Inter e Juve, il gap anche dietro quell'investimento da 30 milioni
Inter e Juventus hanno investito la stessa cifra seguendo strategie profondamente differenti. I nerazzurri hanno puntato sui 30 milioni per Curtis Jones, centrocampista già formato e abituato alla Premier League. I bianconeri hanno destinato una somma analoga a Kerim Alajbegovic, talento offensivo dalle enormi prospettive, per le esigenze attuali della Juventus, però, forse sarebbe servito maggiormente un giocatore con le caratteristiche dell’inglese, forse...
Trenta milioni per Curtis Jones, trenta milioni per Kerim Alajbegovic. La cifra è la stessa, ma racconta due idee di mercato quasi opposte.
L’Inter ha scelto un giocatore pronto, con esperienza internazionale e in grado di entrare immediatamente nelle rotazioni. La Juventus ha invece scommesso sul talento, sulla crescita e sulla possibilità di valorizzare un calciatore ancora giovane.
Non si tratta necessariamente di stabilire quale dei due sia più forte. La vera domanda riguarda le necessità delle rispettive squadre: chi aveva maggiormente bisogno del profilo acquistato?
Curtis Jones: qualità e sostanza per l’Inter
Curtis Jones arriva da una scuola calcistica di altissimo livello come quella del Liverpool. È un centrocampista moderno, capace di giocare da mezzala, in una mediana a due oppure in una posizione più avanzata.
La sua qualità principale è la completezza. Jones sa gestire il pallone sotto pressione, accompagnare l’azione, inserirsi e contribuire alla fase difensiva. Non è un regista classico e neppure uno specialista dell’interdizione, ma offre soluzioni in diverse zone del campo.
L’esperienza maturata in Premier League gli ha insegnato a giocare ad alta intensità. È abituato a ritmi elevati, duelli fisici e partite nelle quali le transizioni diventano determinanti.
Per l’Inter rappresenta un rinforzo immediatamente utilizzabile. Può consentire al tecnico di ruotare maggiormente i centrocampisti senza modificare la struttura della squadra e offre caratteristiche adatte sia a un sistema con tre mediani sia a un modulo con due uomini centrali. La speranza per tutti è che Jones non si ambienti, un pò una "gufata".
Alajbegovic: il talento scelto dalla Juventus
La Juventus ha seguito un ragionamento differente con Kerim Alajbegovic. Il giovane offensivo è stato acquistato soprattutto per il potenziale e per la possibilità di trasformarsi in un elemento importante nel corso delle prossime stagioni.
Alajbegovic possiede tecnica, personalità e capacità di creare superiorità negli ultimi metri. Può partire dalla fascia, accentrarsi e cercare la conclusione oppure servire i compagni tra le linee.
Durante la preparazione ha già mostrato di non avere paura. Si assume responsabilità, tenta la giocata e cerca costantemente di incidere. Sono qualità preziose, soprattutto in una squadra che negli ultimi anni ha avuto spesso difficoltà nel saltare l’uomo e produrre occasioni attraverso iniziative individuali.
L’investimento da 30 milioni dimostra quanto la Juventus creda nel suo futuro. Il club spera di avere acquistato oggi un talento destinato a valere molto di più.
Il rischio dell’investimento bianconero
Alajbegovic resta però una scommessa. Il talento è evidente, ma dovrà essere accompagnato e protetto, non può essere considerato immediatamente il giocatore incaricato di risolvere tutti i problemi offensivi della Juventus.
L’adattamento alla Serie A, la pressione della maglia bianconera e la concorrenza possono incidere sul suo percorso. Spalletti dovrà concedergli spazio senza bruciarlo, accettando anche prestazioni discontinue.
Il prezzo aumenta inevitabilmente le aspettative. Quando un giovane viene pagato 30 milioni, tifosi e ambiente tendono a pretendere un rendimento immediato, anche se l’operazione è stata costruita con una prospettiva di medio-lungo periodo.
La Juventus dovrà essere coerente. Se ha investito una cifra così importante sul potenziale, dovrà concedere ad Alajbegovic il tempo necessario per svilupparlo.
Cosa serviva realmente alla Juventus?
Qui emerge il punto centrale del confronto, la Juventus aveva bisogno di altro talento offensivo oppure di un centrocampista immediatamente pronto?
Nella zona avanzata Spalletti dispone già di Kenan Yildiz, Francisco Conceição, Edon Zhegrova e altri giocatori capaci di occupare le corsie o muoversi sulla trequarti. Alajbegovic aggiunge qualità, ma entra in un settore nel quale le alternative non mancavano.
A centrocampo, invece, la Juventus continua a cercare equilibrio, personalità e capacità di gestire i momenti difficili. Manuel Locatelli offre ordine, Douglas Luiz può rinascere e McKennie garantisce dinamismo, ma il reparto avrebbe bisogno di un elemento capace di alzare intensità e ritmo.
Un giocatore come Curtis Jones avrebbe probabilmente risposto a un’esigenza più urgente, anche se non è un regista. Avrebbe potuto affiancare Locatelli, giocare da mezzala e aumentare la qualità nella conduzione del pallone. Per la Juventus attuale, quindi, un centrocampista sarebbe stato forse più funzionale rispetto a quello di Alajbegovic.
Inter più pronta, Juventus più proiettata sul futuro
L’Inter ha effettuato una scelta coerente con l’obiettivo di vincere subito. Ha acquistato un giocatore già abituato a competere ad alto livello e pronto per essere inserito nelle rotazioni, la Juventus ha invece ragionato in prospettiva. Alajbegovic può diventare un grandissimo calciatore e produrre anche una futura plusvalenza, ma potrebbe non risolvere immediatamente le lacune della squadra. In questo momento l’Inter possiede quella struttura, la Juventus la sta ancora costruendo.
L’investimento dell’Inter presenta meno rischi e offre maggiori garanzie nell’immediato, quello della Juventus possiede forse un potenziale superiore, ma richiede pazienza. Alajbegovic può diventare un protagonista del futuro, a condizione che venga gestito correttamente e non schiacciato dal peso della valutazione.
La sintesi è semplice: per vincere subito, meglio Curtis Jones; per costruire e valorizzare, Alajbegovic può rappresentare la scelta più affascinante.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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