Massimo Mauro: “Da Kolo Muani mi aspetto venti gol”

Massimo Mauro: “Da Kolo Muani mi aspetto venti gol”TuttoJuve.com
Oggi alle 08:30Altre notizie
di Fabio Moretti
Massimo Mauro analizza la nuova Juventus: chiede 20 gol a Kolo Muani, promuove Alajbegovic e indica la strada per lottare fino alla fine.

Massimo Mauro presenta la nuova Juventus alla vigilia dell’esordio sul campo del Frosinone. L’ex fantasista chiede alla squadra di cancellare la macchia della scorsa stagione, promuove Alajbegovic e assegna a Kolo Muani un obiettivo preciso: segnare una ventina di gol. Per avvicinare Inter e Napoli, però, Spalletti dovrà ottenere il 120% dai suoi giocatori.

Il mercato non è ancora concluso, ma per la Juventus è già arrivato il momento delle risposte. La squadra di Luciano Spalletti comincia il proprio campionato sul campo del Frosinone, portandosi dietro le aspettative generate dagli investimenti estivi e il peso di una stagione precedente conclusa molto al di sotto delle attese.

«Poco tempo per lavorare con la rosa completa»

La prima osservazione dell’ex fantasista riguarda i tempi del mercato. Spalletti non ha avuto la possibilità di lavorare abbastanza a lungo con tutti i giocatori destinati a comporre la squadra definitiva.

«La dirigenza non è riuscita a dare a Spalletti almeno 20 giorni di lavoro con tutti i giocatori. Da qualche anno poche squadre riescono ad avere la rosa completa un mese prima del via: gli allenatori nelle prime partite rischiano di giocare con calciatori che non hanno allenato».

Una difficoltà comune a molte società, ma particolarmente significativa per la Juventus, chiamata ad assimilare rapidamente le idee del nuovo tecnico. Mauro considera comunque l’organico sufficientemente profondo per competere su più fronti.

«Al di là di questo, mi sembra che la Juve abbia due giocatori per ruolo di buonissima levatura. Quindi, con Yildiz che dovrebbe accompagnare i compagni nelle vittorie, deve sperare di arrivare in fondo all’Europa League e al campionato: gli obiettivi devono essere questi, anche se non significa che deve vincere per forza».

La macchia del sesto posto

Per Mauro, parlando a Gazzetta,  la Juventus deve anzitutto riscattare il deludente piazzamento ottenuto nella scorsa stagione. Chiudere alle spalle di squadre emergenti come il Como ha rappresentato una macchia per la storia e le ambizioni del club.

«Il fallimento di Juve e Milan è stato di due grandi marchi, arrivati dopo Como e Roma: dietro alla Roma te lo puoi aspettare, dietro al Como no. Questa è una grande macchia che può essere cancellata da una vittoria in Europa League, per esempio, dove però ci sono grandi squadre. Visto che la giochi, almeno vincila».

L’Europa League può quindi diventare un’occasione di riscatto, ma la Juventus dovrà essere competitiva anche in campionato. Inter e Napoli partono davanti, almeno secondo l’ex bianconero, e per raggiungerle non sarà sufficiente un rendimento ordinario.

«In Italia l’Inter e il Napoli sono più forti, perciò Juve e Milan devono avere una struttura che porti i giocatori a dare il 110-120%. Perché se tutti danno “solo” il 100%, continuano a vincere Inter e Napoli. E la pressione è molto più alta per chi deve farsi perdonare un quinto o un sesto posto».

Alajbegovic è il rinforzo che intriga Mauro

Tra gli acquisti della Juventus, quello che incuriosisce maggiormente Mauro è Kerim Alajbegovic. Il giovane rappresenta il tipo di operazione attraverso cui una grande squadra può costruire il proprio futuro senza rinunciare alla qualità immediata.

«Come mia idea di calcio Alajbegovic mi stuzzica molto perché è un giocatore affermato però giovane e con grandi margini di miglioramento. È ciò che fa la grande squadra: prende calciatori con ancora tanto da dire, ma già molto bravi».

Alajbegovic partirà probabilmente dalla panchina contro il Frosinone, ma potrà diventare una soluzione importante nel corso della stagione. Tecnica, personalità e capacità di creare superiorità possono permettergli di conquistare progressivamente spazio nel sistema di Spalletti.

