Che succede alla Juve? Centrocampo da rinforzare, più dell’attacco. Dybala non si svende. Icardi, qualcosa si muove

Khedira torna utile, Higuain resiste e forse non è un male. La bussola punta al campo o al bilancio, questa Juve sarà più forte dell'anno scorso?
13.08.2019 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    Vedi letture
Che succede alla Juve? Centrocampo da rinforzare, più dell’attacco. Dybala non si svende. Icardi, qualcosa si muove

Che succede alla Juventus? È una domanda che anche i più strenui sostenitori del lavoro di Fabio Paratici iniziano a porsi. Perché il credito che il direttore sportivo ha accumulato negli anni è enorme, ma da qualche giorno a questa parte non è chiaro dove punti la bussola del mercato bianconero. Nelle ultime settimane la Vecchia Signora ha, nell’ordine: messo sul mercato il proprio numero 10, venduto a un prezzo non altissimo il miglior giovane del calcio italiano, accettato (Danilo più soldi per Cancelo) un’offerta a cui soltanto un mese fa aveva opposto un categorico no. In più, al netto di Kean che non poteva considerarsi esubero, ha visto il mercato della Premier League chiudersi senza aver “piazzato” (brutto verbo, ma va di moda) nessuno dei calciatori in esubero che ci si immaginava di vedere oltremanica.

La Juve che sta nascendo è più forte di quella dell’anno scorso? È un’altra domanda che sorge spontanea. E non si tratta di ragionare sui risultati: il tempo di cui Sarri aveva bisogno per impostare la sua squadra non è neanche iniziato a scorrere, ché le amichevoli e il calcio estivo contano zero, o anche meno. Si tratta di vedere come la rosa dei bianconeri stia cambiando, in quale direzione e con che modalità. Un esempio su tutti? A centrocampo sono arrivati due innesti di livello internazionale, ma l’impressione è che resti il reparto più bisognoso di essere rinforzato. Anche più dell’attacco, pallino di tutti gli amanti del calciomercato, su cui torneremo a breve. A centrocampo ci aspettiamo, o aspettavamo, ancora due movimenti in uscita: Matuidi, per quanto visto finora, è avulso dagli schemi di Sarri, non è un mistero. La situazione di Khedira, poi, è lo specchio delle difficoltà in uscita: pare tornato un giocatore sul quale puntare. Del valore del tedesco non dubitiamo, chi scrive è il suo primo estimatore. Però, attenzione a non vedere una realtà alla rovescia: se Sami dovesse restare, dovrebbe accadere perché ritenuto davvero utile alla Juve di Sarri. Il contrario, raccontarsi all’improvviso che è un elemento di valore solo perché non si riesce ad arrivare a una cessione, sarebbe un errore. I nodi prima o poi verrebbero al pettine.

L’altro specchio di quella bussola che non sappiamo dove stia puntando, se dia priorità alle esigenze tattiche o a quelle finanziarie, è quanto sta succedendo attorno a Paulo Dybala. La Juve ne ha trattato la cessione con il Manchester United e col Tottenham, a valutazioni lontanissime da quelle che si facevano un anno fa. Nonostante sia un giocatore che, sulla carta, potrebbe tuttora inserirsi nei nuovi schemi bianconeri, e lo ha fatto capire lo stesso Sarri (che, verso i giocatori o verso la dirigenza, non le ha mandate a dire). Nonostante, e magari non tutti condivideranno, sia il numero 10 della squadra. E qui entriamo in un campo che va oltre quello tecnico e anche quello economico: sbaglieremo, ma il 10 di una grande squadra, il 10 della Juventus, non si offre. Non si mette sul mercato: si può vendere, ma purché lo strappino a suon di milioni. È un’opinione, magari può anche sembrare un dettaglio, un feticismo di chi è ancora romanticamente legato alla simbologia e alla numerologia di un calcio che non c’è più.

Restiamo in tema di attacco. Altro reparto da cui aspettarsi grandi manovre: c’è ancora Higuain, c’è ancora Mandzukic. Con loro lo stesso Dybala e anche Douglas Costa. Più Bernardeschi e Cristiano Ronaldo, gli unici veri incedibili: è un attacco che il resto della Serie A può soltanto sognarsi, che in Europa ha pochissimi paragoni. Siamo sicuri che serva rivoluzionare, soprattutto che serva svenarsi? Intendiamoci: il croato è, a malincuore, quasi un pesce fuor d’acqua col tecnico di Figline. Ma Higuain, che tenacemente si aggrappa al bianconero, ha ancora tanto da dare, e se Lukaku era una sorta di piano B (al piano A ci arriviamo), il Pipita può essere un eccezionale piano C. Ne parlerà la Juve a breve con la Roma, dove per la cronaca andrà Rugani, che non è cresciuto quanto ci si attendeva e ha capito che non vale la pena intestardirsi e sgomitare per un posto al sole. Il piano A, eccoci, resta Mauro Icardi. C’è la stessa Roma, c’è soprattutto il Napoli che negli ultimi giorni ha fatto passi da gigante per convincere Maurito e anche Wanda Nara. Quel che è certo è che l’Inter farà di tutto per non venderlo alla Juventus a 40 milioni negli ultimi giorni di mercato. Il rovescio della medaglia è che con i nerazzurri si gioca una vera e propria partita, quasi una battaglia, a scacchi, al termine della quale vincerà solo un contendente: pagare Icardi 60/70 milioni rientrerebbe nel campo delle ipotesi più o meno ragionevoli. Un pareggio, diciamo così. Scambiarlo con Dybala, dopo tutto quello che è successo in stagione, sarebbe invece una mezza sconfitta per la strategia bianconera. Le prossime mosse arriveranno a breve. Su Icardi, sul mai dimenticato obiettivo Federico Chiesa, sul mister X del centrocampo che non chiamiamo Paul Pogba perché resta una chimera dal punto di vista economico. In fin dei conti, per quanti dubbi si possano avere sulle ultime due settimane di mercato bianconero, nessuno può insegnare cosa fare a Paratici. Resta la miglior guida cui affidarsi e il credito di cui parlavamo sopra l’ha guadagnato in anni di successi. Deve spenderlo bene, si tratta soltanto di questo.