Juventus Women campionesse d'Italia - Il pagellone delle bianconere. Gama è straordinaria, da Pedersen ad Aluko: i volti nuovi diventano fondamentali

20.04.2019 14:40 di Edoardo Siddi Twitter:    Vedi letture
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Juventus Women campionesse d'Italia - Il pagellone delle bianconere. Gama è straordinaria, da Pedersen ad Aluko: i volti nuovi diventano fondamentali

Juventus Women campionesse d'Italia! Le bianconere dovevano vincere e hanno vinto contro il Verona, bissando il successo della scorsa stagione. Concluso lo straordinario percorso in campionato, diamo i voti alle protagoniste:

Laura Giuliani 7: con davanti una difesa così tutto è più facile, ma lei sicuramente ci ha messo del suo. Ha infuso sicurezza al reparto e risposto presente quando serviva La botta al piede contro il Verona le ha fatto 10 saltare gare, ma è stata sostituita egregiamente (vedi Bacic). I NUMERI: 13 presenze, 4 gol subiti.

Tuija Hyyrynen 8: copia e incolla della stagione scorsa, con aggiunta, in più, una pesante spruzzata di duttilità e sacrificio. A destra è la solita certezza: quando avanza è inarrestabile, quando serve resta a protezione del castello, spesso accentrandosi per necessità. I NUMERI: 18 presenze.

Sara Gama 9: in qualunque battaglia, in ogni momento di difficoltà, chiunque vorrebbe averla al suo fianco. Non disattiva mai i superpoteri: le avversarie la vedono sempre arrivare prima, come se leggesse in anticipo il futuro. Leader silenziosa, ancora una volta è il pilastro della difesa e della squadra. Capitano vero. I NUMERI: 18 presenze 1 gol fatto.

Aurora Galli 9: in ogni squadra c'è un giocatore che non può essere sostituito. Un pezzo di puzzle che a volte quasi non si nota, ma se eliminato fa crollare tutto il quadro. Lei è esattamente questo, preziosa in tutte le fasi, luminosa o oscura, poco importa. Intelligente a dividere la cabina di regia con Pedersen nel finale di stagione, non ha fatto mancare il suo contributo nemmeno in zona gol. I NUMERI: 17 presenze, 3 gol fatti.

Lianne Sanderson 6: un gol pazzesco alla prima gara, poi i problemi fisici la obbligano a trasformarsi in valore aggiunto solo fuori dal campo. I NUMERI: 2 presenze, 1 gol fatto.

Michela Franco sv: una presenza in campionato, che ha avuto un sapore speciale perché ha rappresentato il voltar pagina, lasciandosi alle spalle i problemi fisici. I NUMERI: 1 presenza.

Valentina Cernoia 9: ama il gol, si esalta quando può mettere in campo tutta la sua classe e dipinge capolavori, ma quest'anno spesso è servita più la spada del pennello. Arretrata di posizione, battaglia dopo battaglia, ha nascosto le falle, coperto i limiti e protetto la Signora, senza rinunciare a qualche colpo letale. I NUMERI: 19 presenze, 4 gol fatti.

Martina Rosucci sv: i giudizi hanno davvero poca importanza. Anche i numeri, a un certo punto. Resta solo la gioia di rivedere la sua chioma bionda in mezzo al campo, con negli occhi lo sguardo di chi vuole solo correre e inseguire quel pallone, che senza dubbio le era mancato da morire. I NUMERI: 2 presenze

Eniola Aluko 9: il primo grande colpo dall'estero. Arrivata con un curriculum da paura, si è messa a disposizione della squadra, inserendosi in punta di piedi e non lasciando più il suo posto una volta conquistato (alla fine è la più presente). Illeggibile per le avversarie, ha aperto spazi per le compagne e spesso si è messa in proprio, non perdendo il vizio del gol. I NUMERI: 22 presenze, 14 gol fatti

Cristiana Girelli 9: lo scorso anno avversaria, questa stagione compagna, simbolo e primo 10 della storia. E' diventata amica preziosa e insostituibile, per chi va in campo e per chi tifa. Quel sorriso, quelle giocate, quei gol (senza dimenticare gli assist), hanno tracciato il percorso da seguire fino al tricolore. I NUMERI: 19 presenze, 13 gol fatti

Barbara Bonansea 9: ci sono delle costanti che sembrano scritte nelle pieghe del destino e che a volte sfuggono anche all'occhio umano. Lei lascia spesso la sensazione di poter fare di più, di un talento pazzesco, ma ancora indomabile. Poi c'è la realtà che, in barba alle impressioni, restituisce appunto la costante: è sempre decisiva. Quando serve cambia partite e finali: c'è la sua firma a caratteri cubitali anche su questo scudetto. I NUMERI: 21 presenze, 13 gol fatti

