Marotta: “Non ero d’accordo di prendere Ronaldo, con Agnelli in buoni rapporti, chi parla di Marotta League è un leone da tastiera”
Cinquant’anni nel mondo del calcio, dai primi passi al Varese fino alla presidenza dell’Inter. Beppe Marotta guarda indietro a Gazzetta con orgoglio a una carriera costellata di successi, culminata con i recenti trionfi nerazzurri tra campionato e coppa nazionale. Il dirigente lombardo ha ripercorso le tappe principali della sua lunga esperienza, ricordando gli inizi da giovanissimo dirigente e il percorso che lo ha portato a diventare uno dei manager più vincenti nella storia del calcio italiano.
Dai palloni gonfiati a Masnago alla guida dell’Inter
Marotta ha raccontato il legame profondo con Varese, città nella quale è cresciuto e dove ha iniziato a frequentare lo stadio fin da bambino. Prima aiutava il magazziniere nelle attività quotidiane, poi arrivò la prima opportunità dirigenziale grazie alla famiglia Borghi. Terminato il liceo classico, mentre coltivava la passione per il calcio e per il giornalismo sportivo, aveva già le idee chiare sul proprio futuro: diventare dirigente.
Il primo colpo di mercato
Tra i ricordi più significativi emerge l’arrivo di Michelangelo Rampulla al Varese, intuizione che si rivelò vincente e che ancora oggi rappresenta uno dei primi successi della sua carriera da uomo mercato. Da Monza a Como, passando per Ravenna, Venezia, Atalanta, Sampdoria, Juventus e Inter, ogni tappa ha lasciato qualcosa di importante. Tra i momenti più emozionanti, Marotta indica la promozione in Serie A conquistata con il Venezia, celebrata con una suggestiva traversata nella laguna veneziana.
Il capitolo Juventus e la rinascita all’Inter
Marotta ha confermato di non aver condiviso la scelta della Juventus di investire su Cristiano Ronaldo nel 2018, pur precisando che quella non fu la vera ragione della separazione dal club bianconero. "Non ero d’accordo, ma non è stato per quello. Diciamo che quando la proprietà fa un passo avanti, il manager deve fare un passo indietro... Della Juventus ricordo tanti momenti belli e con Andrea Agnelli sono rimasto in buoni rapporti
L’addio a Torino rappresentò uno dei momenti più difficili della sua vita professionale, ma il giorno successivo arrivò il messaggio di Steven Zhang che aprì le porte dell’Inter. "«Tornai a casa, incassando la più grande delusione della mia vita, senza avere alcun impegno. Ma il giorno dopo, esattamente il giorno dopo, mi arrivò un messaggio da un numero a me sconosciuto firmato Zhang... Chiamai subito Urbano Cairo per farmi confermare che quello era davvero il numero di Zhang. E così sono ripartito come ad dell’Inter. E poi è arrivato il fondo Oaktree, nei confronti del quale nutro un’immensa riconoscenza. Ho grande stima per il loro approccio profondamente collaborativo e sinergico col club. A loro devo gratitudine per avermi offerto l’opportunità di diventare Presidente, chiudendo così, nel modo più bello, il cerchio della mia carriera».
La risposta alle polemiche sulla “Marotta League”
Il numero uno nerazzurro ha respinto le accuse e le ironie che spesso circolano sui social network.
A suo giudizio, molte critiche nascono da giudizi superficiali e da una scarsa conoscenza del lavoro svolto nel corso degli anni. Marotta ha inoltre evidenziato come nel calcio sia spesso difficile accettare il successo altrui. «Grazie per questa domanda. Penso che sui social abbondino quei leoni della tastiera che non sanno nulla delle persone di cui parlano e del percorso che queste persone hanno fatto. Si fa in fretta a giudicare senza conoscere. Così si mette solo fango nel ventilatore»
Il sogno finale: vincere la Champions League
Nonostante una bacheca già ricchissima, c’è ancora un obiettivo che manca. Marotta ha ricordato di aver assistito da ragazzo al trionfo dell’Inter nella Coppa dei Campioni del 1965 contro il Benfica. Oggi il desiderio è quello di riportare il club sul tetto d’Europa. Una missione che considera l’ultimo grande traguardo della propria carriera, tanto da scherzare sul fatto che solo dopo una vittoria in Champions potrebbe davvero pensare al ritiro.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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