Milan, Cardinale interviene: senza Champions sarà rivoluzione

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di Redazione TuttoJuve
Cardinale interviene sul futuro del Milan: senza Champions sarà rivoluzione. Conferma gli investimenti sul mercato e indica nell’Inter il modello da seguire.

Dopo settimane di silenzio, Gerry Cardinale torna a parlare e sceglie Londra per riunire i vertici del AC Milan. Dalla capitale britannica il proprietario rossonero ha anche rilasciato la sua prima intervista a due quotidiani italiani, un segnale che evidenzia la volontà di avvicinarsi maggiormente al pubblico e ai media nazionali. Ne parla Il Giornale. 

Le sue dichiarazioni offrono diversi spunti: un riferimento al pesante 5-0 subito dall’Inter contro il Paris Saint-Germain, alcuni chiarimenti sulla gestione economica e una riflessione profonda sul futuro tecnico e societario del club.

Allegri al centro del progetto

Tra i nomi citati con maggiore frequenza c’è quello di Massimiliano Allegri. Cardinale ha parlato di recenti confronti con il tecnico, ribadendone il ruolo centrale nonostante il brusco calo di rendimento della squadra. Un segnale importante, soprattutto dopo le indiscrezioni che nelle ultime settimane avevano alimentato dubbi sul futuro dell’allenatore e sull’assetto dell’area sportiva.

Cardinale: “Fallimento senza Champions”

Il passaggio più netto riguarda la qualificazione alla UEFA Champions League. Cardinale ha definito un eventuale mancato accesso alla competizione come un vero e proprio “fallimento”, attribuendo la responsabilità non solo alla squadra e allo staff tecnico, ma anche al management. Una presa di posizione che coinvolge l’intera struttura decisionale del club, con l’unica eccezione dell’area commerciale.

Il rimpianto del mercato di gennaio

Nelle parole del proprietario manca però un riferimento a quanto accaduto durante il mercato invernale. In quella fase, alcuni rinforzi avrebbero potuto dare maggiore solidità alla rosa, soprattutto dopo l’infortunio di Niclas Füllkrug. All’epoca, in casa Milan era circolata la frase «non c’è un euro», salvo poi valutare l’operazione per Jean-Philippe Matetanegli ultimi giorni della sessione.

Tutti i proventi delle cessioni reinvestiti”

Nel difendere la propria gestione, Cardinale ha dichiarato: «Dei soldi ricavati dalle cessioni non ho incassato un euro, li ho tutti reinvestiti sul mercato!».Una precisazione che riguarda le operazioni successive alle partenze di Sandro Tonali e Tijjani Reijnders. I ricavi sono stati effettivamente destinati a nuovi acquisti e alla produzione di plusvalenze, contribuendo al miglioramento dei bilanci.

Il limite del modello Milan

Il problema, tuttavia, non riguarda tanto l’entità degli investimenti quanto il modo in cui sono stati utilizzati. La strategia adottata ha portato a una continua sostituzione dei giocatori chiave, impedendo la costruzione di un gruppo stabile e riconoscibile.La mancanza di continuità ha progressivamente indebolito la struttura tecnica della squadra.