Pirlo, la missione più difficile
Più che trovare un nuovo commissario tecnico, l'Italia ha bisogno di ritrovare sé stessa. È questa la vera sfida che attende Andrea Pirlo, sempre più vicino alla panchina azzurra, dopo anni di risultati deludenti e di un'identità smarrita, il compito dell'ex regista non sarà soltanto scegliere un modulo o convocare i giocatori migliori. La priorità sarà ricostruire una squadra capace di riconoscersi in un'idea di calcio e di trasmettere entusiasmo a un ambiente profondamente deluso. Ne parla il Giornale.
Oltre lo scetticismo
La candidatura di Pirlo continua a dividere tifosi e addetti ai lavori, c'è chi considera la sua una scelta coraggiosa e chi, invece, avrebbe preferito un allenatore con maggiore esperienza internazionale. Ma, al di là delle polemiche, il nuovo ct dovrà dimostrare di meritare la fiducia ricevuta esclusivamente attraverso il lavoro quotidiano, le discussioni accompagneranno inevitabilmente il suo percorso, ma sarà il campo a fornire le risposte.
Pirlo, invece, potrebbe riportare al centro un concetto molto più semplice: la qualità del gioco. Far tornare l'Italia a palleggiare con personalità, a costruire azioni, a valorizzare il talento dei propri calciatori.
Prima del 4-3-3 o del 3-5-2 servirà recuperare i fondamentali: intensità, tecnica, coraggio e capacità di prendere decisioni con il pallone tra i piedi.
La personalità come punto di forza
Da calciatore Andrea Pirlo ha costruito la propria carriera senza mai alzare i toni, l eader silenzioso, ha sempre lasciato parlare il pallone. Anche da allenatore mantiene uno stile sobrio, lontano dai protagonismi, ma chi lo conosce racconta di una personalità forte e di idee molto precise, sarà questa autorevolezza, più che la voce alta, a dover guidare il gruppo azzurro.
Direttore: Claudio Zuliani
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