Nuove ali, Alajbegovic ora può brillare
Kerim Alajbegovic sta iniziando a prendersi la Juventus. Un dribbling alla volta, senza accelerare eccessivamente i tempi ma mostrando partita dopo partita qualcosa in più del talento che ha convinto i bianconeri a investire 30 milioni di euro su di lui.
Il bosniaco ha appena compiuto 19 anni e Luciano Spalletti sa perfettamente che pretendere tutto e subito sarebbe un errore. Ma la situazione della rosa gli sta offrendo un'occasione difficile da ignorare. Con Kenan Yildiz e Jérémie Boga indisponibili ancora per circa un mese, sulla corsia sinistra gli spazi aumentano. Meno concorrenza, più minuti e soprattutto la possibilità di trovare quella continuità indispensabile per trasformare un giovane di talento in un protagonista.
Dalla panchina di Frosinone a quattro gare consecutive da titolare
L'inserimento di Alajbegovic è stato progressivo. La sua avventura juventina è cominciata con la panchina a Frosinone. Poi è arrivato l'esordio all'Allianz Stadium entrando nella ripresa. Da quel momento Spalletti ha iniziato ad affidarsi sempre di più al bosniaco: nelle quattro partite successive Alajbegovic è sempre partito titolare. Un segnale importante. La Juventus non ha investito una cifra considerevole pensando esclusivamente al futuro. Il ragazzo deve crescere, certamente, ma può essere utile già nel presente.
All'inizio troppa timidezza
Le prime apparizioni hanno mostrato un Alajbegovic quasi eccessivamente prudente. Una situazione comprensibile secomdo Gazzetta.
Cambiare squadra, arrivare alla Juventus a 19 anni e ritrovarsi immediatamente sotto i riflettori significa dover gestire pressioni completamente nuove.Inizialmente il bosniaco sembrava pensare troppo prima di effettuare la giocata.Poi è arrivata quasi la reazione opposta: qualche dribbling forzato, il desiderio di dimostrare immediatamente le proprie qualità e alcune iniziative non sempre necessarie. Era semplicemente la fase di adattamento.
Adesso qualcosa sta cambiando.
Il gol contro il NEC ha mostrato cosa può diventare La prima vera fotografia del talento di Alajbegovic è arrivata in Europa League.Contro il NEC Nijmegen il bosniaco ha trovato il suo primo gol juventino con una conclusione potente di destro che ha fatto esplodere l'Allianz Stadium.Una rete importante non soltanto per il risultato.Quel gol ha mostrato personalità, tecnica e soprattutto la capacità di assumersi responsabilità negli ultimi metri.Esattamente quello che Spalletti gli chiede.
Dribbling e velocità: ora manca l'ultima scelta
Nelle altre partite sono arrivati diversi segnali interessanti. Alajbegovic possiede una caratteristica particolarmente preziosa nel calcio moderno: riesce a creare superiorità numerica. Quando punta l'avversario può saltarlo e aprire improvvisamente uno spazio nella difesa. Il prossimo passaggio riguarda l'efficacia.Dopo il dribbling bisogna trovare la conclusione giusta, l'assist o la scelta capace di trasformare una buona iniziativa in un'occasione concreta. È probabilmente questo il principale margine di crescita del bosniaco.
Le assenze di Yildiz e Boga cambiano tutto
Il calendario, paradossalmente, può aiutarlo. L'assenza contemporanea di Yildiz e Boga riduce notevolmente le alternative a disposizione di Spalletti sulla sinistra.Alajbegovic avrà quindi la possibilità di giocare.E per un ragazzo di 19 anni la continuità può essere più importante di qualsiasi allenamento.
Non dovrà avere l'ossessione di sostituire Yildiz né quella di giustificare ogni volta i 30 milioni investiti dalla Juventus.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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