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Il doppio ex Giaccherini: "Ripartenze Juve, Napoli andrà in difficoltà. Finirà 1-1. Scudetto? Eventuale impresa non sarebbe più grande del 2012. Su Giuntoli e il mercato..."

Potrete riascoltare uno stralcio dell’intervento a “Cose di Calcio” in onda su Radio Bianconera (visibile dal bouquet di Sportitalia canale 60).
06.12.2023 14:15 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Il doppio ex Giaccherini: "Ripartenze Juve, Napoli andrà in difficoltà. Finirà 1-1. Scudetto? Eventuale impresa non sarebbe più grande del 2012. Su Giuntoli e il mercato..."
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il doppio ex della sfida di venerdì sera e attuale commentatore tecnico per Dazn, Emanuele Giaccherini, per parlare approfonditamente di Juve-Napoli e non solo:

Potrete riascoltare uno stralcio dell’intervento a “Cose di Calcio” in onda su Radio Bianconera (visibile dal bouquet di Sportitalia canale 60).

Che partita dobbiamo aspettarci venerdì sera? La Juve ha chance di fare un altro risultato positivo?

"Per me sì, ci sono delle buone chance. Il punto di forza della Juve di quest'anno è la certezza in fase difensiva, è riuscita a consolidarla nel corso della stagione. E poi il gol lo trova, perché ci sono dei giocatori in grado di trovarlo in qualsiasi momento. Il Napoli è relativamente in difficoltà, poiché a mio avviso va considerato il fatto che ha affrontato Real Madrid ed Inter che sono due avversari top".

La Juve si troverà ad affrontare una squadra molto aperta, così come il Napoli si troverà di fronte un avversario in grado di chiudere ogni spazio. Quale delle due squadre, a tuo avviso, farà più difficoltà in questa partita?

"Concordo col fatto che il Napoli proverà a fare la partita, palleggiando di più, e la Juventus coprirà la maggior parte degli spazi per poi ripartire in contropiede. Penso che saranno gli azzurri ad andare più in difficoltà, perché nonostante dei giocatori individualmente forti come Kvara e Osimhen percepisco una vulnerabilità nel reparto arretrato e nell'affrontare le ripartenze. La squadra di Mazzarri dovrà fare una gara perfetta, in cui esser attenti e concentrati per tutti e 90 i minuti, al contrario dei bianconeri che difenderanno sotto la linea della palla e come dicevo colpirà in ripartenza".

Tenendo conto di quanto detto pubblicamente da dirigenza e allenatore, ovvero che l'obiettivo è il quarto posto, credi che la Juventus giocherà per due risultati su tre?

"No, non credo. La Juve farà di tutto per vincere questa partita, anche perché una vittoria staccherebbe di più ancora il Napoli in classifica. E' quasi un match point per il quarto posto che è l'obiettivo minimo prefissato, ma io non parlerei più solo di questo. La Juve è una delle squadre che lotterà fino alla fine per lo scudetto, specialmente quando gli attaccanti torneranno a segnare con continuità".

Qualche settimana fa, in un'intervista rilasciata ai colleghi de La Stampa, dicevi che questa Juve assomigliava alla tua. Quindi potrebbe ripetere l'impresa del 2012?

"Secondo me sì, anche se noi avevamo dei giocatori che qui mancano come - tanto per citarne uno - Andrea Pirlo. La fase difensiva è molto simile, anche a questa Juve fai fatica a tirare in porta. Le difficoltà in avanti le avevamo anche noi: c'erano Vucinic, Matri e Quagliarella, ma mancava l'attaccante da 20 gol a stagione come Lautaro e Osimhen. Vedo una squadra in cui tutti, anche chi subentra, stanno portando qualcosa, però la vera forza è nella compattezza. E' tornata ad esserci un'anima nella Juventus, il giocatore simbolo è Gatti che rispecchia un po' tutto questo. Per cui penso che ci siano delle varie similitudini con la mia Juve".

Penso ad altri due aspetti: il primo è che entrambe le squadre arrivano dal settimo posto dell'anno precedente (anche se la Juve sul campo aveva raggiunto un altro risultato) e i senatori sono presenti in minor quantità, ma qualcuno che ha già vinto come Danilo e Rabiot c'è.

