Sconcerti: "Sarri alla Juve oggi non è un esperimento ma una necessità. Dovrà cercare..."
Nel suo editoriale sul Corriere della Sera, Mario Sconcerti ha commentato la conferenza stampa di presentazione di Sarri come nuovo tecnico della Juventus: "È stata molto interessante la prima volta di Sarri alla Juve. Fra le sue mani il calcio sembra sempre una cosa seria, qualcosa tra il filosofico e il popolare ma sempre molto pensata, arrivata da lontano. Le polemiche sulla tuta o i problemi di tradimento, chiedo scusa, ma m’interessano poco, da qualunque parte vengano, così come le frasi di Sarri quando non era alla Juventus. Un buon generale deve rispettare il nemico, ma senza dimenticare di detestarlo. Non esiste solo l’amore a dare forza, anche la rabbia aiuta. Sarri alla Juve oggi non è un esperimento, è una necessità.
Perché il pubblico è ormai televisivo e globale, e quel pubblico vuole vedere bel gioco, vuole che la squadra sia stimata per la sua diversità non per vincere la Coppa Italia. Sarri ha un vantaggio: ha, tranne Ronaldo, tanti mezzi grandi giocatori: Dybala, Bernardeschi, Douglas Costa, Rugani, Bentancur, il vecchio Higuain, Mandzukic, perfino Pjanic. Tutti quasi fuoriclasse che hanno vinto molto rimanendo però a 20 centimetri dalla storia vera. È quei 20 centimetri che Sarri andrà a cercare, gli stessi che i giocatori vorranno portargli".
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