Il mercato manda un messaggio alla Juventus

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di Fabio Moretti
La Juventus deve fare ancora qualcosa

Il successo non può rallentare il lavoro della dirigenza. La rosa ha ancora bisogno di essere completata con almeno un centrocampista, un laterale sinistro e un’altra punta.

In mezzo al campo manca una figura capace di assumersi responsabilità nei momenti di difficoltà. Kessié porterebbe esperienza e fisicità, anche se la Juventus continua a valutare eventuali alternative con maggiore qualità nella costruzione.

Sulla fascia serve un giocatore che possa alternarsi con Cambiaso. Davanti, invece, Spalletti vuole un centravanti con caratteristiche differenti rispetto a Kolo Muani: più presente nell’area e maggiormente efficace contro le difese chiuse.

Rinviare gli interventi potrebbe costringere il club a tornare sul mercato a gennaio, quando le opportunità sarebbero inferiori e i costi più elevati.

David e Milik, un segnale chiaro

La presenza in panchina di Jonathan David e Arkadiusz Milik senza alcun impiego racconta una situazione precisa. Entrambi occupano spazio nel reparto, ma non sembrano essere le soluzioni individuate da Spalletti per completare l’attacco, come riporta Gazzetta.

Le loro eventuali partenze potrebbero liberare la strada al nuovo numero 9. Zirkzee e Sorloth restano tra i profili considerati, pur con caratteristiche e costi differenti.

Anche Alajbegovic rimane inutilizzato. Il giovane può rappresentare una risorsa importante, ma non può essere considerato la soluzione immediata a tutti i problemi della squadra.

Una Juventus ancora incompleta

Non tutto è negativo. La squadra ha vinto, Bremer è tornato decisivo, Conceição ha mostrato qualità e Douglas Luiz ha offerto segnali incoraggianti. Nel primo tempo si sono visti momenti di calcio interessante.

La sensazione complessiva, però, è quella di una formazione non ancora completata. La Juventus possiede buoni interpreti, ma manca di continuità, concretezza e leadership.

Spalletti ha tempo per lavorare e la società ha ancora alcuni giorni per intervenire. Il successo di Frosinone offre serenità, ma non deve diventare un alibi.

La nuova Juventus ha cominciato con tre punti. Per diventare davvero diversa da quella dello scorso anno dovrà però imparare a segnare, gestire e chiudere le partite senza aspettare una traversa al 93’.