"Sì, noi avevamo dei giocatori che avevano il senso di appartenenza della Juventus da ormai tanti. I vari Del Piero, Buffon, Chiellini, Marchisio erano importanti, perché all'interno dello spogliatoio facevano sentire il peso della maglia e la storia di questa squadra. Oggi ci sono Danilo e Rabiot, a cui aggiungerei anche Szczesny e Perin, che sono lì da tanto e sono fondamentali sotto quest'aspetto. Il loro compito, oltre che in campo, è quello di far da tramite ai giocatori più giovani e a quelli appena arrivati, in modo da far capire il significato di giocare per la Juventus. Qui devi sempre vincere".

Curiosità: l'eventuale successo di questa Juve sarebbe più grande, a livello di impresa, di quello realizzato da voi nel 2012?

"Per me no, il nostro è stato un qualcosa di straordinario per le vicissitudini accadute. C'erano dei giocatori importanti nella nostra squadra, ma tra le varie incognite c'era chi si doveva rilanciare. Il clima era piuttosto negativo, era stato fatto un mercato in cui più di qualche persona storceva il naso per i nomi presi. Ma nessuno, in effetti, avrebbe potuto immaginare l'esplosione immediata di Vidal. Il nostro è stato lo scudetto del lavoro e degli imbattuti. Questa Juve è un po' diversa, ha il monte ingaggi tra i più importanti in Serie A e questo significa che qualche base è già presente".

Per chiudere il discorso amarcord, a livello di avversarie, era più forte quest'Inter oppure il Milan di Ibrahimovic e Thiago Silva?

"Per me è più forte l'Inter, lo abbiamo visto anche l'anno scorso. E' una squadra che è arrivata in finale di Champions League e se l'è giocata fino all'ultimo con il Manchester City che è la squadra migliore di tutte. Quest'anno c'è più consapevolezza, penso che gran parte sia merito proprio della finale raggiunta in Champions League. Il Milan era forte, piena zeppa di campioni, ma non aveva questa compattezza in ogni reparto. La sensazione è che ai rossoneri mancasse qualcosa".

Tornando al campo, ci sarà la sfida tra Chiesa-Vlahović da una parte e da Kvaratskhelia e Osimhen dall'altra. Sarà così decisiva, a tuo parere, ai fini del risultato?

"Sarà una sfida importante, ma a mio avviso la Juventus è in possesso del parco attaccanti più completo di tutta la Serie A. I quattro attaccanti possono essere tutti titolari e hanno caratteristiche diverse l'uno dall'altro, al contrario del Napoli che è Osimhen dipendente anche se Raspadori, che a me piace tantissimo, lo ha sostituito egregiamente. E' vero che la Juventus ha trovato il gol con i difensori e i centrocampisti, ma è ora che gli attaccanti inizino a sbloccarsi. Questo sarà un aspetto fondamentale per il prosieguo della stagione, non potrà andare avanti così per tutto l'anno".

Te la sentiresti di fare un pronostico?

"Si affrontano due squadre forti, è una partita da tripla. Per me finirà 1-1, così non scontento nessuna delle due".

Che lavoro sta facendo Cristiano Giuntoli, tuo ex direttore a Napoli?

"Sta facendo un grandissimo lavoro, non è un caso che col suo arrivo sia tornata ad esser lì. Non è fondamentale solo per i movimenti di mercato, ma lo è in maniera importante dal punto di vista dello spogliatoio. Essendo molto presente è possibile confrontarsi spesso con lui, ma non parla molto: quando lo fa, invece, c'è da preoccuparsi. E' uno che tiene sempre la pressione alta, fa sentire l'importanza delle partite e dei punti in palio".

Tra poco meno di un mese si tornerà a respirare l'aria del calciomercato. Quale è il profilo di giocatore che serve a questa squadra?

"Per me ci vorrebbe una mezz'ala di qualità, perché la Juve ha bisogno di un qualcosa in più in mezzo al campo. Non vedo un collante per gli attaccanti, un giocatore dinamico e nello stesso tempo valido negli ultimi trenta metri. La Juve ha tanti giocatori fisici, non c'è però quell'estro che garantisce sostanza e imprevedibilità. Anche per cambiare un po' le caratteristiche della squadra. De Paul è quel tipo di giocatore: corre, fa l'ultimo passaggio e ha la qualità di finalizzare l'azione".

Si ringrazia Emanuele Giaccherini per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.