Lilian Thuram: "In Italia oggi si parla di più di razzismo, è una buona cosa"
Lilian Thuram è intervenuto al World Decolonization Forum di Istanbul commentando il tema del razzismo nel calcio e nella società, soffermandosi anche sulla sua esperienza in Italia durante gli anni da calciatore con Parma e Juventus.
“Oggi se ne parla di più rispetto al passato”
L’ex campione del mondo ha sottolineato un cambiamento nella sensibilità pubblica: “Credo che oggi in Italia la gente parli molto di più del problema del razzismo rispetto a quando giocavo io e questa è una buona cosa”. Thuram ha ricordato come il tema resti centrale nel dibattito sportivo e sociale, soprattutto in relazione agli episodi vissuti durante la sua carriera.
Le esperienze in Italia e il tema delle discriminazioni
L’ex difensore ha raccontato di aver subito episodi di razzismo in Italia ai tempi di Parma e Juventus, episodi che ha definito ricorrenti e inaccettabili.
“Quando si parla di razzismo anche solo una volta è troppo”, ha ribadito, aggiungendo però che l’Italia resta per lui un “secondo Paese”, anche perché vi sono nati i suoi figli, tra cui Marcus Thuram, attaccante dell’Inter.
Educazione e cultura contro il razzismo
Thuram ha poi insistito sull’importanza dell’istruzione come strumento principale di contrasto alle discriminazioni: “Per distruggere questa cultura razzista bisogna avere una cultura anti razzista”. E ancora: “Per cambiare le cose bisogna cominciare a essere consapevoli che c'è un problema, bisogna cominciare a discutere”.
Il ruolo degli atleti
Infine, l’ex calciatore ha evidenziato il ruolo degli sportivi nella lotta al razzismo: “Gli atleti possono giocare un ruolo importante e devono essere coraggiosi scegliendo di farlo”. Thuram ha concluso sottolineando la necessità di superare l’ipocrisia e affrontare apertamente il problema per promuovere un cambiamento culturale.
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