Ravezzani: "Elkann? Ora si gioca la sua ultima carta. E non solo con i soldi per la Juve"
"Sono 250 milioni di euro che John Elkann ha deciso di immettere nuovamente nel bilancio della Juventus per tamponare le perdite che rischiano di mandare il capitale sociale sotto i livelli di guardia. 250 milioni di euro sono tanti, non serviranno per fare una campagna acquisti fantasmagorica, ma danno il segnale importante di una proprietà che, insomma, quando si tratta di aprire il portafoglio non si tira indietro e il portafoglio l'hanno aperto tantissimo gli azionisti Exor". Così inizia il discorso del giornalista Fabio Ravezzani relativo alle ultime vicende in casa Juve, fatto sul proprio canale Youtube.
Ma ha anche specificato: "Pensate che negli ultimi sei anni la Juventus ha dovuto ricapitalizzare per un miliardo di euro, tanti sono stati infatti i passivi. Ma dobbiamo anche dire che mettere i soldi non basta, è sempre un gesto nobile e virtuoso, soprattutto verso i tifosi, i quali tifosi però chiedono poi di vedere vittorie. La Juventus da troppi anni non vince, non vince perché malgrado questa immissione di denaro, che non ha eguali in Italia e in pochi altri casi nel mondo, purtroppo le proprietà che si sono succedute hanno fallito invece sul piano della dirigenza sportiva. Per fortuna nel calcio non vince chi paga di più. Servono anche le competenze, quelle che la Juventus non ha avuto e c'è un dato che è sconvolgente per certi versi: voi pensate che quando la Juventus entrò in borsa nel 2001 c'erano buone speranze di vedere una società ben gestita, che potesse essere anche attrattiva per i tifosi che volessero mettere dei soldi. Ebbene la Juventus che dopo l'ultimo CDA ha avuto un altro crollo del titolo di 10%, che è pesantissimo in Borsa, pensate che la Juventus soltanto in questo 2026 da gennaio a fine settembre ha avuto un calo del suo titolo del 41%. Le azioni Juve erano a 2,90 euro, adesso sono a 1,70 euro, ma la cosa che è più sconvolgente per certi versi è che se andiamo a vedere un ipotetico tifoso juventino che nel 2001 avesse voluto investire qualche soldo, per amore più che per speculazione, per la Juventus, ecco se avesse messo mille euro in quel periodo, sapete quanto avrebbe oggi di quei mille euro cioè 25 anni dopo? 46 euro. E' un disastro assoluto gestionale".
Ravezzani che poi ha spiegato: "Come e quando le cose sono precipitate? Beh, diciamo tutto è iniziato, dobbiamo dire la verità, con l'allontanamento di Marotta. Era felicemente alla Juventus fin quando è stato mandato via nel 2018, per una decisione scellerata da parte di Andrea Agnelli che aveva deciso che bisognava avere solo quarantenni al comando, quarantenni come lui, e riteneva Andrea Agnelli di poter fare meglio di Marotta che in qualche modo ne oscurava anche l'immagine (...) Andrea Agnelli aveva questa idea bizzarra, cioè di fare il colpo della vita, di diventare lui nella leggenda bianconera una delle stelle più fulgenti, portando Cristiano Ronaldo con quella scellerata operazione da 61 milioni di euro l'anno di stipendio più 115 milioni alla Real Madrid".
Mentre su John Elkann ha aggiunto: "Purtroppo ha sbagliato una serie di scelte, che sono rivelate controproducenti. Il miliardo di euro che la Juventus ha bruciato negli ultimi sei anni in parte, diciamo quasi per metà, è anche frutto degli errori di Elkann, il quale fa una prima cosa anche intelligente e cioè prova a prendere Giuntoli, che è stato, se non l'architetto, perlomeno il geometra del Napoli che aveva fatto molto bene. Giuntoli è stata un'operazione sbagliata che ci può anche stare. Il vero problema è stato Comolli, il quale si è presentato pensando di essere il portatore di un nuovo verbo del calcio e ha disintegrato con una serie di operazioni folli la Juventus (...) Adesso la Juve fa un'altra scommessa, perché Carnevali è sicuramente un dirigente navigato che però ha fatto tutta la sua carriera all'interno del Sassuolo, che ha una dimensione ben diversa. Le prime mosse non sono state brillantissime, questo va detto, ma è anche giusto dare loro il tempo di arrivare e di fare le correzioni necessarie. Però una cosa, ecco, va detta a John Elkann. È stato encomiabile il fatto che ancora una volta lui, dimostrando che comunque ci sono degli imprenditori legati all'affetto, che non sono solo fondi che cercano in tutti i modi di ottenere i soldi, di migliorare i conti economici per mettersi in tasca del denaro sulla pelle delle squadre".
E ha concluso dicendo: "Ci sono stati troppi errori e John Elkann, secondo me, si gioca la sua ultima carta, sia con questo mega assegno da 250 milioni, ma anche con i nuovi dirigenti".
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