Gli eroi in bianconero: Manuele BLASI

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
16.08.2016 10:35 di Stefano Bedeschi  articolo letto 3656 volte
© foto di Federico De Luca
Gli eroi in bianconero: Manuele BLASI

Nasce a Civitavecchia in provincia di Roma, il 17 agosto 1980. Cresce nella società giallorossa, senza però mai scendere in campo; nell’estate del 1998, viene ceduto a un’altra compagine giallorossa, il Lecce. In Puglia rimane solamente quella stagione, poi ritorna alla Roma, con la quale disputa solamente cinque gare. Il primo campionato del nuovo secolo lo affronta con la maglia del Perugia; finalmente, Manuele può esprimere tutte le sue potenzialità, che sono enormi. Blasi è un giocatore dotato di notevoli doti dinamiche e di grande generosità, anche se, spesso, incorre in ammonizioni per l’eccessiva foga e impetuosità. È molto apprezzato e stimato per la sua grande generosità, essendo una persona di grande umiltà e bontà di animo; per gli stessi motivi, è considerato molto capace di creare la coesione all’interno di una squadra. Rimane in Umbria fino all’estate del 2003, quando viene ceduto al Parma: l’avventura nella città ducale non è per niente fortunata. Manuele è trovato positivo al Nandrolone che gli costa, com’era successo qualche anno prima a Edgar Davids, una squalifica di sei mesi.
Ma non tutto il male viene per nuocere. Blasi, infatti, è acquistato dalla Juventus ed esordisce anche in Nazionale, nella sfortunata partita di esordio di Marcello Lippi, contro l’Islanda, il 18 agosto 2004. Nella stessa estate, Manuele si presenta nel ritiro bianconero, dove trova Fabio Capello; schierato di fianco ad un fuoriclasse come Emerson, Blasi disputa un campionato di grandissimo livello, che culmina con la conquista dello scudetto.
Forte delle sue trentacinque presenze, si presenta alla partenza del campionato successivo, con la stessa voglia di essere un protagonista. La Juventus, nel frattempo, si è rafforzata con l’arrivo di Patrick Vieira: il fuoriclasse francese va a occupare il posto in mezzo al campo occupato da Blasi, relegandolo in panchina. L’infortunio di Zebina, però, lo aiuta in modo inaspettato. Don Fabio, infatti, lo inventa terzino destro e Manuele dimostra di trovarsi a suo agio anche in quel ruolo, disputando grandi partite, una su tutte contro il Bruges, in Champions League.
Purtroppo, l’entusiasmo dura poco, perché Capello sposta Zambrotta a destra, per fare spazio a Chiellini e Manuele ritorna nelle riserve. Comunque sia, grazie alle squalifiche di Vieira e ai soventi infortuni di Emerson, riesce a totalizzare ventuno presenze e a conquistare il suo secondo scudetto consecutivo. Alla fine del campionato 2005-06, è girato alla Fiorentina.