Gli eroi in bianconero: Fabian O'NEILL

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
14.10.2013 09:45 di Stefano Bedeschi  articolo letto 11730 volte
Gli eroi in bianconero: Fabian O'NEILL

Di pari passo con Carini, un altro uruguagio appare all’orizzonte bianconero allo scoccare del terzo millennio. Il suo nome è Fabian O’Neill; nasce il 14 ottobre 1973 a Paso de los Toros.
«Ho cominciato inseguendo un pallone di stoffa nella campagna uruguagia, dove sono cresciuto. Poi, sono entrato a far parte del Defensor, la squadra dilettantistica del mio paese, Paso de Los Toros, oltre trecento chilometri da Montevideo. A quindici anni ho lasciato il Defensor, per entrare nelle giovanili del Nacional. Allora, giocavo centravanti ed avevo una voglia matta di arrivare. Quattro anni dopo, vinco lo scudetto con il Nacional ed a ventuno anni ho debuttato in Nazionale, contro Israele».

Centrocampista di grinta e fisico Fabian arriva a Cagliari nel novembre del 1995 ed esordisce in serie A il 26 novembre dello stesso anno, contro il Napoli. Con la maglia rossoblu, gioca cinque campionati, segnando 12 goal.

La Juventus “ancelottiana” lo prende pensando ad una alternativa a Zidane in caso di necessità, visto che “Zizou”, nelle annate precedenti, ha dovuto fare i conti con parecchi infortuni. Ma il francese è di una continuità inaudita e lascia a Fabian giusto le briciole. Né le cose migliorano sensibilmente l’anno successivo, nonostante non abbia più Zidane davanti a lui. Lippi lo schiera come vice-Davids, in attesa che l’olandese sconti la squalifica per il Nandrolone. Fabian non convince e, dopo solo due anni, lascia la Juventus con un bilancio di 14 presenze in campionato ed una mezza dozzina nelle coppe.

O’Neill era davvero un grande talento; piedi finissimi, fisico da stopper, grinta da mediano, lancio alla Suarez. Peccato gli mancasse una cosa fondamentale per un calciatore: la testa. Probabili problemi personali, dicono avesse preso la strada dell’alcol ed, a certi livelli, se non fai vita da professionista, se finisci le nottate ubriaco sul bancone di un bar, hai vita brevissima. Infortuni a catena e scarso rendimento, obbligarono la società bianconera a non confermarlo.

Peccato, perchè sarebbe stato un potenziale grandissimo regista alla Pirlo, tanto per intenderci; davanti alla difesa avrebbe potuto esprimere al meglio le sue caratteristiche ed il suo innato talento.