Gli eroi in bianconero: Nicola AMORUSO

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
29.08.2014 10:22 di Stefano Bedeschi  articolo letto 4643 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gli eroi in bianconero: Nicola AMORUSO

Nasce in provincia di Foggia, a Cerignola, il 29 agosto 1974. Cresce nelle giovanili della Sampdoria e, con la maglia blucerchiata, esordisce in serie A, nella stagione 1993/94; le presenze di Nicola, in quella stagione, saranno 8, condite da 3 realizzazioni. L’estate successiva torna in Puglia, nella Fidelis Andria; è una grandissima stagione per “Nick”: 34 partite e 15 goal. Altro campionato, altra squadra; questa volta tocca al Padova: 33 partite e 14 goal, che gli valgono il trasferimento alla Juventus. Non è facile trovare spazio in quella Juventus, il parco attaccanti è terrificante: Del Piero, Boksić, Padovano, Vieri ed appunto lui, Nick Dinamite. Nicola non si perde d’animo, dopotutto ha solamente 22 anni; comincia a lavorare duramente ed i risultati arrivano. La stagione è da incorniciare; sono tanti i goal decisivi di Amoruso, soprattutto in Champions, dove riesce ad esprimere in pieno la sua grande dote realizzativa.

Suo è il goal della tranquillità contro i norvegesi del Rosenborg, realizzando un rigore a tempo scaduto; contro l’Ajax, nella semifinale, iscrive il proprio nome nel tabellino, sia ad Amsterdam che a Torino, nella splendida vittoria per 4-1. Purtroppo la finale contro il Borussia Dortmund non è felice; Nick entra nel secondo tempo, ma non riesce a risolvere la partita. Alla fine della stagione, si possono fare i conti: 35 partite e 9 goal, compreso quello al Parco dei Principi, nella goleada contro il P.S.G., nella finale di Supercoppa Europea.

«Io avevo molto legato con Bobo Vieri, Iuliano e Montero ma era un gruppo famiglia guidato da un grande tecnico come Lippi e con una grandissima società alle spalle. Sì, la Juventus è un club impareggiabile ed i risultati che ottiene sono il frutto del lavoro che produce».

Comincia la stagione 1997/98. Sono partiti Boksić e Vieri, ma arriva Superpippo Inzaghi, fresco vincitore del titolo di capocannoniere della serie A, con l’Atalanta. Amoruso parte spesso dalla panchina, ma non si scoraggia; Inzaghi non ingrana e, alla decima giornata, Lippi lo schiera titolare. Si gioca a San Siro, contro il Milan; per Nick può essere la rampa di lancio definitiva. Purtroppo, però, la sua partita dura pochi minuti; in uno scontro con Costacurta si infortuna gravemente al perone. La sua stagione, praticamente, finisce qui; rientra alla fine del campionato, giusto per racimolare qualche minuto di gloria, considerato che la Juventus sta per vincere il suo secondo scudetto consecutivo. Un po’ di soddisfazione arriva, come al solito, dalla Champions; Amoruso gioca la semifinale di ritorno, contro il Monaco e realizza anche una rete, nell’inutile sconfitta per 2-3. Guarda i proprio compagni uscire sconfitti dall’Amsterdam Arena, nella finale contro il Real Madrid. In totale 18 presenze e 5 goal.

«La società mi è stata sempre accanto e mi diede una grande spinta morale per guarire dal grave infortunio che ho subito. Mi sentivo tutelato in tutto e per tutto. Non soltanto io. Anche oggi, chi fa parte della Juventus sa che alle spalle c’è una società, come dire, stratosferica».

La stagione 1998/99 è avara di soddisfazione per la Juventus e per Nicola; la squadra stenta e Lippi da le dimissioni. Arriva Ancelotti, ma la musica non cambia; Nick litiga con l’allenatore emiliano e, dopo un goal alla Sampdoria, non glielo manda certamente a dire. Amoruso non ha ancora ripreso pienamente dall’infortunio; la sua rapidità è limitata e fatica a trovare spazio. Le sue presenze saranno 28, i suoi goal 6. Emigra nuovamente al Sud, a Napoli; 30 partite e 10 goal e, nell’estate del 2002 ritorna alla Juventus. Si respira aria nuova, anzi vecchia, a Torino; è ritornato Lippi ed è subito scudetto. Nick”scende in campo raramente, solamente in Coppa Italia trova il giusto spazio; alla fine saranno 22 presenze e 7 reti, di cui 6 in Coppa Italia. L’avventura bianconera di Amoruso finisce qui.

Comincia un lungo peregrinare per l’Italia; Perugia, Como, Modena, Messina e Reggio Calabria, le sue tappe. Con la Juventus sempre nel cuore. «Quattro anni e mezzo di Juventus non potrò mai dimenticarli. Sono state stagioni indimenticabili. Quella gloriosa maglia bianconera mi veniva di baciarla ogni qualvolta la indossavo. Con quella maglia ho vinto 3 scudetti ed ho disputato due finali di Champions League, realizzando 9 goal».

Quando incontra la Juve gli batte sempre forte il cuore. «Si, mi succede ogni volta che entro in campo con un’altra maglia. È sempre una grandissima emozione che provo».