Il salto richiesto a Yildiz, Thuram e Conceição

L’eventuale crescita della Juventus dipenderà anche dal rendimento di diversi giocatori che possiedono qualità importanti, ma devono ancora trovare continuità ad altissimo livello.

«La Juve ne ha parecchi in rosa, che devono fare il salto: da McKennie a Conceição, Yildiz, Kelly, Cambiaso. Pure Thuram: lo metterei in qualsiasi squadra, però deve fare un cambio di passo...».

Non bastano alcune grandi prestazioni alternate a pause prolungate. Per competere con Inter e Napoli, i bianconeri dovranno trovare continuità individuale e collettiva.

«La Juve potenzialmente può tentare il miracolo e arrivare a lottare per lo scudetto – poi per vincerlo i dettagli devono andare per il verso giusto –, ma lottare fino alla fine è la soddisfazione più grande per calciatori e allenatori».

Mauro individua anche un parametro preciso per valutare la stagione: «Se a dieci giornate dalla fine sei a dieci punti dalla prima è un fallimento; se sei a tre, quattro o anche cinque punti dalla prima, allora puoi sognare».

«Kessié cosa cambia? Niente»

Il mercato della Juventus potrebbe regalare a Spalletti un altro centrocampista. Franck Kessié rimane uno dei profili accostati ai bianconeri, ma Mauro non considera il suo eventuale arrivo determinante.

«Io prima vorrei vedere il 90% delle partite di Cambiaso, Thuram, Conceição, Yildiz e Locatelli da 8 in pagella. Se succedesse, la Juve non avrebbe più bisogno di nessuno. Questo è l’obiettivo da raggiungere».

La priorità, quindi, non deve essere necessariamente quella di modificare ancora il reparto, ma valorizzare al massimo i giocatori già a disposizione.

«Kessié cosa cambia? Niente. Non mi sembra si parli di giocatori per cui valga la pena scombinare il centrocampo adesso. Poi prendere un uomo in più di esperienza ci può sempre stare».

L’ivoriano aggiungerebbe forza, esperienza e capacità d’inserimento, ma non risolverebbe da solo i problemi della Juventus. La crescita dovrà essere collettiva.

Kolo Muani deve arrivare a 20 gol

La richiesta più importante riguarda Randal Kolo Muani, destinato a guidare l’attacco bianconero. Il francese deve diventare il principale finalizzatore della squadra e raggiungere una quota realizzativa da centravanti di un club che punta ai primi posti.

«Kolo Muani deve garantire una ventina di gol: questo è quello che spera anche Spalletti. Poi dieci Yildiz, otto Conceição, otto McKennie e allora la Juve può lottare per i primi posti».

La distribuzione delle reti sarà decisiva. La Juventus non può dipendere esclusivamente dalla propria punta e avrà bisogno del contributo degli esterni e dei centrocampisti offensivi.

Resta inoltre aperto il tema dell’alternativa al francese. «Bisogna anche capire chi sarà la seconda punta, anche se David è ancora in rosa. Con il suo stipendio...».

La permanenza di Jonathan David limita le possibilità di effettuare un altro investimento in attacco. La società dovrà decidere se rilanciare il canadese o trovare una soluzione negli ultimi giorni di mercato.

La sfida di Spalletti

La missione di Spalletti non sarà soltanto tattica. Mauro chiede al tecnico di intervenire sulla testa dei calciatori, aumentando autostima, ambizione e consapevolezza.

«A me piace tantissimo: quando parla di calcio mi attrae, mi cattura. Allora vorrei che facesse un po’ l’illusionista e convincesse i giocatori che sono più forti di quanto hanno mostrato per fargli dare il 20% in più del loro massimo. Solo così la Juventus può rischiare di vincere».

La Juventus possiede qualità e profondità, ma deve ancora dimostrare di avere continuità, personalità e fame. Kolo Muani dovrà segnare 20 gol, Yildiz diventare il trascinatore e gli altri talenti alzare stabilmente il proprio rendimento.

Soltanto così la squadra potrà cancellare la macchia della scorsa stagione e trasformare una potenziale candidatura in una vera corsa per lo scudetto.