessima figura Infantino!”. Al netto della gravissima interferenza di Trump e della pessima figura di Infantino, c’è stata una piccola dimenticanza: non è stata la prima volta di un giocatore espulso dal campo per doppia ammonizione che viene graziato dal presidente competente e può giocare la partita successiva. E pensate un po’, era successo proprio in Italia il 22 Aprile 2023, non un secolo fa: Lukaku, espulso in Juve-Inter (semifinale di Coppa Italia) per aver rimediato prima un giallo per un fallaccio (volendo anche da rosso) su Gatti, e poi per un’esultanza polemica con i tifosi bianconeri dopo il rigore segnato per il pareggio allo scadere, venne graziato da Gravina, che in questi giorni si è affrettato a spiegare che “non sono fatti paragonabili, Lukaku era stanco dei cori razzisti e quindi con quell’esultanza era andato a difendere la propria dignità”. Peccato che i cori razzisti non ci fossero stati, che i tifosi juventini ce l’avessero con lui con bordate di fischi per il fallaccio di poco precedente su Gatti (e non certo per razzismo) e che in occasione del rigore e della successiva espulsione ci sia stata una piccola minoranza della curva che ha fatto ululati razzisti, puniti con il DASPO a 171 tifosi (su 40mila) identificati dalle telecamere dello Stadium. Ovviamente all’epoca nessuno sollevò la questione del “precedente pericoloso”, perché prevalse la bandiera della lotta al razzismo (ovviamente condivisibile, se vale sempre). Peccato che la stessa volontà di sanare un’ingiustizia non sia valsa per i cori razzisti contro Vlahovic a Bergamo o per le ammonizioni farlocche di Kalulu in Inter-Juve di questa stagione. Peccato che ad oggi non risultino provvedimenti per gli ululati razzisti contro Mc Kennie in Juve-Parma della prima giornata. Peccato.


LE PROTESTE DELL’EGITTO E L’FBI

 

“E’ tutto pianificato, vogliono che Messi vada avanti, il Mondiale è truccato”. L’Egitto, eliminato dalla rimonta dell’Argentina, non le ha mandate a dire con il suo CT e i suoi giocatori. Non pervenuti titoli del tipo  “Argentina, così no!”, prevalgono nettamente le celebrazioni della rimonta da 0-2 a 3-2, di Messi e financo di Lautaro. Tra le righe, a proposito di Argentina, ci sarebbe anche un’indagine dell’FBI sulla Federazione Argentina per movimenti di denaro (oltre 250 milioni) sospetti negli USA. Ma anche questo interessa poco.



IL NUOVO PENTITO 


Sul fronte dell’inchiesta “Doppia Curva” della Procura di Milano sono state rese note le dichiarazioni del nuovo pentito ex capo ultrà interista Marco Ferdico (coinvolto in un omicidio). “Dimarco ci promise tre anelli con brillante, Çalhanoğlu mi ha pagato un viaggio, l’Inter mi dava i biglietti e ora mi chiede soldi” ha detto ai magistrati. Volete mettere l’importanza rispetto a un caso-Suarez qualunque o alle scommesse di Fagioli? Ovviamente merita molto meno spazio, eventualmente qualche richiamino qua e là, poi Silenziopoli.



LE GRANE DEI DE LAURENTIIS 


Bancarotta fraudolenta del Bari Calcio. E’ l’accusa rivolta dal Tribunale di Bari ad Aurelio e Luigi De Laurentiis. Perquisizioni anche nella sede del Napoli, per approfondire l’ipotesi di “false comunicazioni sociali”. Anche qui, volete mettere con le plusvalenze della Juve (a proposito ci sarebbe sempre anche l’accusa di falso in bilancio al Napoli per la plusvalenza Osimhen…)? Non interessa, non merita campagne mediatiche. Silenziopoli bis.


L’AUDIZIONE DI ROCCHI


Ultima in ordine di tempo, ma non certo per importanza, la notizia relativa all’inchiesta per frode sportiva sull’ex designatore Rocchi ed altri esponenti del mondo arbitrale. A seguito di nuove intercettazioni, la nuova ipotesi di reato è che la frode sia stata commessa  “in concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto con costoro, agendo questi ultimi per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della FIGC”. Altro che Farsopoli quando chiunque poteva parlare con i designatori, ma venne fatto credere che a parlare fosse uno solo (mentre c’era chi parlava addirittura con gli arbitri, e quello sì era vietato). Qui siamo in una situazione in cui è vietato avere contatti con il designatore e c’è una società sola che prova a influire sulle sue scelte grazie ai rapporti preferenziali con il presidente federale. Una bomba. Invece no. Per il mainstream nulla di che, non ci sono prove, si va verso l’archiviazione.

Insomma, un bel campionario di credibilità mandata a spasso. Che si continui pure a credere che milioni di tifosi abbiano l’anello al naso e il prosciutto sugli occhi. Sicuramente il calcio italiano, che 20 anni fa era sul tetto del mondo e oggi è periferia della periferia, ne trarrà giovamento.