Il bomber è Bremer

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di Fabio Moretti
La Juventus vince a Frosinone grazie a Bremer, ma fallisce almeno sette occasioni e rischia al 93’. Spalletti richiama Kolo e chiede un altro 9.

La Juventus conquista i primi tre punti sul campo del Frosinone, ma trasforma una partita dominata in una sofferenza fino al recupero. Bremer segna il gol decisivo, mentre Kolo Muani e Conceição falliscono ripetutamente il raddoppio. La traversa di Calvani al 93’ riporta in superficie i vecchi fantasmi. Spalletti chiede maggiore concretezza e aspetta un altro centravanti. Ne parla Gazzetta. 

Sette occasioni da gol e una sola rete. Il dato riassume la contraddizione della Juventus vista sul campo del Frosinone: una squadra capace di costruire molto, controllare a lungo la partita e arrivare con facilità negli ultimi metri, ma ancora troppo fragile nel momento decisivo.

Se anche soltanto una parte delle opportunità prodotte fosse stata trasformata, la lettura della prestazione sarebbe completamente diversa. La formazione di Luciano Spalletti avrebbe potuto chiudere il confronto con largo anticipo, risparmiare energie e mandare un segnale importante alle concorrenti.

Invece il risultato resta fermo sull’1-0 e il Frosinone arriva a pochi centimetri dal pareggio al 93’. I tre punti cancellano le conseguenze, non il problema.

Bremer, il difensore con l’istinto del bomber

L’unico giocatore capace di trovare la porta è Gleison Bremer. Il brasiliano sfiora inizialmente il vantaggio con un colpo di testa uscito di pochissimo, poi al 22’ sfrutta il pallone servito da Conceição e supera Palmisani.

Il centrale dimostra tempismo, forza e determinazione. Attacca l’area con la convinzione di un centravanti e firma la rete che decide la partita.

La Juventus ritrova così un leader difensivo e una risorsa fondamentale sulle palle inattive. Bremer, però, non può diventare il principale finalizzatore di una squadra costruita con numerosi giocatori offensivi.

Il suo gol rappresenta una certezza, ma evidenzia anche il paradosso: nello Stirpe soltanto il difensore ha mostrato il necessario killer instinct.

Sette occasioni buttate

La Juventus costruisce una sequenza impressionante di opportunità senza riuscire a chiudere il conto. Bremer manda fuori di poco prima del vantaggio, Kolo Muani fallisce un gol da distanza ravvicinata e successivamente colpisce il palo.

Yildiz trova la risposta di Palmisani, mentre nella ripresa Conceição calcia alto da posizione favorevole e conclude a lato un’altra grande azione personale. Anche Kolo Muani viene nuovamente fermato dal portiere ciociaro.

Non tutti gli episodi presentano lo stesso livello di difficoltà, ma il quadro complessivo è evidente. Alla Juventus è mancata precisione e, soprattutto, la volontà feroce di completare l’azione.

Kolo Muani sotto esame

La prestazione di Randal Kolo Muani offre aspetti positivi sul piano del movimento. Il francese attacca la profondità, protegge il pallone e mette in difficoltà i difensori attraverso la propria velocità.

Davanti alla porta, però, sbaglia troppo. L’occasione fallita nel primo tempo è particolarmente grave e il palo non basta a riequilibrare il giudizio.

Spalletti lo difende, ma allo stesso tempo lo richiama pubblicamente:

«Si deve rendere conto che non gioca da due anni e un motivo ci sarà. A volte si crede di un livello eccezionale, ma queste sono partite in cui bisogna portare a casa dei gol».

È un messaggio diretto. La Juventus ha scelto Kolo Muani per affidargli la responsabilità dell’attacco e si aspetta una produzione realizzativa da centravanti di alto livello. Muoversi bene non basta: nelle gare favorevoli deve segnare.

Conceição crea, ma non chiude

Anche Francisco Conceição vive una partita divisa tra grandi meriti e importanti rimpianti. Il portoghese domina la fascia destra, salta ripetutamente il proprio avversario e serve a Bremer il pallone decisivo.

Le sue accelerazioni producono calci d’angolo e costringono il Frosinone a difendere molto basso. Nella ripresa, però, l’esterno fallisce due occasioni che avrebbero chiuso definitivamente l’incontro.

La prestazione resta positiva, ma il salto di qualità passa dalla finalizzazione. Conceição deve trasformare la propria imprevedibilità in un numero superiore di gol e assist.

La traversa riporta i vecchi fantasmi

Il problema degli sprechi diventa evidente nel recupero. La Juventus, dopo avere avuto il controllo della partita, si ritrova a difendere un vantaggio minimo e a respingere gli ultimi tentativi del Frosinone.

Al 93’ Calvani colpisce la traversa di testa. Perin è battuto e soltanto il legno impedisce ai padroni di casa di trovare un pareggio che avrebbe avuto il sapore della beffa.

In quell’istante riemergono le paure della scorsa stagione: buone prestazioni non completate, partite lasciate aperte e punti persi per mancanza di concretezza.

Questa volta la Juventus viene salvata dalla traversa. Contro avversari più forti potrebbe non ricevere lo stesso aiuto.

Vicario, soltanto crampi

Il finale è reso ancora più complicato dall’uscita di Guglielmo Vicario. Il nuovo portiere bianconero avverte forti crampi ai polpacci e non riesce a terminare l’incontro.

Spalletti inserisce Mattia Perin, ormai destinato al Palermo. Le condizioni di Vicario non destano particolare preoccupazione: il problema è legato alla fatica e al lungo periodo senza partite ufficiali.

Il debutto resta comunque positivo. Vicario si mostra attento quando viene chiamato in causa e contribuisce alla prima porta inviolata stagionale.

Spalletti vuole un altro numero 9

La gara dello Stirpe rafforza la necessità di completare l’attacco. Il tecnico vuole una punta con caratteristiche differenti rispetto a Kolo Muani, maggiormente efficace dentro l’area e nel gioco aereo.

«Mercato? Cerchiamo un numero 9 con caratteristiche diverse».

Il francese ama attaccare lo spazio, mentre la Juventus ha bisogno anche di un riferimento utilizzabile contro le difese chiuse. Negli ultimi venti minuti di alcune partite serviranno peso, centimetri e capacità di trasformare cross e palloni sporchi.

Zirkzee e Sorloth restano tra i profili valutati, ma qualsiasi operazione dipende dalle uscite di Jonathan David e Arkadiusz Milik.

Miretti verso il Besiktas, Kessié si avvicina

Anche il centrocampo può cambiare negli ultimi giorni della sessione. Fabio Miretti è seguito dal Besiktas e può partire in prestito con diritto di acquisto.

La Juventus spera di costruire un’operazione da circa 12 milioni di euro complessivi. La sua uscita libererebbe spazio e risorse per un nuovo ingresso.

Il principale obiettivo rimane Franck Kessié, considerato il rinforzo adatto per aumentare forza, esperienza e capacità d’inserimento. La partenza di Miretti, insieme a eventuali altri movimenti nel reparto, potrebbe favorire l’accelerazione decisiva.