TJ - Reijnders-Juve non è impossibile. Ma è un gioco a incastri
Tijjani Reijnders è un obiettivo possibile? È certamente un'ipotesi affascinante per Luciano Spalletti. Poiché l'idea è quella di avere un profilo differente di quelli a disposizione - Koopmeiners è sul mercato, ok Locatelli e Thuram - e nella sua esperienza al Milan ha mostrato le se qualità nonostante il piazzamento finale della scorsa stagione.
Gli ostacoli esistono. Il primo è il Manchester City stesso: nelle ultime settimane Reijnders è stato quasi sempre in panchina, non è più uno dei pilastri della squadra di Guardiola. Eppure il City ha scalato la classifica fino a pareggiare virtualmente l'Arsenal, il che pone un problema non banale: quanto vale il suo contributo agli occhi del club? E soprattutto, quanto saranno disposti a trattare? Il nodo economico è tutt'altro che semplice: Reijnders è costato 55 milioni di euro più 14 di bonus che scatterebbero tutti in caso di cessione prima del 2030. Questo significa che la soglia reale della minusvalenza si alza fino a circa 58 milioni complessivi per l'estate 2026, rendendo qualsiasi offerta al ribasso difficile da accettare per i Citizens. Una proposta che superi quella soglia con un margine convincente potrebbe cambiare le cose.
Oltre al costo del cartellino, pesa l'ingaggio del calciatore, che oggi percepisce circa 7 milioni di euro (bonus inclusi). Per la Juventus, un investimento di questa portata è subordinato a un unico, fondamentale obiettivo: la qualificazione in Champions League. L'ordine delle priorità è chiaro: senza i proventi dell'Europa che conta, l'operazione Reijnders non è sostenibile né per il cartellino né per il monte ingaggi. Potrebbe essere l’uomo giusto per il salto di qualità, ma prima di affondare il colpo c'è il finale di stagione.
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