Vocalelli: “Juve sottovalutata”
Il collega Vocalelli a Gazzetta parla di Juventus, ecco un estratto.
Prendete una squadra con gli ingredienti giusti
La sensazione che suscita la Juve di oggi, chiamata subito a rispondere all’Inter e forse un po’ sottovalutata. Perché negli occhi c’è ancora la delusione della passata stagione, ma sono tanti i motivi che dovrebbero invece far pensare a un anno di possibile svolta. Che vuol dire una forte candidatura alla zona Champions, obiettivo minimo per una società così importante, ma anche una finestra su un orizzonte ancora più luminoso. Si riparte insomma oggi pomeriggio con il Frosinone, con il forte sospetto di essere di fronte a qualcosa di inesplorato.
La Juve, per intenderci, ha fin qui operato con una dote fondamentale per ambire ad un miglioramento sensibile: il buon senso.
Che vuol dire coerenza, nelle scelte in entrata e in uscita. Senza lasciarsi imbrigliare da suggestioni e emozioni, preferendo piuttosto individuare i propri obiettivi con cura per provare poi a realizzarli. E’ così arrivato un portiere esperto e affidabile come Vicario, la soluzione migliore; un esterno di rendimento come Celik; un centrale capace di impostare l’azione, Lucumi; un centravanti a lungo inseguito, perché Kolo Muani è sempre stato al primo posto; e, verrebbe da dire soprattutto, è stata rinforzata ulteriormente la batteria dei fantasisti con l’arrivo di un talento purissimo, Alajbegovic.
La Juve, questa Juve, è oggi il più forte concentrato di qualità del campionato.
Ci saranno sicuramente organici più attrezzati e strutturati. Ci saranno squadre che dal punto di vista fisico e atletico sono più avanti. Ma da Yildiz ad Alajbegovic, da Conceiçao a Boga, è durissima trovare qualcuno che possa vantare lo stesso standard di fantasia. Una missione evidentemente studiata a tavolino : cercare sugli esterni quella profondità, e sicuramente quei gol, che sulla carta non appartengono al repertorio di un centravanti portato a giocare più ancora che a finalizzare. Perché Spalletti ha sempre dato un timbro personalissimo alle proprie squadre. E basterebbe, per fare un esempio ricordare la Roma che si esaltava con Francesco Totti come falso nove; più Taddei, Mancini e tutti gli altri a sfruttare gli spazi.
Manca ancora, probabilmente, qualcosa di più a centrocampo.
Ma non è detto, anzi, che non possa succedere. E allora non sarebbe impossibile passare da una squadra attrezzata per la zona Champions a una candidata di cui tener conto nella lotta allo… Una parola, conoscendo Spalletti, da non pronunciare. Perché, e questo è vero, lavorare in silenzio può fare - alla fine - molto rumore.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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