La Stampa - Juve, contro l'Udinese posta doppia. Possibile conferma di Borriello e Del Piero
Gettate le fondamenta della nuova casa bianconera e fissato il tetto con il titolo di campione d'inverno, ora la Juventus di Conte vuole erigere il primo vero muro per difendere il proprio castello. E questa sera i mattoni non mancheranno alla capolista per costruirselo e così avvicinarsi a quello che è il vero obiettivo del progetto bianconero: ritornare in Champions League, magari evitando i pericolosi e fastidiosi preliminari. Contro l'Udinese, la Juve ha l'occasione d'oro per accelerare la fuga verso l'Europa che conta e frenare i sogni di una diretta concorrente.
«La classifica parla chiaro - analizza Antonio Conte -, così come il percorso e le ambizioni dell'Udinese. Questo è uno scontro diretto e una partita del genere non vale tre punti, ma sei». La posta raddoppia, proprio perché un successo contro i friulani del capocannoniere Di Natale non solo confermerebbe le velleità scudetto della Juve, ma permetterebbe di stampare un vantaggio di sei punti sul terzo posto e sulla qualificazione diretta in Champions. Ora le due formazioni sono divise da tre lunghezze (41 contro 38), ma virtualmente lo spread sull'Udinese può schizzare a +7: in caso di parità al termine del campionato, infatti, Del Piero e compagni sarebbero avanti grazie al miglior risultato degli scontri diretti (all'andata finì 0-0).
Il girone di ritorno si apre con uno scontro diretto allo Juventus Stadium. Un copione che si vedrà spesso in questo 2012: considerando le attuali prime sette della classifica, solo contro il Milan i bianconeri giocheranno fuori casa. «Il fattore campo sarà un vantaggio solo se vinceremo» risponde secco Conte che però può sfruttare l'ennesimo tutto esaurito e il sostegno incondizionato della curva (stasera ci sarà uno striscione di 70 metri per celebrare il primo posto in classifica) per mettere sotto l'Udinese. I friulani vantano la seconda miglior difesa del campionato dietro la Juve, ma fuori casa hanno un rendimento da retrocessione (solo 10 punti in 9 partite con appena due vittorie a referto) e non possono schierare cinque titolari tra infortuni (Isla è in dubbio, Pinzi è ko) e Coppa d'Africa (Asamoah, Badu e Benatia). «Nonostante le assenze vogliamo provare a fare risultato - dice Guidolin - e continuare a stupire».
Anche Conte deve fare il conto con gli acciaccati (Pepe va solo in panchina mentre Marchisio si gioca un posto da titolare fino a poche ore dalla gara) e per questo varerà un 3-5-2 con gli stessi interpreti (o quasi) della vittoria di Coppa Italia sulla Roma. In porta torna Buffon, che oggi compie 34 anni, e in mediana si rivede Vidal, mentre il tecnico bianconero è tentato di confermare Borriello-Del Piero come coppia offensiva. Ieri li ha provati in allenamento e il capitano sarebbe in vantaggio su Quagliarella. «Valuterò chi sta bene, senza guardare la faccia» anticipa Conte che deve gestire una Juve sette volte in campo in 22 giorni. «Stiamo facendo le prove per il prossimo anno - allude l'allenatore -, così togliamo anche l'alibi a qualcuno che dice che siamo avvantaggiati perché non abbiamo impegni».
Una mano, però, arriverà dal mercato: ieri con Agnelli, il tecnico ha dato il benvenuto a Caceres («È il nostro jolly»), che aspetta visto e transfer per poter giocare, e ora attende notizie su Nainggolan. Ieri il ds Paratici e l'agente del centrocampista si sono incontrati a Milano: la strada è aperta, ma per averlo entro martedì servirà l'assalto al Cagliari con soldi e giocatori. Fuori dai giochi, invece, è Behrami: «Resto alla Fiorentina, credo in quello che faccio qui».
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