Del Piero: "Mettevo tutti a tacere in campo. Anche con i gol. Ai miei tempi pregavi di..."

Del Piero: "Mettevo tutti a tacere in campo. Anche con i gol. Ai miei tempi pregavi di..."TuttoJuve.com
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di Daniele Petroselli
L'ex capitano bianconero ha risposto alle domande di 'Drive with us', programma pubblicato sul canale YouTube della Juve

Alessandro Del Piero è stato protagonista di 'Drive with us', programma pubblicato sul canale YouTube della Juve insieme a quello del content creator Ben Black. E ha risposto a domande davvero particolari: "Se ho mai cenato con qualcuno che mi ha fatto dire 'wow sto mangiando con lui'? Ovviamente nel mondo del calcio, ma anche in altri sport. Quali preferisco? Noi calciatori abbiamo un forte legame con altri due sport: tennis e basket. Un altro è il rugby, che appunta in Australia ha una grande tradizione. Ho paura a dirlo ai tifosi australiani, ma tifo per gli All Blacks. Tornando alla cena, ho avuto l'opportunità di cenare a Torino con gli All Blacks ed è stato divertente. Li seguivo, mi piace la loro tradizione e mi piace il mondo del rugby in generale per la fisicità e per le loro tattiche, ma è uno sport in cui devi essere concentrato, rispettoso".

Poi, dopo aver confessato la paura per i ragni e i serpenti (uno incontrato in ritiro quando era in Australia), ha anche confessato dei segreti in cucina: "A me piace l'ananas, ma non sulla pizza. L'ho provata a Los Angeles e il mix tra lievito, pomodoro e ananas non è dei migliori. Ho mangiato migliaia di pizze, la creatività dei pizzaioli italiani è molta. Ci mettiamo di tutto, ma l'ananas proprio no". 

Del Piero che ha svelato anche il suo lato boomer: "Faccio i selfie in orizzontale. Quando lo faccio con i miei figli, mi guardano e dicono: 'Papà che fai? Sei davvero un boomer'. Mi rendo conto che le nuove generazioni sono molto diverse. Negli ultimi 10-20 anni il mondo è cambiato, la comunicazione è cambiata con i social media e questo ha avuto un impatto su di noi, sulla nostra generazione che è cresciuta senza telefonino. Ora è un mondo nuovo, per questo alcune cose che faccio per loro sono strane. Quando avevo 12 anni e vedevo un ragazzo di 35-40 anni mi sembrava vecchio. Ora io ne ho 50 e se mi danno del vecchio mi dà fastidio".

Parlando invece di calcio, ha sottolineato: "Se i giocatori sono molto competitivi? Sì, non esistono amichevoli, neanche nel pre campionato, c'è sempre un po' di competizione. A volte gioco partite di beneficenza e all'inizio sorridiamo tutti, poi sei lì e nessuno vuole perdere. Ora sto imparando a giocare a padel, è un gioco divertente. Il fatto di avere la parate vetrata alle spalle ricorda un po' quando giocavo. A volte la palla arriva e devi girarti rapidamente e riposizionarti al meglio. Nel momento in cui riesci a capire come funziona, riesci a giocare decentemente con i tuoi amici. Poi è importante parlare. Se parlavo tanto in campo? No, non sono alto, non sono grosso e affrontavo sempre gente più alta e più grossa di me. Non sono mai stato quello che iniziava a litigare, ma sicuramente ero io a mettere tutti a tacere. Con i gol? Nella maggior parte dei casi quella è la risposta migliore. Un tempo il calcio era diverso da oggi. Si possono dire ancora molte cose in campo, ma con dei limiti, ma ai miei tempi volavano parole grosse, i contrasti erano duri. Pregavi di essere tutto intero a fine partite, alcuni interventi in scivolata erano davvero duri".