Traballa il progetto Comolli
La stagione della Juventus potrebbe trasformarsi in un punto di svolta per il futuro del club. L’eventuale mancata qualificazione alla prossima Champions League, sempre più concreta dopo il pesante ko contro la Fiorentina, apre interrogativi profondi sulla gestione affidata a Damien Comolli.
Il rischio di restare fuori dall’Europa che conta non pesa soltanto sul piano sportivo, ma anche su quello economico. I mancati introiti, stimati tra i 70 e gli 80 milioni di euro, costringerebbero la proprietà a rivedere strategie e investimenti.
John Elkann, sempre più coinvolto nelle valutazioni sul futuro bianconero, avrebbe avuto nuovi contatti con l’amministratore delegato francese subito dopo la sconfitta. Una situazione che riporta alla memoria una delle fasi più difficili della storia recente juventina, quella dei due settimi posti consecutivi tra il 2009 e il 2011.
Elkann riflette sul futuro della dirigenza
Il numero uno di Exor è stato il principale sostenitore del progetto Comolli, scelto personalmente la scorsa estate e autorizzato a intervenire in profondità sulla struttura societaria.
Adesso però il quadro è cambiato. La qualificazione in Champions rappresentava l’obiettivo minimo stagionale, insieme al raggiungimento degli ottavi nella competizione europea. Un traguardo che, salvo clamorosi ribaltoni, rischia di sfumare.
Il peso delle scelte di mercato
A incidere sulle valutazioni della proprietà sono anche i risultati del mercato. Diversi investimenti non hanno convinto sul campo e alcune operazioni sono finite nel mirino delle critiche.
Tra queste c’è anche l’acquisto di Lois Openda, arrivato per una cifra importante ma incapace di incidere come previsto. Più in generale, molte delle scelte tecniche sono state bocciate prima da Igor Tudor e successivamente da Luciano Spalletti.
Non è la prima volta che Elkann decide di intervenire dopo una stagione deludente. Dodici mesi fa era stato Cristiano Giuntoli a pagare il prezzo delle decisioni contestate, compreso il cambio in panchina e la cessione di Dean Huijsen, nonostante la qualificazione in Champions conquistata sul campo.
Il dubbio della proprietà: continuità o rivoluzione?
La proprietà ora si trova davanti a un bivio: confermare Comolli puntando sulla continuità oppure avviare un nuovo ribaltone dirigenziale.
Da una parte c’è la delusione per i risultati e per una squadra scivolata dal quarto al sesto posto. Dall’altra resta il timore di ricominciare ancora una volta da zero, dopo anni di continui cambiamenti che non hanno portato i miglioramenti sperati.
Chiellini possibile punto fermo
Nel quadro di una possibile ristrutturazione, l’unica figura considerata realmente stabile sembra essere quella di Giorgio Chiellini, visto dalla proprietà come uomo di riferimento per il futuro juventino.
Le prossime settimane saranno decisive. Elkann tirerà le somme dopo il derby contro il Torino, ma senza la Champions League nessuno può sentirsi davvero al sicuro. Lo riporta Gazzetta.
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