Arriva il manifesto di Allegri. Chiellini e un’attesa imbarazzante, che si fa?

27.07.2021 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    vedi letture
Arriva il manifesto di Allegri. Chiellini e un’attesa imbarazzante, che si fa?
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“Ci vediamo prossimamente su altri schermi”. C’eravamo lasciati così, era maggio 2019, l’ultima conferenza stampa di Massimiliano Allegri da allenatore della Juventus. Alla fine, lo schermo è lo stesso, con due stagioni e altrettanti tecnici esonerati nel mezzo, uno scudetto vinto e un altro neanche sfiorato. Si riparte da lì, dalle parole del livornese che torneranno protagoniste nelle prossime ore. Allegri il pratico, non certo il teorico, ma che quando parla quasi mai risulta banale. Ci si aspetta, comunque, una sorta di manifesto di quel che saranno la prossima stagione e il futuro a tinte bianconere. Anche perché le parole possono spiegarlo, i fatti (intesi come mercato) un po’ latitano ed è comprensibile ma manca comunque un mese alla fine del mercato. Con Allegri, ci sarà il presidente Agnelli, in questo caso a poco più di un mese dall’addio a Paratici. Prevedere cosa diranno, impossibile. Di sicuro, dirà molto di cosa aspettarsi da dopodomani in poi.

Un’altra attesa è quella per il rinnovo di Giorgio Chiellini. Appuntamento al 2 agosto, in un’estate per la <i>Vecchia Signora</i> fatta di incontri che sono fissati per fissare altri incontri (ogni riferimento a Locatelli è puramente casuale). Ecco, a differenza che per la trattativa con il Sassuolo, o altri affari in ballo sul mercato, l’attesa per il prolungamento del capitano è imbarazzante. Già essere andati oltre il 30 giugno non è stato il massimo, sedersi dopo un mese dalla scadenza sfiora l’increscioso. In altri tempi, sarebbe stato inaccettabile. Con una pandemia di mezzo e l’età che avanza, magari non arriviamo a tanto. Ma non si poteva davvero fare meglio? Non si sta parlando di un calciatore qualsiasi nell’economia della rosa, anche se viene facile ricordare come la Juve abbia una lunga storia recente di bandiere ammainate prima del tempo e non sempre in maniera felice. Succederà così anche stavolta? Non dovrebbe. Ma già dover usare questo condizionale è di troppo.