24 passaggi per la prima vera Juve di Sarri. Douglas Costa rientra: sarà un rebus? Conte resta un pericolo

Il gol di Higuain è l'epifania di un modo nuovo di giocare. Il brasiliano torna, ma questa Juve sta benissimo col trequartista
08.10.2019 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    Vedi letture
24 passaggi per la prima vera Juve di Sarri. Douglas Costa rientra: sarà un rebus? Conte resta un pericolo

All’improvviso, una Juventus sarrista. Nella serata (fin qui) più importante della stagione, la Vecchia Signora s’è ritrovata ad avere ancora i pregi della squadra di Allegri, ma ha scoperto di essere diventata un po’ più di Maurizio Sarri. 24 passaggi in più, per l’esattezza: quelli che hanno portato al gol di Higuain, fin qui il più bello della stagione bianconera. Perché arrivato, finalmente, traducendo in campo quei concetti che il tecnico toscano si sforza di scrivere sui suoi taccuini e ripetere all’infinito ai propri giocatori. Più che sprazzi stavolta: forse ci siamo, per quanto sia presto per gridare alla conversione. Anche perché il riferimento al livornese lo facciamo comunque: la solidità di questa Juve è quella dei bei tempi di Allegri, e se vogliamo anche di Conte, quando serve essere perfetti, i campioni d’Italia lo sono. Gigioneggiano con altre squadre, ma le serate di gala di rado le steccano. Sarà questo un bel pregio da conservare, nella mutazione identitaria di questo gruppo. 

“Dopo la sosta ci sarò anche io”. Così Douglas Costa ha scritto sui social: l’assenza del brasiliano ha stravolto le intenzioni di Sarri, portato dal 4-3-3 al 4-3-1-2. Il problema, se vogliamo definirlo così, è che la Juve con questo nuovo vestito ci sta benissimo: l’attacco a due consente di spostare Cristiano Ronaldo più vicino alla porta, senza chiedergli di fare il centravanti che si è capito non rientra nei suoi desideri. In più, rivitalizza Paulo Dybala, che è sempre stato più convincente in questa veste; quanto a Higuain, il redivivo Pipita è il giocatore che fa bene un po’ dovunque, ma la concorrenza della Joya non può che stimolarlo. Il 4-3-1-2 dà anche un maggior senso al centrocampo, fin troppo folto, della Juve: Ramsey e Bernardeschi rendono entrambi al meglio come trequartisti, e così si riesce addirittura a far rientrare nelle rotazioni dei tre mediani Emre Can, che può ancora essere un valore aggiunto. Come si inserisce il ritorno di Douglas in questo scenario tattico? È un rebus che spetterà a Sarri risolvere. Il passo indietro verso il 4-3-3, un modulo molto meno congeniale di quanto non sembrasse, avrebbe poco senso per tutte le ragioni sin qui esposte. Se col trequartista c’è stata una svolta, perché tornare indietro? Il brasiliano potrebbe essere un ottimo innesto a gara in corso, o magari reimpostato come seconda punta (anche se non sembra proprio tagliato). In questa nuova Juve, che comunque sta imparando a conoscere se stessa, l’ex Bayern Monaco potrebbe partire di nuovo attardato nelle gerarchie offensive, dopo essere stato ai primissimi posti fino all’infortunio. Chi va a Roma perde la poltrona, è il caso di dirlo. In ultima analisi. è un rebus che qualunque altro allenatore di Serie A vorrebbe avere, ma è pur sempre da risolvere. 

La Juve è un grattacielo, assicura Antonio Conte. Che qui non ci interessa dileggiare dopo la vittoria di Sarri & Co a San Siro. Il salentino, per la cronaca, in estate sarebbe anche tornato volentieri: si è visto la porta sbarrata e, un po’ per ripicca, un po’ perché l’Inter ha un progetto ambizioso, un po’ perché non c’era molto altro, ha scelto la concorrente più odiata. Comportandosi, per quanto ai tifosi possa non piacere, da professionista in tutti i sensi. Resta lui il pericolo numero per il nono scudetto consecutivo: il Napoli ha limiti intrinsechi che Ancelotti non pare vicino a risolvere, il resto della compagnia fa un altro campionato. I nerazzurri, invece, hanno una rosa competitiva e un allenatore che resta il primo della classe al momento, a seconda dei gusti uno dei tre di una top3 di tecnici italiani da disporre nell’ordine che preferite (gli altri due? Facile, Allegri e Sarri). La vittoria nel derby d’Italia non inganni: alla Pinetina studieranno gli errori propri e punteranno a non fare passi falsi nel resto del campionato, aspettando qualche errore della Juve. Gli scudetti si vincono alla lunga, non solo nei big match.