Milan, Pioli si presenta: "Il mio slogan è vincere. Critiche? Stimolo ulteriore"

09.10.2019 14:40 di Edoardo Siddi Twitter:    Vedi letture
Milan, Pioli si presenta: "Il mio slogan è vincere. Critiche? Stimolo ulteriore"

Stefano Pioli si presenta da nuovo allenatore del Milan. Milannews.it ha riportato in diretta la sua conferenza, ecco quanto evidenziato dai colleghi: 

Le prime parole: "Arrivo qui con entusiasmo e passione. Sono convinto che possiamo fare un grande lavoro".

Quale scelta del suo passato non farebbe più?

"Da ogni esperienza si impara sempre qualcosa. Possiamo fare bene, solo con il lavoro e qualche sacrificio si possono raccogliere risultati positivi. In passato forse ho mollato in qualche occasione, ma adesso non capiterà più".

Che allenatore è?

"Sono molto esigente, ma dò importanza anche ai rapporti personali".

Qual è il suo slogan?

"Vincere".

Su cosa dovrete lavorare?

"Bisogna lavorare su diverse cose. Nei prossimi giorni guarderò più le partite del Lecce che quelle del Milan. Dobbiamo avere la consapevolezza che siamo il Milan, non dobbiamo avere ansia, ma trasformare tutto ciò in qualcosa di positivo".

Quale modulo userà?

"I numeri interessano di più a voi che a me. Abbiamo delle caratteristiche da sfruttare, l'importante è avere una determinata identità di squadra".

Come farai ad entrare nella testa dei giocatori?

"Giocare con qualità e intensità, questo è il calcio moderno. Si parla tanto di bel gioco, noi vogliamo essere aggressivi in avanti e recuperare il prima possibile il pallone".

Cosa ci dice di Leao e Suso?

"Leao ha un grande potenziale, deve essere sfruttato. Tutti si devono sentire coinvolti. Suso è un giocatore di qualità indiscutibile, bisogna fargli giocare tanti uno contro uno. Può fare molto bene".

Cosa pensa di Piatek e Paquetà? 

"Piatek è molto efficace dentro l'area, poi come ogni attaccante è condizionato dal resto dell'area. Lui è un bomber, ma ci sono anche tanti altri giocatori che possono fare gol. Paquetà è una mezzala di qualità e di quantità. Mi piace spostare i giocatori durante la gara, può giocare anche tra le linee. Ha diversi gol nelle gambe, è bravo ad inserirsi".

Si possono fare dei paragoni per la sua esperienza all'Inter?

"E' sbagliato comparare le varie esperienze, cambiano tante cose. Non mi guardo mai alle spalle, guardo sempre avanti. Voglio conoscere in fretta i giocatori e iniziare subito a lavorare".

Ha visto giocatori bloccati?

"Difficile giudicare da fuori. Io sono quello che voglio vedere io, ci sono i giocatori per la mia interpretazione delle partite. Abbiamo bisogno di giocatori che diano tutto".

Quali sono le caratteristiche di questo Milan che le piacciono? 

"Ci sono giocatori che possono risolvere le partite. Possiamo mettere in mostra un gioco intraprendente. C'è grande concorrenza, le altre squadre sono ben preparate, ma dobbiamo avere coraggio e insieme dobbiamo mettere qualcosa in più per far risaltare le nostre qualità".

Questa squadra può arrivare al quarto posto?

"Noi dobbiamo lottare per andare in Champions".

Su cosa deve intervenire?

"Ho visto tutte le partite del Milan, anche se sono stato contattato dal club solo lunedì sera. Devo conoscere i giocatori, sono molto esigente con loro e con me stesso. Non sopporto la superficialità e la poca ambizione. Dobbiamo dare il massimo per ottenere grandi risultati. Subentro a 31 partite dalla fine quindi c'è tempo per lavorare e fare bene. Il tempo non deve essere il nostro nemico, ma il nostro alleato".

Lei è un potenziatore?

"Io mi adatto ai miei giocatori. Devono migliorarli individualmente per farli crescere anche come collettivo. Ci sono tutte le condizioni per fare bene, compreso l'appoggio della società. I tifosi sono esigenti, è giusto che sia così, dobbiamo essere all'altezza".

Quali sono le sue sensazioni?

"Sono ottimista, lotteremo per il Milan. Devono essere convinti anche i giocatori. Bisogna tenere duro nei momenti difficili, lavorare con intensità, per diventare una squadra coesa il prima possibile".

Cosa dice della sua fede interista?

"Non sono sui social, ognuno è libero di dire quello che penso, anche se preferisco le persone che lo fanno guardando negli occhi. Il passato è passato, ero un ragazzino, ora sono un adulto, un professionista che ha grande voglia di fare bene".

Tre cose che vuole vedere nel suo Milan?

"Idee, intensità e spregiudicatezza".

Pensa che ci sia qualcosa del lavoro di Giampaolo che si può tenere?

"E' difficile dirlo. Giampaolo è un bravo allenatore, ma è diverso da me. Io dovrò essere bravo a far arrivare il prima possibile alla squadra le mie idee. Partiamo da un buon livello, ci sono ragazzi di valore, Marco ha lavorato bene e questo è importante. Vorrei far giocare un calcio che i ragazzi abbiamo il piacere di giocare. Io devo aiutarli a farlo".

Le proteste dei tifosi?

"Ho rispetto per i tifosi e loro hanno diritto di critica, ma per me è uno stimolo ulteriore. Ci sarà da lavorare sia sulla testa dei giocatori che sulla disposizione in campo, saranno dieci giorni importanti e cercherò di sfruttare qualsiasi istante".