Damascelli: “Tante regole poco chiare”
Il collega Damascelli su il Giornale.
Che bello vedere gli arbitri che contano con le dita, uno, due tre, so- no figli tutti di Alberto Manzi a Non è mai troppo tardi.
E’ il ridicolo infantile di un calcio voluto da Infantino e Collina, attori principali delle riforme di regolamenti e simili che hanno ridotto questo meraviglio- so sport in un luna park. Li abbiamo visti in azione, fischietto, telecamera, auricolare, bomboletta con spray tipo schiuma da barba, dirigere, con la tabellina orale, partite mosce, inguardabili, insomma la nostra serie A. Hanno vinto, l’Inter campione, il Napoli concorrente al titolo, le altre a ruota, Juventus e Ata- lanta, anche il Milan il cui successo sul Torino dell’acufenico Cairo non è mai una notizia, ma fa strano, ai docenti, il pari del Como nella trasferta di Udine, partita esemplare per l’allenatore della nazionale, ventidue calciatori in campo un solo italiano, Zaniolo però sostituito da un altro nostrano, Liberali.
Cambiano i regolamenti, complicano le partite, confondono i tifosi ma la Serie A resta una sagra paesana, dicono per il caldo e per il fatto che alle prime giornate le squadre siano imballate, la preparazione non finita e i calciatori, invece, sfiniti dopo un’ora scarsa di gioco giacciono tramortiti al minimo respiro.
Al primo giro subito polemiche arbitrali, un campione demondo, De Rossi Daniele, dice di non avere mai visto una cosa del genere in vita sua (fallo di De Bruyne su Vasquez), detto da chi aveva quel tipo di interventi nel proprio bagaglio privato;siamo già fuori registro, stasera si attendono risposte dalle due della capitale.
Direttore: Claudio Zuliani
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