Sconcerti a tmw radio: "Il Napoli può eliminare la Juventus"

Sconcerti a tmw radio: "Il Napoli può eliminare la Juventus"TuttoJuve.com
giovedì 30 novembre 2017, 00:00Altre notizie
di Redazione TuttoJuve

Mario Sconcerti, storica firma del giornalismo italiano e opinionista di TMW Radio è intervenuto nel corso del TMW Radio Night Show: "Torino e Belotti? E' stata una partita dallo svolgimento normale. E' partito forte segnando subito, e poi alla fine del primo tempo segnando ancora. I giovani del Toro entrati nella ripresa sono stati interessanti. Belotti è stato bravo a smarcarsi e meno a segnare. E' un giocatore che sta tornando e si vede più dai movimenti che dal rendimento. Grande occasione per il Napoli? Sì, soprattutto in chiave Juventus. Qui si tratta quasi di eliminarla una andando a +7. Sette punti, con questo passo, sono davvero tanti. Allegri cambierà qualcosa? Io credo che la preparerà all'europea. Con due ali, Mandzukic centravanti e sarà interessante capire la mediana che manderà in campo. Io credo che giocheranno Matuidi e Pjanic e Dybala che partirà appena tra le linee. Una squadra di grandi individualità che però, di squadra, non è all'altezza del Napoli. Alex Sandro? Insostituibile no, perché Asamoah lo sostituisce bene. E' un ruolo particolare. Il terzino sinistro si copre in modo difficile e a volte va inventato. Secondo me si è parlato troppo male di lui, ha giocato meglio di quanto abbiamo detto. Non è stato brillante, gli sono mancati gli ultimi 15 metri. Credo che sia un giocatore molto importante. Gattuso? Era proprio quello che mi aspettavo. Il bello di Gattuso è che ha un modo solo di porsi. Bisognerà vedere cosa porta in uno spogliatoio abitualmente pacato come quello del Milan, un'energia come quella di Gattuso. Secondo me la sostituzione è stata presa quasi in automatico, ma in realtà è molto energica con la squadra che se ne accorgerà. Differenze con Brocchi, Inzaghi e Seedorf? La situazione era opposta perché era ancora il Milan di Galliani e Berlusconi, ovvero con simboli e rappresentati conclamati. Accetti più facilmente soluzioni di transito perché la società è certa. Qui la situazione è nuova e non si conosce il presidente e il vice presidente. Gli esoneri si fanno per fax. La risposa di Yonghong è arrivata via fax. Questo Milan in cui non ci sono re né vassalli, ha poco margine di discussione se non con i risultati.

La gente non ha interlocutori. E' molto più importante dunque la figura di allenatore. Il rinnovo di Icardi? Quando c'è una clausola non c'è contratto. In questo caso serve solo per i pagamenti mensili. Quando hai una clausola e qualcuno la paga te ne devi andare. Se l'Inter vuole Icardi, essendo di fatto l'80% della squadra, gli rinnoverei subito il contratto. Io su uno come Icardi non dovrebbe servire la clausola. Solo se la vuole lui ne parlerei. Adesso il ragazzo è meno ragazzo e può pensare di restare all'Inter 4-5 anni. Non vedo l'utilità della clausola per la società. Io fossi l'Inter chiederei di toglierla davanti all'aumento dell'ingaggio. Giuseppe Rossi? Gli faccio tanti auguri perché è stato molto sfortunato. Mi fa però un minimo di tristezza perché mi sembra il riaprirsi di una storia chiusa. C'è il diritto di farlo, però mi pare non riuscire ad accettare la realtà. Rossi è stato aspettato a lungo dalla Fiorentina e dal calcio e non ci sono stati risultati perché l'uomo è una macchina e quando la macchina perde giri ed è vecchia, è difficile che migliori. Spero solo che sia felice lui e che possa fare felici anche i tifosi genoani. Tommasi per la Federazione? Io credo che i giocatori debbano prendere seriamente in mano il calcio e che invece di parlare sempre dei propri stipendi parlino anche del movimento che li produce. La vera mancanza del calcio italiano sono i giocatori. I tecnici ci sono ma da 20 anni mancano i calciatori. Se un ex calciatore prendesse in mano la responsabilità del calcio, cosa che raramente hanno fatto i calciatori nella storia, e ancora oggi è così, se Damiano Tommasi può essere questo tipo di persona, a me va bene. L'importante è che i giocatori si prendano la responsabilità di quanto sta accadendo. Nemici di Tommasi? Non si può vivere alla grande senza farsi grandi nemici. Io non ho apprezzato l'uscita di Tommasi dal consiglio federale dopo la Svezia, perché non mi è sembrato che si sia preso coscienza del fallimento dei calciatori oltre quello di Tavecchio. Uscire è stata una mossa politica. Adesso, se vuole prendersi questa responsabilità deve partire dalla grande domanda: perché non nascono più grandi calciatori? Loro sanno meglio di noi perché accade. La formula della Coppa Italia? Quando comincia questa competizione, è sempre magra, mentre quando si arriva verso la fine, salva la stagione. Io credo che più che la formula sia un problema di concorrenza. Se parti con più di 50 squadre, è sempre difficile avere qualità, perché arriva quando entrano in gioco le prime otto".