Milan, Amorim: "La Juve è stata superiore a noi nei dettagli"

Milan, Amorim: "La Juve è stata superiore a noi nei dettagli"TuttoJuve.com
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di Fabiola Graziano
Il tecnico rossonero ha utilizzato il pareggio contro i bianconeri di Luciano Spalletti per spiegare cosa significa giocare bene.

Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Lecce, il tecnico rossonero Ruben Amorim, la cui panchina è sempre più in bilico dopo gli scarsi risultati ottenuti in questo avvio di stagione, dove ha collezionato anche un pareggio contro la Juventus, si è servito proprio del match contro i bianconeri per spiegare cosa significa per lui giocare bene.

"Contro la Juventus ci abbiamo provato, ma quel giorno loro sono stati superiori a noi nei dettagli, nonostante avessimo avuto più possesso palla rispetto agli altri - ha dichiarato Amorim - Contro la Lazio è stata una partita completamente diversa tra il primo e il secondo tempo, ma non vedrete mai la nostra squadra stare a guardare la gara. A volte possiamo pressare non nel migliore dei modi, ma l'intenzione c'è sempre. Guardando la sfida con il Benfica, tra le due squadre quella che ha aspettato di più l'errore dell'avversario è stata il Benfica, non noi. Noi abbiamo cercato di pressare e questo ci ha creato qualche problema in più, proprio perché loro erano molto compatti. Quindi non credo che ci sia stato un calo: magari cambia l'avversario o tentiamo giocate diverse in base a chi affrontiamo, motivo per cui non riusciamo a creare così tante occasioni. Se però analizzate le partite, che sia la Lazio o la Juventus, persino in quelle occasioni abbiamo avuto maggior possesso palla. Siamo sempre noi la squadra che prova a controllare e a dominare il gioco: l'intenzione c'è sempre, poi sulla fluidità di manovra siamo un po' altalenanti. Tutto qui, ma l'atteggiamento non cambia. E se guardate quale squadra fa più tocchi in area di rigore... alla fine non importa a nessuno, a dire il vero nemmeno a me. Certo, io un'idea me la sono fatta, ma abbiamo avuto più tocchi in area, più tiri, dieci calci d'angolo a uno e il 60% di possesso palla. È stata forse la partita in cui siamo stati più vicini alla loro area: specialmente nel secondo tempo loro difendevano a ridosso del limite, e serve tempo per creare occasioni quando trovi dieci giocatori stipati in un quarto di campo. Eppure stiamo dominando le partite. Se c'è stata una squadra che ha cercato di pressare il portiere e di aggredire ogni pallone, quella siamo stati noi. Forse dobbiamo ancora imparare, dobbiamo migliorare anche in questo per trovare il giusto equilibrio ed essere capaci di cambiare registro quando serve. Ci stiamo lavorando e stiamo cercando di trovare le soluzioni adatte".