Lisa Boattin 8: niente copertine, niente riflettori. Lei è stata fondamentale lo scorso anno, segnando anche l'ultimo rigore, e si ripete in questa stagione. La concorrenza con Sikora non l'ha scalfita: ha resistito agli scossoni, mantenuto lo status di titolare e arato la corsia mancina in ogni condizione. I NUMERI: 15 presenze

Sofie Pedersen 9: il meccanismo funzionava già, ma a gennaio è arrivata lei. E in poche partite ha fatto capire quanto ce ne fosse bisogno. Un tassello per sistemare la squadra, colmare le piccole lacune, portare esperienza e intelligenza. Aggiungendoci poi i gol. Quello all'Allianz Stadium è in fin dei conti valso lo scudetto e ha scolpito per sempre il suo nome e il suo volto nella storia delle Juventus Women e del calcio femminile italiano. I NUMERI: 10 presenze, 3 gol fatti.

Vanessa Panzeri 7.5: la più piccola, ha aspettato il suo momento allenamento dopo allenamento e poi, quando coach Guarino le ha fatto capire che era il momento di essere grandi, non ha battuto ciglio. I NUMERI: 8 presenze.

Ashley Nick 6.5: non protagonista, si ritaglia il suo ruolo nella prima parte di stagione, facendo rifiatare, quando serve, una delle centrocampiste, costrette agli straordinari fino all'arrivo di Pedersen. I NUMERI: 7 presenze

Sofia Cantore sv: esordio nella festa scudetto. I NUMERI: 1 presenza

Benedetta Glionna 7.5: la crescita non è semplice. L'anno scorso titolare, quest'anno le rotazioni la obbligano a vivere una stagione meno continua, cui lei risponde con splendida maturità. Dal primo minuto o a gara in corso, eccola lì a correre e incantare, non perdendo nemmeno il bellissimo vizio del gol. I NUMERI: 18 presenze, 6 gol fatti

Petronella Ekroth 8: Guarino la studia, la prova, cerca la collocazione migliore per lei, che diventa fondamentale soprattutto in dirittura d'arrivo, sostituendo alla grande Salvai nel finale di stagione. E sostituire Salvai è impresa molto complessa. Poi, per impreziosire la sua stagione, segna il gol che scaccia la paura e rimette al suo posto la Fiorentina I NUMERI: 12 presenze, 2 gol fatti 

Arianna Caruso 8: “Ciao Arianna, devi sostituire Martina Rosucci”. Investitura che avrebbe fatto tremare le gambe a chiunque, ma lei la paura non sembra conoscerla. Non batte ciglio e in mezzo al campo ringhia e costruisce, facendo esattamente quello di cui c'è bisogno. Dal primo minuto o dalla panchina, Guarino a lei non rinuncia mai. I NUMERI: 22 presenze, 2 gol fatti. 

Cecilia Salvai 9: il suo infortunio dà un retrogusto amaro alla stagione del secondo trionfo e dedicarle lo scudetto diventa quasi naturale. Detto questo, il suo contributo nel cammino è di valore inestimabile. I NUMERI: 17 presenze

Asia Bragonzi 6.5: il nuovo che avanza. In Primavera fa vedere di avere qualità eccezionali, in prima squadra ci mette fisicità e attenzione. Solo qualche apparizione, ma sentiremo sicuramente parlare di lei. I NUMERI: 3 presenze

Aleksandra Sikora 7.5: fortemente voluta dalla Juve, in molti si aspettavano diventasse titolare inamovibile, invece è diventata una carta preziosa come prima alternativa sia a destra che a sinistra. Non tradisce le attese, soprattutto dal punto di vista della professionalità. I NUMERI: 20 presenze

Melissa Bellucci 6.5 discorso analogo a quello fatto per Bragonzi. Si fa apprezzare quando coinvolta, seminando per il futuro I NUMERI: 3 presenze

Doris Bacic 8: titolare all'improvviso. Non fa rimpiangere Laura Giuliani e anzi costella le sue presenze di interventi davvero importanti. I NUMERI: 10 presenze, 4 gol subiti

Rita Guarino 9: la squadra si è rafforzata, ma chi è andata via, Isaksen e Franssi su tutte, aveva un ruolo chiave nello scacchiere. Con il passare del tempo, però, lei trova l'alchimia giusta, mettendo tutto e soprattutto tutte al posto giusto. Così la Juve torna la solita macchina da guerra, senza pietà e che diverte e si diverte. E soprattutto vince. Ancora.