Perin: “Quando giochi nella Juve è un altro sport. La cosa più importante è rispettare la tradizione del club perché…”
Mattia Perin è intervenuto al Podcast WSA Confidential su YouTube, soffermandosi sulle grandi pressioni che ci sono nel giocare alla Juventus: "Avere la pressione ti deve dare orgoglio. Se giochi in una squadra che ha tutta quella pressione, devi essere orgoglioso, perché vuol dire che hai raggiunto i massimi livelli dello sport che ami, del lavoro che pratichi. Quindi, io dico sempre giocare nella Juve... Voglio dire Juve, Inter Milan è un altro sport perché ogni pallone, ogni neanche ogni azione, ogni pallone ha un peso specifico differente che in tutte le altre squadre. Secondo me i giocatori che hanno giocato nella Juve e in altre squadre, nel Milan, in altre squadre, nell'Inter, in altre squadre, ti dicono la stessa cosa. C'è un'aspettativa per i campioni che ci sono stati, per quello che hanno vinto queste squadre, un'aspettativa talmente alta che è quello da solo che ti crea la pressione e quindi ti dico, non è che ogni azione pesa, ogni pallone che tu tocchi, ogni pallone che tu guardi, ha un peso specifico differente. In allenamento e al centro sportivo, come tu approcci, come tu rispetti la cultura, la tradizione e l'energia di questa società, di quanto tu sei disposto a entrare a far parte di quel meccanismo che se non sei se non hai un carisma, una personalità grande, ti risucchia e ti sputa fuori senza neanche accorgertene.
E devi avere i piedi non attaccati a terra, radicati. Praticamente io mi immagino delle radici che escono dai miei piedi e vanno fino in fondo al nucleo della terra e si inerpicano e per farmi rimanere radicato e con i piedi per terra, sia nei momenti di tempesta e di burrasca che nei momenti di esaltazione, ti permettono di rimanere lì e percepire ogni piccolo spostamento. È giocare un altro campionato, dai. È è un'altra cosa. Tu respiri, entri lì dentro, Ale (Lucci, ndr) anche c'è stato comunque nel centro sportivo quando vieni a vedere respiri proprio una esigenza di vittoria che è folle, è folle, però io sono stato fortunato perché sono arrivato in una Juventus che c'erano Chiellini, Bonucci, Barzagli, cioè dei totem e se sei un pochino intelligente guardi loro e e per osmosi, respiri cosa poi tu devi riportare agli altri. Però per me la cosa più importante è rispettare la tradizione, la cultura e l'energia di nel mio caso della Juventus, perché quando tu rispetti quelle cose lì, credendo, crediamo noi nelle energie sottili, ti torna dietro qualcosa da quella energia". (© Tuttojuve.com - Trascrizione a cura della nostra redazione. Riproduzione del virgolettato consentita solo previa citazione della fonte Tuttojuve.com)
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